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Full text of "Viaggio da Venezia al S. Sepolcro, ed al monte Sinai ..."

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©15.69 

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1770 

mare *M S -'<'=.3«JW> 

GwiHUWtttJ»* VIS**!* 



VIAGGIO 

D A V E N E Z I A 

AL S. SEPOLCRO, 

ED AL MONTE SINAI. 

Col difegno delle Città, Cartelli, Ville, Chiefe, Monallerj * 
lìole, Porti, e Fiumi, che fin là fi ritrovano, 

Ed una breve regola di quanto fi deve offervare nel detto Viaggio ; e quello $ 
che fi paga da luogo a luogo , sì di Daz) * come d* altre cofe^ 

Comporto dal R Padre Fr. NOE ridi 9 ©relitte ^ 
DI 1 FRANGE S.C O. 

Aggiuntovi il modo di pigliar te Sante Indulgenze , ed a quali 
Qbiefe j Monafìer} , ed altri luoghi fiano conce fa : 
Di &*av* affili*?»** vt^a Tavola , che 4 : r>»ra ^«A«t«' wigiu' ri ft 
' .ti* Uogo a Iccfq \ni\no a Gfrufalemme* - 



0n? jte? la prima volta corretto j e ridotto a piì< colta lezione « 



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t N B 1 À S S A N O, 

M D C C L X X. 



H Sk L L A S J A 'MPER.IA R E M O ti THf SI li 

CON LiCF^Z/ì D~ E* iti? E &!'&•■& I. 



9/5. b3 

Pnfl'0^' ISTRUZIONE 

Del fanto Viaggio di Gewfalemme . 

J, T * Irruzione di fopra promeffa a ciafcuno , che defidera far quello 
Viaggio, è quella; che prima fi dit ponga P uomo di far il Viag- 
J A gio Solamente con intenzione di viiìtare, contemplare, e adora- 
jS re con gran efiifiòne di lagrime que' Santi (lìmi Luoghi, acciocché Gesù 
V* benigno gl ; perdoni i fuoi peccati, non con intenzione di veder il Mun- 
•ì do, o per ambizione, o per efaltaz ; one di dire: io fon itaro, ho vedu- 
O to, ec* per efTer poi fublimato dagli uomini; come forfè firmo alcuni, 
v. 9 i quali in quello cafo : Et nunc receperunt mercedem fuam . Che fi di ì pon- 
ga rimettere P ingiurie , reflituire la roba a* altri , vivere nel timor di 
Dio ; perchè fenza quella prima , e neceflaria difpofizione , ogni pefo , e 
fatica farebbe vana. Secondo, che metta in ordine t fatti fuoi, e faccia 
teflamento, acciocché quando Dio faceffe altro di lui, li fuoi eredi non 
rimanghino travagliati. Terzo, che porti due borfe , una ben piena di 
pazienza, e l'altra con ducento Ducati Veneziani, o per il manco cen- 
to , e cinquanta : cento per perfona nel Viaggio , e niente manco ad o- 
gni uomo, che abbia cara la vita fua, che iia cottumato di viver deli- 
catamente a cafa fua: gli altri cinquanta per una malattia, o altro, che 
gli poteffe avvenire • Quarto , che porti feco una vede valida , per 
portar attorno quando è freddo : delle camifcie affai per fchivare i pe- 
docchi, e altre immondizie più che fi può ; delle tovaglie da ta- 
vola , e da capo , lenzuoli , intimelle , ed altre cofe fimili . Poi vada a 
Venezia, perchè là è più comodo il paffaggio , che in quii fi fia altra 
Città del Mondo, ed eglino ogni anno hanno una Galeazza preparata 
folamente a quello fervizio, e fé ben trovaffe miglior mercato ad intrar 
fu una Nave , che per niente abbandoni tal Galeazza ; poi , che procuri 
far Paccordo col Padrone, il quale è (olito prender da cinquanta in feffan- 
ta Ducati ; e fopra il tutto egli è obbligato dar il nolo , far le fpefe, ei- 
barfi nelP andare , e nel tornare , eccetto in Terra ; pagare le cavalcature 
in Terra Santa, e così pagare tutti li Dazj , e tributi . Et pojì htec fi 
faccia far un gabbano fino in terra per dormire ali 1 aere, e comprar una 
flrapontina in luogo del letto, una caffa lunga, due barili, cioè uno da 
acqua, e P altro da vino, una zangola, cioè fecchia coperta, ancora fi 
fornifca di buon cafcio Lombardo, Salcici , Lingue, e altri falumi d'o- 
gni forte, bifcotti bianchi, qualche pane di zucchero, di più forte di con- 
fezione , ma non gran quantità; perchè fi guadano prdìo, e fopra tutto 
del violeppe affai , perch' egli è quello , che tiene vivo P uomo in quelli 
eftremi caldi , e così del zenzebre firopato per acconciar? lo flomaco , 
quando foffe guado per troppi vomiti, ma ufalo poco, perchè è troppo 
calido . Della cotognata fenza fpezie, ed aromatici rofati, egirofòlati , 
e qualche buon eletruario . In Galea procura per tempo di aver il tuo 
alloggiamento a mezza Galea, maflìme chi ha trillo capo per P agita- 
zioni del mare , e così appreffo alla porta di mezzo per aver un poco d* 
aere. E quando fi difcende in terra, fi fornifca d 5 ovi , polli , pane , con- 
fezione e frutti, e metta le fpefe del Padrone per niente, perchè que- 
fio è un Viaggio da non tener la borfa ferrata • Al difendere di Galea 

519263 A 2 al 



% VIAGGIO 

al Zaffo, vada umik di veftimenti, e coturni , e qui fi fanno innanzi 
al Comito della Galea, il Scrivano, il Padron giurato, l'uomo di Con» 
figlio, iì Peota, li Trombetti, e Tamburi, Provieri , Balleftrieri , Guar» 
diani delle porte , e cuochi , con una tazza per ciafcun in mano , e a 
tutti convien donar qualche cofa. In Terra Santa porta il codino , e non 
fi difcoita mai dalla Caravana de 5 Pellegrini , e non ardi fca difputar delia 
Fede con li Saracini , perchè gli è gran pena . E perchè non vorrei , che 
i poveri uomini , che non hanno facoltà di trovar tanti danari , fi dif* 
jédaflefl* di fare tal Viaggio, per fua coofolazione li certifico, com'è in» 
tefa dal padrone la fya povertà gli accorda in pucari trenta , o trenta 
«no folamente per nolo cavalcature, dazj , cioè tributi , e loro poi fi 
ponno far le fpefe con la fua borfa, qualche cofa più sii la parsimonia, 
che a quelli , che hanno la facoltà grande , che gli farà concedo adito 
alla cucina di cuocere le fue cofe, come gli altri . Bifogna portar le mor 
liete d'oro, e d'argento, che fiano nuove di Zecca, altrimenti li Mori 
non le vorrebbono, fé traboccalTero ben dieci grani , e così fare li paga* 
nienti al padrone delle medesime moneti, perchè ancor lui èalìrertodì 
far a' Mori il firnile „ 







] ESU 



AL S. SEPOLCRO. jj 

JESU FILI DEI MISERERE MEI, 

qui e rimina tollis. 

Ora fi a con noi la Potenza di DIO Padre , la Sapienza di 

DIO Figliuolo y e la Virtù dello Spirito Santo , Bealif* 

[ima TRINITI, <Jmen . 

IL Santo Viaggio del Santiffimo SEPOLCRO de! bo- 
itro Signor GESU'Cnfto, lo fcrifTe fedelmente il Reve- 
rendo Padre Fra Noè dell' Ordine di S. Francefco , il 
quale fi difpofe di volervi andare con V ajuto , e voler 
dell'Onnipotente IDDIO ; e deliberatamente partendoci da 
Venezia , volle fcrivere , ed eziandio disegnare tutte le Cit- 
tà , Terre, Porti , e Villaggi , quanto è da un luogo all' al- 
tro per Mare, e per Terra: ed ancora figurare le Chiefe, ed 
i luoghi Santi, che fi trovano per tutto qud Viaggio, con le 
loro Indulgenze , e Remiffioni de' luoghi , dove converfava il 
noftro Signor GESÙ' Grido , e la gloriofa Vergine Maria 




cratiffimi Tempj, e degii egregj Edificj,ed altre cofe mcnio- 
rande. 







..;:^v-:-'^-:/\; ; $^-.:^:v^'''. 



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TA- 



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VIAGGIO 

TAVOLA 

D E L L I MIGLIA, 

Che fono da Venezia in Gerufalemme fecondo i luoghi 
principali • 

DA Venezia a Corfù miglia 706 

Da Corfù in Candia miglia 600 

Da Candia a Rodi miglia 300 

Da Rodi in Cipro miglia 400 

Da Cipro al Zaffo Porto di Terra Santa miglia 250 

Dai Zaffo alla Città di Rama miglia io 

Da Rama a Gerufalem.. miglia go 

Ver che Gerufalem Città Santa è pofla in mezzo del Mondo , però 

metterò f ammari amente le miglia , che di qui fono a 

tutti i luoghi principali verfo Levante , girando 

a Ponente fino in Italia • 

DA Gerufalem fino a' Regni di Saba , d' onde fi parti- 
rono i tre Magi per venir ad adorar GESÙ' Crifto 
nato in Beteleem, di cammino miglia 1400 

Da Gerufalem fino al Mar Roffo ,, dove fu fommerfo Fa- 
raone con tutto il fuo Efercito miglia 350 
Da Gerufalem al Monte Sinai , dove Dio diede la Legge a 
Mosè , e dove è il corpo di S- Caterina per P Arabia de- 
ferta «figlia £oo 
Da Gerufalem alla Mecca, dove è P Arca, e fepoltura di 

Maometto per P Arabia montuofa miglia 800 

Da Gerufalem a Damafco miglia 800 

Da Gerufalem al Cairo miglia 500 

Da Gerufalem in Alexandria miglia 400 

Da Gerufalem in Cipro miglia 300 

Da Gerufalem a Rodi miglia 6$o 

Da Gerufalem in Candia miglia 800 

Da Gerufalem a Venezia « miglia 2700 



r&tfi 



AL S* SEPOLCRO; 

Quefìi fono li principali Senatori di Venezia , quali il giorno del 

Corpus Domini proceffioaal mente accompagnano li Pellegrini 

che vanno al Sant.jjimo Sepolcro . 




VEnezia nobile, e ricca Città, della quale non v'e un' ajtra fecon- 
da al Mondo, polla come dovete fapere nelP acqua , principio' a 
Pellegrini, che vogliono andar per Mare a quello Santo Viaggio : e cre- 
do, che IDDIO la faceffe per comodità de' Criftiani ; le laudi della qua- 
le narrar non fi poffono a pieno ; popolata, e libera a ciafcuno ^abbon- 
dante nel vitto, uomini veramente molto elemofinieri , e molto di voti ; 
e ben le loroChiefe lo manifeflano, poiché non è picciola Parocchia, che 
non abbia tre , ovvero quattro Mette al giorno ; e ha feflanta due Parec- 
chie fornite tutte di Organi , Cere , e Lampade per ornare il Signore 
IDDIO; molti Monafterj di Donne Religiofe , e Sante, che vivono quali 
tutte d' elemofine: le loro Chiefe fono molto adorne. La ChidadiSan 
Marco a chi difcorre con intelletto , e penfa la fpefa , che e cola incre- 
dibile, col fuo Campanile, il qual d'altezza non cede ad alcun altro , 
iì Palazzo della Signoria l cefo mirabile , con due Piazze gtandiflime i 



B 4 



Pon- 



VIAGGIO 

VENEZIA. 




Ponti, che padano canali numero tre mila) tutti di pietra; in ella cori 
forre ogni nazione ò:\ Mondo; da ogni tempo fi trovano Navi , e al 
tri Navigli a prezzo per condur Mercanzie, e perfone da luogo a luo- 
go » e io eiTa fi trovano Mercanzie d' ogni fòrte ; vi fono ancora molte 
Reliquie, e corpi Santi , i quali per noi furono (come fi conviene ) vi- 
etati , nel tempo, che afpettamò per metter la Galea in porto- Espri- 
ma nella Chiefa di San Marco il Corpo di elio San Marco Evangelica / 
nella Chiefa di Santa Lucia effo Corpo di S. Lucia Vergine : in San 
Giorgio Maggiore il braccio, con la mano di detto Santo, in un altro 
Altare Santi Cofma , e Damiano : in S. Zaccaria vi e il Corpo di S* 
Zaccaria Padre di S. Gio. Batti ffa : il" Corpo di San Rocco nella ftfat 
Chiefa: nel Monafìero di Sant' Elena effo Corpo : nei Crofecfreri il 
Corpo di S. Barbara; nella Chiefa di Santa Marina ti Corpo di effa San- 
ta Marina Vetgìhe: tn San Salvatore il Corpo di San Teodoro Marti- 
re, la Tefta di San Siflo Martire , che fj Papa , la fóafcdla di Swit? 

An- 



Andrea Apofhalo , il Braccio di San Bartolommeo Apoftolo j ed luti 
Keliquie affai é 

in quello tempo fu la Galea ih ordirle, e accordati col Padrone , meri- 
tammo in efla> partiti da Venezia con grandiffima fortuna , e pericolo* 
pervenimmo alla Città di Parenzo < 

A R E N Z O. 

PARENZO è Città polla inCapocflftriay 
diftante d<* Venezia miglia cento , e vi e 
Vekovo , e fono in effa n.olte Reliquie , le 
quali furono da noi vifìtate .* nella Cruda Mag- 
giore e San Demetrio , e San Giuliano ; in un 
altro Altare dinanzi al Coro della predetta 
r Chiefà j fono li Corpi di S. Berta j e Santar 
Il Colita; nella medefima" Chiefa ài tempo paf- 
j| fato erano Ss. Mauro, ed Eleuterio * ma da 5 
» Genpvefi furono trafportari a Genova 4 e at 
iioi fu certificato, che quelli Genove!! non contenti di quefto, voleva- 
mo ancora rompere un'altro Altare j con animò di voler altri colpì por- 
tarne; ma fubito miracolofameme da quelli featurì fàngue : al pfefente fi dk 
(cerne anco le veftigie* onde quelli impauriti làfcioriso P imprefa * 

P O L A* 





P A rtm da Parenzo pervenimmo a Polaylaquafè da lungi dà Venr. 
L .^i mi S 1Ia cento,, pur pólla in Capo cP Ilhìà, la quale fu già Città 
aobiliilima, e reale al tempo pattato,, e dimorava in effa un Imperator 
di Roma, il quale fece edificare un bel Caflello, il quale ora è minato, 
ma ancora (t ne vede un pezzo, e fonovì a». cera alcune belle kpolturs 
icolpite in buonifTime pietre mormorine ; qui (ìàmmo giorni quattro à- 
fpm%i.4o bonaccia^, fi partimmo ai Viaggio noftro , e pervsnimrrjo a Zara « 

M ZA- 



VIAGGIO 




POi fi drizzammo verfo Dalmazia alla Città di Zara , la quale fccapó 
della Provincia di Dalmazia , fpecialmente di quattro Terre grolle 
porte in detta Provincia . La prima è Arbe , la feconda Sebenico , la 
terza Spalatro, la quarta Tràgurio. Zara giace nel Mate * come PatTa- 
via nel Danubio , e ha una porta a Terra ferma con Rivelini , e tre 
Ponti levadori , e Terre , e vi abita un Cartellano con Fanterie , ed han- 
no molto difcorto da quella porta la Città, nella quale ogni tre anni 11 
permuta per Cartellano un Gentiluomo Veneziano ; ha verfo la marina 
un Cartello grande , molto ben fornito ad ogni tempo di vittuarie , mu- 
nizioni , e fanterie , ed ogni tre anni li fi permutano li Cartellaci , li 
quali fono due Gentiluomini Veneziani per Podeftà , per Capitanio , e 
per Teforiero ; ovvero ( come altri didono ) pe* Camerlengo , e fé gli 
mandano Gentiluomini di grand' autorità . Vi fono Fanterie diverfe i 
molti Ccntertabili, e genti d'arme^ ed ha continuamente fuori tre Ga- 
lee armate, che fupplif(:ono per armare le altre; ed è fornita di Jbellif- 
fime Chiefe , ed ha Arcivefcovado , ed ha molti Corpi Santi ; tra i quali 
è il Corpo di S.Simeor^ Profeta, al quale fu offerto il nortro Signor GÈ- 
SU' Crirto nel Tempio, il quale fece il Cantico : Nunc dimittis fer- 
<vum tuum , Dòmine , feCundum verèum tuum in pace * Vi e ancora il 
Corpo di S. Joel Profeta. E la detta Città ha fei porte, ed ha grande 
Arfenale, e molte Navi, legni, e barche , ed K t bellifììmo porto, e co- 
piofifììmo vivere: in terra ferma ha per trenta miglia di Territorio, con 
molti Cartelli, lfole, e Scogli più di quattro cento ; delle quali Ifole 
alcuna gira feffanta miglia, ed è fertile. Vi fono pafcoli grandi, e vii 
copia di bertiame, ed abbondanza di ogni forte di Pefce ; vertono potru 
pofamente, fono dediti molto all'armi, e prima agli rtudj di umanità; 
hanno moiri Maefìri di ftoia, e ha dei Mercanti affai; il popolo e a- 

ttico 



AL S, SEPOLCRO. ir 

mtco de* Veneziani > e univerfalmente fono amici de* Foraffier! ; vi fona 
reliquie di Giulio Cefare, come fi giudica per lo fuo nome, che appare 
in una Torre di lui fan* appretto U porta di Terra ferma , e fono vi 
molte altre cofe, ec. 

Quefti fono gli Uomini di CORFLP 
ritratti ai fuo naturale. 




S z 



L A 



ff$ 



Viaggio 



LA CITTA 




T) Artit! da ZARA pervenimmo al!* Ifola di Corfìi , la qual Città e. 
V pefta in Grecia, ed ha Arcivefcovado ; ha due Cartelli fortiffimi . 
Due Gentiluomini Veneti vi vanno al governo , quali fi mutano ogni 
due anni , ed hanno affai t»enti d'arme , ovvero fanterie ; vi va Bailo , e 
due Configlieli , ed e porta in cima un Monte. I Pellegrini Cogliono 
#ar qui appreflb a' Fr, Minori , i quali vi hannp nn Convento , ed le 

fotto 



AL S. SEPOLCRO, 



DI C R FU 




fotto il Dominio de' Veneziani} e di qui partiti pervenimmo alla Cit- 
ta di Modone • 



B % 



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*4 



VIAGGIO 
L J( C I T T ^ 




M ODONE e Città porta in Grecia , ed è- afTai ben munita foprail 
Mare» nella Provincia della Morea, ha Arctvefcovado , ed è nella 
Chiefa Parocchiale , la quale è nominata San Giovanni , e vi è il Corpo 
di San Luca, ed il Capo di Sant* Anaftafio Vefcovo , e di qui partiti 
S*r venimmo in CANDIA * 

CRETA ISOLA. 

CRETA , Mola del Mare fra fé altre nobili flìma fottopofta alla Re- 
pubblica Veneziana;, già molti anni ebbe anticamente feicento Cit- 
tà , aìprefente ne ha quattro fole; Candia è la principale; Canea, Re» 
timo, e Scitia aflfat civili , e popolate, con gran numero di Gentiluo- 
mini Veneziani , i quali furono mandati per Coloni ad abitare in detta 
Ifola * Vi fono molti Cartelli , e luoghi forti . Ha infinito numero di 
Ville, ed è molto abitata» Gli uomini fono pazienti nella fatica, e 6- 
me , e di efH il dice : Antiquitm optimi fagìttar'y . E' pofla in mezzo ii 
Mare, ed e ftafa da Ponente a Levante. La fua longitudine è miglia 
duecento» e cinquanta, la latitudine nel più largo è miglia Manta. Il 

fiso 



AL S. SEPÓLCRO. 
M O D O N E. 



t* 




fuo circuito e miglia feicento tutta montuofa , e la più «jj "ffofc , 
per il che non e troppo coltivata, ma il coltivato « affai fertile .mai. 
K Vini, n'e tanti, che negli Anni temperati ne *&»<£« 
quantità : ma e opinione univerfale degli abitanti effergh più copia a^ 
Latte, che di Vini . Produce mele» cere, grano, gotteni , £» , ou, 
frutti d'ogni forte abbondantemente, e tutto in perfittione. L» ammali 
di rapina, n% Klemm ninno fé ne trova. Vi l Capre felvatic ^™ v "° 
Stambecchi, e Lepori in gran numero. Di Uccelli, Cototni , e co ora- 
bi ne fono ìnfinitiflìmi . Sonovi alberi filveftn , Cipteffi , molti tiei , 
Pini, Querele, e umili, pertiche vi fi fabticano grandi Navi, alt* 
Legni . Di acque è copiofa, e Fontane eccellenttffime ^ Nella patteAU 
ftrale vi fono Fiumi, Torrenti, e porti grandi, elìcmi. Vi tomoli 
altre cofe, che fono memorabili io detta Ifol*, le quali per men team 
de' Lettori G lafciano . 



1 



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1 



M 



VIA G G I O 



LA C 1 TT J' 




CÀND^ÌÀ ì Itala tiioito copìofa di Vino , e particolarmente di Maf- 
vafia, la quale non fi ritrova in altro luogo. Di Pecore, e Capre 
in gran quantità ve ne fono; Cervi, é Daini pochi in eflfa fi ritrova- 
W ; copiofa di Erbe Medicinali , e in efla non può" nafcerè né vìvere 
ajeuno animale velenofo, fé ben in effa gli folle portato, pure gli nafce 
lin Ragno, che ì velenofo: l'I fola £ ltfnga ducente miglia , e larga 

cin- 



AL S. SEPOLCRO. 



DI C A N D 1 A. 




cinquanta; è dìfìante da Rodi miglia trecento. Parlici di quivi venim- 
mo alia nobiliffima Città di Rodi - 



LA 



V I A G I Ó 

LA CITTA" MAGNA 




RODI è Ifofa, ed è Città forti flìma di mure, e terre , ed altre fof- 
te?7è, e qui difmor.tati afpettammo il tempo per il noflro navi- 
care, e pi quefto tempo furono a noi mortrate le Sante Reliquie, che 
jn efto -Tortello il trovano. Nella Chiefa di S. Giovanni e una Croce 
dì ferro fa ta di quella Conca , nella quale Crirtó lavò i piedi a' f ioì Di- 
scepoli ; e dicefi ,~ fé la detta Croce s* imprime in cera , che vale contra 
la ferreria, eia fa arredare. Item due Suine della Corona di Gesù Cri- 
fto , una in Cartello, e V altra nella Chiefa di S. Giovanni confervare 
onorevolmente, e dicono per certo i che quella, che è in Cartello ógni 
anno il dì di Pafqùa di Refurrezione produce fióri manifèftarriente * e 
che vi fono ancora quei 30. denari, che Giuda vendè Gesti Crifto* I- 
tem il Capo di S. Filomena Vergine ? e un gran pezzo della Croce * un 
braccio di S. Biado Martire un braccio di S* Stefano Proto martire, ed 
anco un braccio di S. Tommafo A portolo, un braccio di San Leodacio 
Vefcovo, U Capo di Sant'eufemia Vergine e Martire . Item il Capo 
di S. Policarpo Vefcnvo, là mano di Santa Chiara Vergine. Item la 
mano di Sant'Anna Madre della Vergine Maria. Item là mano con il 
braccio di Santa Caterina Vergine , e Martire , il qual non fi moflra > 



AL S. SEPOLCRO, 
DI RODI. 



ly 




>tfBtó^H«*.i!Wte i £^*S&^^ 



fé non il dì della fua Fefta in Cartello de! gran Maeftro di Rodi /Fé* 
cefi in tanto buon tempo per navigare , e fi partimmo per Cipro . 



B 



O 



PArtitJ da RODI ci fopraggiunfe una gran fortuna , che qua(ì tinti 
i Pellegrini erano infermati. Il dì feguente avemmo il vento pro- 
fpero , e pervenimmo in Cipro; parlammo per alcune Città ; tra le quag- 
li una chiamata Baffo, la qual fu già grande, e potente, come appare 
per le fue ruine, ma ora £ tutta dìftrutta , E fotto vi e una Chiefa , 
che fu già de' Frati Minori , ed una prigion graode con fette buchi di- 
ftinti , dove S. Paolo fu per alcun tempo in quella dentro , e S. Bar- 
naba Apodo'o. In quefro luogo fotto un'altra Chiefa fcatqrifce un fon- 
te mirabile, de'la qual acqua bevendone, è fommo rimedio alla febbre. 
Sono in quello luogo fette piccioie Camere , nelle quali fi dice , che 
dormirono i fetie Dormienti ; ma non quelli , che dormirono nel Mon- 
te Celico . Da quella Città pervenimmo ad un' altra pur diftratta , la 
qual }• chiairata Epifcopia, e di qui partiti ne venimmo a Lamifo, U 

C z q*jal 



*» . V I AGGIO 

qual un Soldano già la minò fu le fondamenta , ove m quello luogo 
in qual parte fi cava, fi trovano acque dolci, evenimmo al fuo porto 
dittante da Cipro, e da Rodi trecento miglia, ed è lunga cento, e fef- 
fantacinque miglia , e larga feflantacinque . La carne di Caftrato è mol- 
to buon mercato , ma non molto buona , e alcuna volta fi dà nove Ca* 
(Irati al Ducato ; e di quindi partiti con buon vento venimmo per fpa- 
zio di tire giorni , che potevamo veder Terra Santa ; per la qual cofe 
con gran letizia cantammo Te Deum laudamus , 



J O P A . 

Giunti àpprelìb JOPA gettammo V Ancora , e il noftro Padrone 
mandò per falvo condotto alcuni de 3 fuoi di Rama, fino a Geru- 
falem per il Padre Guardiano de* Frati Minori del Monte Sion , e il 
conduttore con due Pellegrini; il qual' e anco interprete, Vennero pure 
in jopa i Mamaluchi , del Soldano , avendo in compagnia il Padre 
Guardiano da due de' fuoi Frati accompagnati , li quali portarono Let- 
tere dei Signor di Gerufalem , e di Rama per falvo condotto , e dif- 
montati li Pellegrini fui Lito furono tutti rinchiufì in una certa Spe- 
lonca vecchia come è u fan za per tre giorni , e tante notti , e qui fu 
ferino il nome di ciafeun Pellegrino, ed anco del Padre fuo, e dapoi 
fcritti fecero patto con li Padroni della quantità de' denari per il falvo 
condotto. Alla porta della Spelonca vengono i Criftiani della Cintura, 
e portano cofe convenienti da vendere, e anche per vivere neceiTarie , 
come carne cotta, polli, ovì, e pane. Quivi ufeiti furono condotti A- 
fini per il nollro cavalcane , per portare le cofe noftre neeeiTarie , e così 
pervenimmo fino appretto a Rama ad un mezzo miglio , o poco più , 
la qual Rama è difeofta da Jopa dieci miglia: Jopa fu così nominata 
da Jeft figlio di N@è, e fu da lui edificata; ma ora è tutta diftrurta, 
e ancora li vede pur alcuni ferri grandi , e una catena da una rupe al- 
la qual era legato ( come fi dice ) un Gigante eh 5 avea nome Andro- 
mando , del quale ai prefente vi è una colia di quaranta piedi lunga : 
giunti come ho detto vicini a Rama fummo coftretti a fcavalcare da- 
gli Anni , e a portar fopra le fpalle le coie nodre , che a noi fu vera- 
mente cofa molto nojofa , e fpiacevole , perchè il caldo era grandiffimo, 
e la polvere d' ogni parte e' infettava . Ad alcuno CrifHano non e con- 
cedo in quefto luogo cavalcare : e qui giunti in una cafa vecchia , di 
nuovo fummo incarcerati, e così rinchiufì annumerati, la qual caia li 
chiama Qfpedal de 5 Pellegrini , ed è tutta a volto, e quindi ufeiti con 
noi fi accompagnò il Signor di Rama con molti Mamaluchi , e ? In- 
terprete di Gerufalem , e fra loro poi avevano cento Cavalli , acciò in 
Gerufalem fi potettero condur falvi dall'impeto de' Mori, e da 5 lor Fi- 
gliuoli , i quali iogliono nelle Ville con falli lapidare i Pellegrini come 
(non è troppo tempo) intervenne ad uno de' noilri , Quello Viaggio 
è molto pencolofo , cioè da Jopa fino in Rama per quelle infidie de' 
Mori, Aili nove Giugno per ordine del Padre Guardiano un de' fuoi 
frati celebrò la MelTa in Rama , e ci diede informazione delle cofe , 
che noi avevamo a fare in Terra Santa, e così cominciò a dire. 
Io vi faccio avvifati cinque Articoli da edere da voi (diJatiffimi in 

Cri- 



A L S. S E P O L C R O. M 

Crifto) bene confiderati : acciò non fiano indarno tante fatiche voftre, 
e tanti pericoli fparfi . 

Il primo e, fé alcuni di voi fenza aver licenza dal Sommo Pontefi- 
ce, è qui venuto, fappia per quello in piena efcomunicazione efTer in- 
corfo , ne il noftro Padre ha autorità di poter tal punto af- 
folvere . 

Secondo, che ciafeuno abbia vera, e indubitata fede fenza alcun fcru- 
polo. 

Terzo, che abbiano pura cofeienza , e contrizione de' fuoi peccati , e 
con propofito di non più peccare . 

Quarto, quanto più fi può abbia divozione di vedere , e andare 
per li luoghi divoti , e Santi . 

Quinto , che fi guardino più che fra pettinile di andare fopra le fe- 
poiture de i mori , perchè quello a Icro è molto molefto , e fé fodero 
veduti , faria gran pericolo . 

Finita la Santa Meffa , tornò ciafeun alli fuoi compagni . In queflo 
tempo i Criftiani della Cintura avevano portato co f ? a noi neceflarie 
al viver noftro , ma non vino , perchè qui non fi permette di farlo , 
ma Carne, e altre cole, Quefte giorno il ripofamnìQ , perchè era U 
giorno d] Domenica , 




LA Città di RAMA ho veduto, che ella è ricca, graffa, « Merca- 
dentefea, e ferapre è piena di Mercanzie di molte ragioni , e ogni 
cola vi è a buon prezzo • Appretto a Rama circa un miglio v* è una 
Cafa detta Lida , e vi è un bellilTìmo Mona-fiero con una gran bellif- 
fima Chiefa, che è dipinta, molto d'avvantaggio: quivi guarda, e pò- 
ni cura lotto P Aitar Maggiore, e tu vedrai una pietra nobiliffima, la 
qu^l pietra nel ro^zzo è forata, e per mezzo quel buco è illuo^o,do- 

C t ve fa 



%z T I A C G I © 

ve fu decollato , ovver decapitato il vero Cavarero di noflro Signor 
Gesa Crifto , San Giorgi© , è ancora la detta Chiefa officiata da'Greci 
* bea tenuta, e retta ì edinelU vi è Indulgenza grande, e perdonanza ! 



CANE CASTELLO DE'MACCABEI. 








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E Così come tu ti partì di Rama , e vai verfò la Città Santa di Ge- 
rufalem tuttavia per via piana , come il palmo della mano , per fino 
ad un albergo , che fe detto Cane , quando tu entri dentro , va alquan- 
to in sii ; da mano dritta troverai un picciolo poggietello , e ivi trove- 
rai cafe rotte , e disfatte dove già fu un Gattello , e quefto Cattelio fu 
di Matthias, il qua! fu Padre degli Maccabei, e ivi fi veggono anco- 
ra oggi le loro rilevate fepolture, e quello noggietello fi è nominato 
Modi, e quivi gli è d* Indulgeuza , e reminone di perdonanza fette 
anni , e fettanta giorni, ec. Da qui non molto lungi verfo Gerufalera 
in cima d* un Monte è San Samuel Profeta, fepolto in quel luogo a 
man delira alla Villa Ramata dove nacque Samuel , e Giufeppe ab A- 
rimatia , del quale era il Sepolcro dove fu potto Gesìi Crifto • 




a e 



TEL E M M A U S, 

Così andando per la medefima ftrada 
circa un miglio troverai una via alla 
man manca da Gerufalem , che va delle 
miglia cinque, cerne tu anderai tre miglia 
in circa, troverai un Gattello tutto fracaf- 
fato, e guafto , il qual fu chiamato EM- 
MA U S , e quivi apparve il nottro 
Signor GESÙ' Critto ai due fuoi Difce- 
poli in forma d' un lontano Pellegrino , e 
quivi è di perdono dodici anni . 



IL 



AL S. SEPOLCRO. 



H 



IL MONTE SION. 

COmé noi fummo apprefentati all' Ammiraglio di GERUSALEMT , 
gli pagammo il tributo, ovver dazio, (come vogliamo dire,) che 
va àt Saldano di tante monete * che importano quattro Fiorini* e mez- 
v io di ncftrà moneta per cadauno, e di indi fi inviamo fopra il Monte 
Sion> dove vi è un bellifiimo Monaftero dei Frati Minori* 

GÉRUSALEM. 




ORA diremo della gloriofa Terra Santa * e benedetta Imperlale Gè- 
rufalèm, degniffima veramente fopra tutte le altre Città del Mori- 
p Tu fel Santa, e fei fiata potentiffima, per modo tale, che da tar- 




erà piangi tu, perchè tu hai di che piangere, pofciachfc il tuo noma 
Imperiale è abbaflato , ficchi dice Geremia Profeta; Tatti li miei ^ 



24 VIAGGIO 

mici mi fonò divenuti nemici. Il noftro IDDIO , e Signor GEStF 
Griffo P ha profetizzato , ma tu non lo comprenderti , quando egli fo- 
£fa te pian fé , e difìe : Ò Gerufalem, povera Città, io t' ho mandato 
l faggi , e Santi Profeti quali di me ti hanno profetato , e io perfonal» 
iiiente fon venuto a te, e tu mi hai tutte le mie membra martirizza- 
te, e mi hai confitto lopra la dura Croce, e pafTatomi il Coftato dal 
quale ufcì Sangue, e acqua, e nella mia fete mi abbeverarti di aceto $ 
e fele ; e tutte quefte cofe ho foftenute per la tua falute , e le hai di- 
fp rezzate . Ora voglio, che tu fàppi , che t'ho fatto palefe la tua di- 
ffrazione , ec. Ed è ben vero , che la detta Città di Gerufalem è (ta- 
ta diftrutra più volte , però che delle cofe antiche non vi è più nulla, 
Jalvo che la porta Àurea, per la qua! entrò il noftro Signor Gesù Cri- 
ito la Domenica dell 1 Olivo, e fopra il Monte Sion vi è una volta del 
luogo dove ftanno i Frati Minori , e qui fono due fepohure di due 
Profeti , una è del Re David , e F altra del Re Salomone . 
^ Nella Città Gerofolimitana fono gli infrafcritti luoghi, e cofe fante, 
cioè prima , e principalmente vi è il luogo dove il noftre Signor Gesù 
Grìfto cenò con i fuoi Difcepoli , e dove egli lavò a loro i Piedi , e 
dove vi predicò , e dov' egli ordinò , e iflituì il Santiflimo Sacramen- 
to , e ivi è il luogo dove i dodici Apoftoli , riceverono Io Spirito 
Santo . Ancora vi è dove il noftro Signor apparve agli fuoi Difcepoli 
inoftrandofi loro ; e quefti fanti luoghi fono officiati da' Frati Minori ; 
dinanzi alla Piazza di Gerufalem è dove il noftro Signor Gesù Crifto 
predicò agli Ebrei , e dove la Beati ffìma Vergine Maria flette iinchiu- 
fa fette anni dopo la PaiTìone del fuo dolciflimo Figliuolo e ivi dirim- 
peto vi è una Pietra la qual V Angelo di Dio recò dal Monte Sinai ; 
e ivi appretto vi è dove la Vergine Maria pafsò di quefto Mondo * 
Ancora in Gerufalem al tempo antico, tutte le cafe, tutte le vie, tut- 
te le piazze, e tutte le corti erano in volta, che mai non poteva pio- 
ver dentro , e ogn' uno poteva andare afciuto per tutta la città \ ed 
ancora fé ne veggono di quelle predette ftrade , e vie, che fono in vol- 
ta, e ivi fi vendono panni, mercerie , e altre cofe, 

Gerufalem è pofta al prelente in modo di un feudo con tre cantoni 
fra tre Monti; ella giace fotto il Monte Sion, verfoil mezzo giorno 4 
Al Ponente appretto il Monte Moria : e dove il Profeta Davidde vide 
T Angelo con la fpada nuda in mano, quando egli uccife il popolo d* 
Ifrael! L'altro è un picciolo Monacello verfo Levante , dov'è la Valle 
di Giofafat , e che non è largo d' intorno un miglio , e non è murato, 
né ha porta, eccetto la porta Aurea, e le mura del Tempio di Salo- 
mone, che era sì forte, che il popolo fi arrecò alla difefa , quando Ve- 
fpafiano attediò la Città di Gerufalem con fette legioni , e flettevi P af- 
fedio fimiìmente fette anni , e non la potè mai avere fé non per fame , 
ma ora la prenderebbono cento uomini ufi in fatti d' arme per il che d 
fono adempite le Profezie, e la parola del Signore, la quale non è mai 
per venir meno . 



G 



LA CITTA* DI GERUSALEM. 

ERUSALEM è pofta tra due grandi altezze, per modo tale, che 
fé volefti tu andarvi - ti converria faltre , fé venifti da Ponente, o 

da 



A L Si SEP O.LCRÒ. ìj 

da Rama, àvcrai da falìre dodici rriìgl:^, e quando tu venirti verfo jericOj 
tu averai a falire Tedici miglia . 

Defcrizione del /ito di Gèrufaterh , é lunghi Santi i 

GÈRUSALEM Ila polla già baffo in una valle fra il Monte 0\U 
veto^ ed il Monte Sion : al lato di fuori lungi un miglio vederai 
la Città di Gerufalem vetfo il levar del Sole, ed ivi è un' acqua di fon- 
tana , ed è un fiumicello , $he viefie da Beon , ed il fiio paele non ha 
he felve, né bofchi , ne terre lavoratone , rha egli ha ben arbori dt 
molte forti di frutti , e vigne in quantità ; il fiiò terreno è nòbile , é 
fonovi colli , monti * e valloni * 

COmé, ed in che modo il S. Sepolcro del N. S. Gesù Cri ilo fu pò- 
(io in Gerufalem . Sappi , che nel mezzo di Gerufalem vi è il S* 
Sepolcro del N.S.Gesù Crifto , laddove offerfe la fua Paltìone , era il S* 
Sepolcro fuori di Gerufalem ficcome vi dirò, ed è (lato polio dentro lai 
Terra Santa di Gerufalem. Nel tempo di Nerone gii Ebrei fi ribella- 
fono da' Romani ; onde i Romani , fentendo quello, deliberarono, eor : 
dinarono fargli guerra ^ e mandarongii il R* Vefpaiìano con fé! legioni 
4i Cavalieri, che gli aflediaffe, e sforzaiTé per modo, che ubòi li (fero a* 
R«omani . Vefpafiaiio andò, (lettevi col campo d'intorno a .peruf^Ièrfi 
fetre anni, e ftrinfeli in modo, che p»er la fame fi cóndulTcro a mar* 
giare, e divorare li loro figliuoli ; onde Vefpafianò prefe la Cit;à di Ge- 
rufalem , pigliando i Giudei , uccidendoli , e (tracciandoli , è ditlruile l& 
Città di Gerufalem, ed il Tempio di Salomone, e ritornò trionfante a, 
Roma; morte poi Nerone, onde i Romani crearono nuovo Imperatore? 
il Re Vefpafiano , e dopò la fua morte fuccefTe nelP Imperò Tito fiio 
figliuolo , e detto Tito prefe , e tolfe ogni ornamento i e bellezza di 
Gerufalem, e condulTe molte cofe a Roma, e dopoqaetlo fii fatto Im- 
perator Domiziano fratello carnale di Tito : il detto Domiziano era cru- 
deliilìmo nemico de' Crifliani , il quale fece pigliare il B. S. Giovanni 
EvangeliMa, e fecelo metter in carcere nelP Ifolà detta Patmos^edan* 
co nel fuo tempo vi era un Prenci pe Romano, il quale aveva nome À- 
grippa ; coftui drizzò P animo fuo, e il fuo volere vetfo il Reà*nj3 
di Perda, e tornato, che fu a Roma, fece edificar il Tempio di Pan- 
teon, e comandò', che vi doveife adorare la Madre degli Dd ; avven- 
ne dopo quello un gran tempo, che fu eletto , e ordinato Papa Boni- 
facio I. , e in quel tempo Foca Imperatore fece Sacrare il detto Tem- 
pio ad onore, e riverenza della glortófa Vergine' Maria, onde per qtìe- 
fio fi chiama al prefente Santa Maria Rotonda , ed il primo Imperai- 
tor , che fu dopo collui* ebbe nome Nerva , il qual traile S.Giovan- 
ni di Carcere d^lPlfola di Patmos ; e l'altro Imperator dopocoiluì eb* 
be nome Trajano ; il terzo dopo lui Adriano, il qual prefe t Arme- 
nia, ed andò nel paefe d' Ifràel , riedificò Gerufalem, e prefj il Santa 
Sepolcro del noflro Signor Gesù Crillo , e lo mi fé dentro la Città, con 
altri Santi luoghi, li quasi ora fono dentro, e non voleva , che niuti 
Giudeo vi Rette dentro, ma la riempì di altri popoli , e diede piena li-» 
cecza ai Criftiani, che fteffero dentro, e li Giudei di fuori, ee- 

D DI- 



%6 VIAGGIO 

Diciamo ora degli ordini della Tanta Chiefa Gerofolimitanà à voler' 
feguitare queiH ordinatamente, mi bifogna aver fenno, antivede- 
re, e buona memoria '/ acciocché io pofla fcrivere, e narrare di tutti i 
luoghi Santi, i quali fono oltra il Mare; avvifando il benigno Lettore, 
che quando deliberai d'entrare in queiio Viaggio, mi di fpo fi , e deli- 
berai di non tornar mai alla mia patria, (e prima io pienamente , e 
veramente non aveva notizia di vedere , toccare , ed eziandio di do- 
mandare delia verità; e poi per mi fura di palmi, e fpane mifurar per 
lungo, per largo, e traverfo, e poi intieramente fcrivere il tutto; pe- 
rò che vi fono affai perfone, le quali volentieri vorrebbono vifitare i 
Santi luoghi, e r.on poffono, chi per povertà, chi per fatica , e chi 
per difagio, e molte volte f che non fi può aver la parola, ovvero la 
licenza; e quefta parola, o licenza fi addimartda al Papa * E cosi fe- 
guitando io voglio fcrivere, e notificare brevemente di quelli Santi 
luoghi; e prima diremo della fanta Chiefa Gerofolimitanà, e la remif- 
fione, che £ di dentro, e di fuora , e dove fi dee cercare, e dove fo- 
no ora le Cfiiefe * e come fono ordinate ^ l'una dopo 1* altra * Dovete 
intendere* e fapere in che forma, e modo è ordinata la fanta Chiefa t 
nella quale è il fartto Sepolcro del noftro Signor Gesù Grido ; la detta 
Chiefa è piana verfo il levar dei fole: dinanzi ad efTa vi fono due por- 
te verfò il mezzo dì : dinanzi e una bella corte , ed una delle due 
porte è rimurata , ma 1* altra fi apre , ed è lungi dalla murata due 
paffi, e le dette porte Còno fatte in archi, e adornate con belle colon- 
ne verdi , e rode, e di marmo bianco, e fopra la porta, la qual fi a- 
pre, vi è la Vergine Maria col fuo dilettiamo Figliuolo in braccio t 
ed è lavoro molto antico di marmo bianco , ed in quel marmo è fcol- 
pito, come il noftro Signor rifufeitò Lazaro da morte*; e l'altro, de- 
ve il noftro Signore (ali fu P Alino, e come i fanciulli di Gerufalern 
fé li fecero incontro con le Olive, e diftefero dinanzi a lui li loro ve- 
iìimenti , e panni , cantando : Hofanna Fili David , BencJiElus qui ve- 
nit in nomine Domini ; il quarto , Come il noftro Signore cenò con i 
fuoi Difcepoli ; il quinto * come il noftro Signore fu prefo da Giuda . 
11 lavoro della porta è di legname vecchio, e di fopra la terra cinque 
fpane , vi è una fineftra di tanta larghezza i che vi fi può met- 
ter il capo, e vedere la Cappella del fanto Sepolcro, e una parte del- 
la Chiefa , e detta porta ha due ferrami , e fono fette Saraci ni , li 
quali tengono le chiavi , e ciafeuno di loro ha una chiave , e dette 
chiavi fi tengono per lo Soldano loro Re, ed anco quelli ne vogliono 
guftare . 



LA 



AL S. SEPOLCRO. 
LA CHIESA DEL S. SEPOLCRO . 



27 




COme fi entra per la porta della Chiefa per lo dritto circa fei paflt 
in piana terra v' ì una pietra di Porfido, di color verde , laqual 
pietra è lunga otto palli, e più di tre dita,ed e larga una fpana ,e'piu. 
Sopra quella pietra fu drizzato il noftro Signor con la S, Croce, e qui- 
vi fu uuto con r unguento , che fi chiama aromatico, e quella pietra è 
adornata intorno a fcacchi di marmo rofli , e bianchi , larga due fpa- 
ne ; e lungi dal monte Calvario circa dieci partì fono due rilevate fe- 
polture, adornate di belliflTimo lavoro, alte da terra un piede , e alla 
ibpradetta pietra verde vi * di perdonanza , e remiffione di tutti li pec- 
cati a chi yeramente confetta , e contrito , ec. 

Qpefta è la Pietra verde , dove fu unto il noftro Signor 
Gesh Crifto P 

COme luti parti dalla prenominata Pie- 
tra , e ti volgerai verfo ponente , a qual- 
che dieci paffi , vie una Cappella tutta ro- 
tonda, la quale è rilevata fa dieci colonne , 
le quali colonne fono di Porfido bianco, e 
rollò, la coperta della derra Cappella di fo~ 
pia è di piombo ; nella fomroità di detta Cap- 
pella vi è wna fmeftra grande , e le muraglie delle predette colonne fono 
adornate con bollitimi lavori ; e dentro e adornata, e nobilifiìman-jente 
figurata. Da una parte vi è Collanti no con la Croce in mano, e dall'al- 
tra vi è Sani' Eterna,- pure con la Croce in mano , e intorno loro i 
Profeti, ciafeuno con la fua Profezia in mano, come ciafeuno aveva 
profetizzato; cioè l'avvenimento di noilro Signor Gesù Crifto. Anco- 
ra fi deve creder, che il Santo Sepolcro era cuftodito, e ficcome 1 CrU 

D 2 fìiani 




. **. VIAGGIO 

fliam Io hanno lafciato , così lo mantengono, e confervano i Saracino 
e non Io hanno mai motto di nulla , e anche molti Mori vi vanno per 
divozione, di Sona , e d'Egitto, e di quelli del Soldano , e più forti 
di genti da lungi fefTanta giornate. Certi vi vengono per divozione, e 
aJtn vengono per veder quello, che adorano i Criftiani f 

La Cappella del Santiflimo Sepolcro, di Santa Elena, e di 
Coftantino Imperatore , 



or 



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PMssspac*^ Mwnm WWB — OaBM—WB—i P 



LA Cappella del Santi Aimo Sepolcro di noftro Signor Gesù Cpiflo, 
è fatta al lato di fuora in quella forma, cio$ ornata, e circonda- 
ta tutta dì tavole di marmo bianco, ed è quafi tonda , con certe co- 
lonne, e di (opra è il volto, e fopra quello volto è una fine (Ira , e fo- 
pra quefta fi ne (tra è un lavoro rilevato, e compofto in fé} capto li, ed 
in ciafeun cantone fono due colonne, che fono dodici colonne, e fopra 
quelle colonne è un lavoro riievato coperto di piombo, e fra il tondo 
dtììe dette colonne fono fei verfi ferini a lettere d'oro, e in ogni can- 
to è scritto un verfo, ma fono porti sì alto, che non fi poiTon ) ben 
leggere , e quelli dicono così : Vita mors : e dopo quefti verfo il Ponen- 
te , vi è un Aitare ferrato con un muro a lato della Cappella verfo 
tramontana , e in quel muro vi fono alcuni buchi piccioli , in tanta 
larghezza , che appena fi può metter dentro una candela accefa , per 
modo che tu puoi vedere la porta del S. Sepolcro, e verfo il levar del 
fole vi è una Cappella quadra , la qual è congiunta con quella del S, 
Sepolcro , e n con vie? pattare per quefta Cappella , innanzi , che tu 
giungi a quella del S. Sepolcro, 



AL S. SEPOLCRO. z? 

La fazione del Santi [fimo Sepolcro al lato di dentro . 




IO ho dettole disegnato le fattezze del Santiflìmo Sepolcro di fuo- 
ri , ora vi dir ) quelle di dentro , e la grandezza della Cappella ; 
ciafcuno che entra per la porta di detta Cappella , che è dinanzi a 
quella del S. Sepolcro , fi trova quella pietra , fu la quale fedette i* 
Angelo, della qual pietra canta la Santa Chiefa, e dice; Revolvìt la* 
pidem , & fedebat fuper eam . La porta del fanto Sepolcro è sì larga , 
che uno gli può entrare : in fu la detta porta è fatto un lavoro alla 
Mofaica di belle figure figurate, come noftro Signore fu polio nel S. 
Sepolcro , e come la Vergine Maria cade tramortita fopra il dolciflìmo 
Figliuolo, e S. Giovanni Apposolo , e le altre Marie , e Giufeppe, 
da Arimatia, e Nicodemo, come polonio il noftro Signore nel S. Se- 
polcro t e di fopra vi è fcritto : SanSla RefurreBio Domini : ed egli e 
molto ofcuro I ma è grandiflìma tenerezza a contemplarlo , cioè a ve- 
derlo. In quella Cappella poifono ftare 12. perfone, una dopo l'altra ; 
onde ciafcuna perfona, che vi fia Hata, deve molto ringraziare il no- 
Uro Signore della Santiflìma Paffione, la quale egli ha foftenuta per noi 
fai vare, e il fuo Santiflìmo Sangue, il quale egli fparfe per redimer- 
ci : e non vi è alcuna perfona , che nell' entrare in quel fanto luogo 
divotamente per tenerezza non pianga; perciocché qui è il Santiflìmo 
Sepolcro, dai qual rifufcitò il Salvator N. Gesù Criito , enei quale e- 
gli fu porto da Giufeppe, e da Nicodemo. E quivi è grand iflì rna per- 
donanza , e remiflìone di tutti i fuoi peccati ; cadauno , che divcta- 
mente , e con buon pentimento , dirà le fue orazioni : perciocché quivi 
è la cafa di divozione, e quivi piangono ciafcuno, e dolgo nfi più quan- 
do efcono di quel Santiflìmo, e Sacratiflìmo luogo, che quando vi en- 
trano , onde veramente ogni perfona ftarebbe volentieri fenza man- 
giare , e fenza bere in qusi Santiflìmo luogo , dove il N. S. Gesù Cri- 

D 1 ft« 



3© VIAGGIO 

fto foflerfe cesi crudel Paflione , ftrazio , morte , e fepoltura , non ad 
altro fine , fé non per ricomperar V umana generazione ; quivi la Ver- 
gine vide il fuo dolciflìmo Figliuolo nel S. Sepolcro. 

GRa vi voglio dire come la Cappella del Santo Sepolcro è fatta di 
dentro per ogni verfo , ed in qual modo . Qaando tu entri 
dentro la Cappella, vedi il Santo Sepolcro, che fra in quello modo. 
Egli è ornato intorno di fopra, e di fotto di marmo b8lliiTimo,ed una 
iefta del S. Sepolcro fta verfo il levar del fole , e V altra (la verfo po- 
nente, cioè verfo tramontana. Da capo a piedi il muro della Cappel- 
la verfo il mezzo giorno * Gli pub ftar dentro tre , ovver quartro per- 
fone , r una dopo l' altra molto tiretti , eccetto dinanzi , dov' è la via 
del S. Sepolcro. Il Sepolcro è lungo venti fpanne , ed è largo tre fpan- 
re, e mezza, e alto fopra terra quattro fpanne, e dinanzi alla tavola 
di marmo del S. Sepolcro fono tre fineftre tonde , accioschè meglio fi 
pofla vedere di dentro, perciocché non fi può toccare da niun lato, e 
dinanzi la porta del S. Sepolcro vi è una grande , e groffa pietra , la 
qual pietra è bianca , ed è tonda ; ha nel mezzo un tondo grande quan- 
to è una noce , e quivi flette la Maddalena , quando il N.S. Gesti Cri- 
fio li apparve dinanzi in forma di un Ortolano , e dalla detta pietra 
tre palli verfo il Levante vi è un certo rotondo con un ufcio piccio- 
lo, e qui (lette il N. S. Gesù Crifto con la vanga in mano, e Maria 
Maddalena accefa dell'amore delP Onnipotente Iddio, dimandò a Cri- 
flo , e difle : Tulerunt Dominum meum , e quivi (tette il N. Signore , e 
difle a lei : Noti me tangere , e qui e Indulgenza fette anni , ec. 

PArtendofi di lì , e andando più oltre per la Chiefa verfo il Levante 
circa venti palli , troverai una Cappella molto brutta , e picciola , 
e quali quadra, con due colonne, ed un Altare in fu due colonne , 
fotto l'Altare è una folla cava un piede , e quivi è una lampada , la 
qual arde continuamente; quella Cappella fi addimanda la Cappella del- 
la PrelTura ; e quivi è dipinto, come il N. Signore fu prefo, e legato 
alla Colonna, e crudelmente flagellato, e vergheggiato; e dicefi , che 
quando il N. S. Gesù Crifto fu condotto fuori alla Santa Croce, che 
li Giudei lo fchernivano, e dileggiavano, e che quivi fu la prima cafa, 
nella quale fu melTo il N. Signor in carcere ; e quivi è di reminone , 
e indulgenza dodici anni, e lettanta giorni. 

NEI mezzo di detta Gh'efa vi e il coro, il quale £ bello, ed è lun- 
go circa fei palli, ed è largo cinque palli, e fenza fedie : nel mez- 
zo di quello coro vi è una pietra tonda, la qual pietra ha nel mezzo 
un buco rotondo, e quivi fi dice, che Gesù Crifto N. S. ditTe : Hic 
efi medium mundi; cioè quivi è il mezzo del mondo; e quivi è ancora 
un arco largo tre braccia in circa, ed l verfo il Santo Sepolcro ; la 
Tri b una è larga fei palli . 

AL prefente vi voglio narrare deli' Aitar Maggiore , e della gran 
Tribuna, che è nella Chiefa Gerofoiimitana . Dovete fapere , 
che nel principio del coro fono due gradi , ovver fcaglioni di pietra 
concia, e da quelli due fcaglioni ialino all'Aitar maggiore fono cin- 
que 



AL S. SEPOLCRO. ? i 

que patti , ed e grotto , e lungo dodici (panne , e largo quattro ; rag 
fono rotti di mezzo dinanzi all'Altare ; ivi e una bella Tribuna gran- 
de , rilevata fu colonne , e da' piedi è fatta con belle figure, e di fuo- 
ra fono li dodici Appoftoli, e come venne a loro Io Spirito Santo in 
figura di fuoco , e là di fotto fono Ktorie di S. Pietro , e poi della 
Santa Chiefa , e di Salomone con una fcritta in mano, che dice 
così : Eftote prudentes : e poi parla Salomone alla Santa Chiefa in quefto 
modo : Veni amica mea , e appretto di lui (la il forte Sanfone , che tie- 
ne una Torre fopra le fpaile , ed ha il ferrame in mano , ed a lato a lui 
fta Job, e poi Geremia, che guarda la Sinagoga, e dice zCecidit corona 
capiti s nofìri : va nobis quia peccavimus . La Tribuna , è larga undici 
palli, ec« 

MONTE CALVARIO; 




DEI raocjo, forma, e ordine del Monte Calvario • Dico così , che 
tornando alli 12. gradi verfo l'Altare a man dritta, quivi e uà 
picciolo ufcio , fi fale una fcala alta 10» gradi , e da ogni lato è un mu- 
ro, dove fi va fui Monte Calvario, e fopra quefto Monte è una Cap- 
pella alta da terra 30. piedi, e tutta lavorata di lavoro Mofaico di 
fotto, e di fopra, e nella Torre, che è fui Monte della Cappella , 
fono tre porte, due a tramontana^ l'altta di fopra . Ve n'è un ai- 
due fcale, una 
rimurata ; per 
le del- 



tra apprelTo a quella , che e nella Chiefa , e quella ha 
A io, gradi, 2 l'altra di 8. gradi , e la terza porta è 



32 VIAGGIO 

Je dette due porte, fi va al S. Monte (ma è riferrato con pietre dì 
ttaarmo), e dove la SantiiTima Croce fu fitta, é quivi è una pietra di 
marmo lunga quattro piedi, e mezzo, ed ha un buco nel mezzo, nel 
qua! fu fitta la Santitfìma Croce; e nel detto buco mettono i Pelle- 
grini le mani , e le braccia per divozione . Apprettò à quefta Santa 
jPierra è una colonna di marmo fina , lungo un piede , e mezzo , e qui- 
vi apprefTo verfo mezzodì vi è il Santo Monte difcoper'o , dove fi 
vede chiaramente , che il detto Monte fi aperte , quando il noftro Si- 
gnore pafsò da quefta vita fui Legno della Santiflìrna Croce, e quello 
Monte è tutto bianco , e da un lato e figurato il noftro Signore ir* 
Croce, e dall'altro la Gloriola Vergine, e il Difcepoio S. Giovanni, 
e continuamente àrdono quivi quattro lampade. 

Cappella di Gottifredo Buglioni y a pie del Mante Calvario é 




D 



I ELLA condizione , forma , e modo della Cappella , che è a piedi 
del Santo Monte Calvario* Io mi fon ritrovato, ed entrato ài pfè 
di efTo Monte in una Cappella ivi collocata, dove fu riporto il corpo 
di Adamo; ma l'entrata e Oretta, e la porta è murata a fecco, e da 
ogni lato è una fepoltura, e ciafcuna di quelle fepolture è di rilevo fu 
quattro colonne di marmo alte tre piedi fopra terra . Una di quelle Se- 
polture e del nobile , favid , e potente Gottifredo Buglioni , il qual 
conquido il S. Sepolcro negli anni della Natività di noftro Signor Ge- 
sfc Crifto mille cento, e otto, 1* altra fepoltura fu di fuo frarsllo , il 

qual 



A h 9 S E P O L C H Ò. J5 

tjuat fu fatto Re di Gerufalem dopo lui ; ed ebbe nome Baldoino ; oh* 
cóme tu entri fotto il Monte Calvario nella detta Cappella, dentro h 
molto ofcuro , verfo Levante è un bell'Altare , ed intorno a quello Al- 
tare rtrettiflìmo vi è una pietra, la qual copre quafi tutta la via del 
Monte ; per 11 che non fi pub veder fenza lume , e quivi Salomone re- 
pelli il corpo di Adamo , e fi vede come il detto Monte fi fpezzò nel!* 
ora, che il noftro Signore morfe per noi. In quefta Cappella officiano 
li Giacopini, e vi è di perdono fette anni, ec; 

SEPOLTURA DI ADAMO. 




Le Quattro Colonne , che gemono , piangendo • 




3* V I A G € 1 O 

SEguitando 1* ordine di quefte Sante cofe, vi dica delle quattro Co. 
lonne, le quali fi dice, che fempre piangono la Paflìone del N. S. 
Gesù Crifìo . Dico così ; come tu ti parti dai predetto luogo a lato al^ 
le fcale del Monte Calvario dopo il muro, che è di dietro 1* Aitar 
Maggiore, troverai una maffa, e afcendetai di Copra in una volta fei 
(ciglioni di pietra, equi è molto ofcuro , e fi conviene andare con lu- 
me chi vuof entrare, e a 5 piedi dì detti (taglioni troverai una bella Cap- 
pella cori tre Alxari , e nella. detta Cappella vederai quattro grandi Colonne 
ói marma , le quali alcune fono tonde , e alcune fono quadrate , e le 
dette Colonne {ottengono il lavoro di fopra, e dette Colonne fempre 
fiillano, e fono umide d'Eftate, e d'Inverno, e dicefi, che quelle Co- 
lonne continuamente piàngono la paflìone di N. Signore Gesù Grido , 
e così debbono fare fino il dì del Giudicio , che allora verrà & 
giudicare F umana generazione . Verfo il Levante è un bello Altare , 
ed 3 man dritta di detto Altare è una fedia dentro del Monte, fopra 
la quale fedette Sant'Eleni Imperatrice, quando ella fece ritrovare la 
Santiffima Croce del noflro Signore, ed a lato a quefta e un' altra 
fedia, fu la quale fedette Coftantino Imperatore fuo Figliuolo, e que- 
fta Cappella e nominata Sant' Elena, e vi è d'Indulgenza fette anni, 
e fette giorni, ec. 



Diciamo del luogo , dove Sant' Eiena Imperatrice cavò , ovver 
fece trar la Santiffima Croce. Dico adunque, che vi fono due 
Cappelle, partendoti, e dilungandoti da man dritta quattro paffi , tro- 
verai un'altra fcala di undici fcalini . Anderai più giù fotto tetra in 
una Cappella, la qual é larga dodici piedi, e lunga undici a man de- 
fila a canto del Monte verfo Levante vi è il luogo dove fu cavato 
la Santiffima Croce , e fecondo la mifura di quella cavai tu lunga la 
Ss. Croce e*, braccia , e larga una fpana . E quivi quante volte li pel- 
legrini entrano divotamente, li fono rirneffi, e perdonati per ogni vol- 
ta tutti ii loro peccati • 



HO detto dell'Invenzione della Santiffima Croce, ora vi dirò del- 
ia forma, e fazione della Chiefa Gerofolimitana , come ella è 
fatta dentro. Ho detto delle grazie di Dìo, e fcritto de' Santi luoghi, 

Scrdonanze, ed Indulgenze, che fono nella Santa Chiefa, dove è il S. 
epolcro molto brevemente al meglio, che io ho potuto , e faputo ; 
perocché chi vuol cercare, e vifitare li predetti Santi luoghi non li 
Infogna lunga digreffione. La Santa Chiefa Gerofolimitana non fi può 
ben fcrivere, né disegnare come ella è fatta, come é grande, di che 
opere , e lavori grandi , e variati , li quali nel concetto delle nofire 
deboli memorie non fi pofTono ritenere , né comprendere , chi non le 
avefTe vedute. Nel mezzo del muro della Chiefa^ vi è così alato una 
Cappella, ed è tutta di marmo, e quivi é di quelle pietre , che fi chia- 
ma Porfido, e la pietra è verde, e quella pietra è circondata con bel- 
le fineftre, ma ora non vi può andare perfona alcuna in quefti luoghi, 
perché i Saracini, e i Mori hanno ferrate tutte quelle porte , per le 

quali 



AL S. SEPOLCRO. ^ 

quali fi andava nelli detta Chiefa , e tutta la volta è opera di legna- 
me , eccetto la Cappella rotonda del Santo Sepolcro , la qual avanza 
ogn' altro lavoro i come vi ho detto , e una e del S. Sepolcro , e co- 
perta di piombo, e l'altra e quella del mezzo del Mondo. La rerza 
è del Monte Calvario dal lato verfo il Monte» In detta Chiefa vi è 
una Cippella, la qual fi chiama S. Maria Egiziaca, e V altra è det- 
ta S. Maria Maddalena , la terza è dove fi va alle cafe ruinate , ma 
quivi non fi può ufeire dalla Chiefa . La detta Chiefa di dentro è mol- 
to umida, e fredda, ed è molto dubbio ,che non duri lungo tempo: 
perchè non ha fineftre, che le rendano lume, fé non la fineftra ro- 
tonda , cioè la cupola del Santo Sepolcro , la quale veramente è ben 
lunga . £ quelli , i quali vanno per vedere quelli Santi luoghi fenza 
pentimento y ed emenda de i loro peccati, fono indegni della fatate 
eterna, ee. 



DIrovvi degli Altari, i quali fono nella Chiefa Gerofolimitana , e 
chi gli officia . Dovete fapere , che vi fono venti Altari nella detta 
Chiefa, e ciafeuna generazion di Criftiani vi ha il fuo Altare, e la 
Domenica Santa dell'Olivo, e poi il dì della Sanriflìma Pafqua van- 
no ogni generazione , e ciafeuna ha il fuo Sacerdote , e dicono Meflal 
ogn'uno al popolo fuo fecondo la lingua di ciafeuno. Air Aitar mag- 
giore officia il Patriarca della Grecia/ fui Monte Calvario officiano 
Sii Armeni: fotto Golgota officiano li Giacopini : foprai' Altare, che 
è dietro al S. Sepolcro officiano gì* Indiani , e gli Eriopiani , i quali 
fono negri, e appreffo a loro officiano i Niobini : all'Aitar di S. Ma- 
ria Maddalena officiano li Scalzi , cioè li Frati Minori , i quali fono 
chiamiti di S. Francefco , e dovete fapere , che né in Gerufalem, ne 
in Soria, né in Arabia, né in Egitto non v'è altro Ordine de' Rego- 
lari, fé non Frati Minori . Sopra V altro Altare, dove il noftro Signo- 
re apparve a S. Maria Maddalena , officiano li Giordani : e dove fu 
prefo il nofho Signor Gesù Grido, officiano i CrifHani della Cintura, 
che furono convertiti da San Paolo : fu 1' Altare , che è dietro la Tri- 
buna , officiano li Nefìorini. Eccovi adunque fatti confapevoli de' San- 
ti luoghi , e de' Santi Altari , che fono nella Chiefa Gerofolimitana . 
Ora fappiate, che io fletti quattro meli trovandomi con li Scalzi Fra- 
ti Minori, acciocché io potefli meglio apprendere, vedere , e conosce- 
re gli ordini tutti della Chiefa; e v per poter venire a fiuefta cognizione 
pagai al Soldano la metà, ovver il Dazio maggiore, acciocché io gli 
potefli ilare, perchè non fi può darvi più che un giorno, però non fi 
può comprendere tutte quelle cofe in così breve termine, e però vi ri- 
mali il tempo, che ?i ho detto di fopra, perchè io mi propofi vo- 
ler confumare il Venerdì Santo, e la fantiflìma Pafqua , e voler guada- 
gnare, e acquiftare quei Santi perdoni, e remiffione , e che io potefli 
meglio vedere i loro ordini , per fcriverli, e notificarli al meglio, che 
io poteva, ec» 



E 2 DEL- 



5# VIAGGIO 

0EI.LA FORMA, E ORDINI 

Del Venerai Santo. 

E* Ordinato per la Marita Chiefa Gerofolimitana di far così : cioè f 
che fi radunano all'ora di Seiìa tutti i Criftiani , e vengano alla 
Cappella del Santiflìmo Sepolcro, Patriarchi, Vefeovi, Monaci, e Sa* 
cerdoti, e tutti con la Croce in mano, e tutti ornati, e parati, cia- 
scuno fecondo la Aia ufanza , e ordine dato , e ciafcuno va dietro al 
fegno fuo, intorno alla Cappella del S. Sepolcro, cantando ad alta vo- 
ce ciafcuno fecondo la fua loquela , e fecondo il fuo linguaggio , e cia- 
fcuno è ammaeftrato, e così è differenziato il lor canto ; alcuni can- 
tando , e alcuni accennando con le mani , e così ogn' un efercita la fua 
virtù Spirituale, e così vanno alle proceffioni intorno intorno , più, criQ 
non vogliono, e ciafcuno di loro feguita il loro fegno, e van cantando 
ad alta voce : Kyrie eleifon^ Qbrifte eleifon y e guardando a quella fine* 
(Ira , la quale « (opra la Cappella rotonda per veder il fanto luogo , e 
quella proceffione , e quello canto dura per due ore in circa , e le Lam- 
pade, che fono nel S. Sepolcro fono tutte fpente ; li Saracini fiatino 
fuora delia porta , e non vi lafciano entrare Grigliano , e fopra la det- 
ta fineftra fi vede venire una Colomba, la quale va a ripofarfi fu la 
Cappella del Santo Sepolcro, e dando così , fi vede un gran fplendo- 
re , ed un gran lume : nel Santo Sepolcro : e chi prima vede quello 
lume , colui fi tien efTer fanto , ficcome fanno li Ungari dinanzi la Cro- 
ce a Roma ', e poi ciafcun Crifliano accende un Candelotto , o Can- 
dela, e poi ne va ciafcuna (chiatta col fuo Sacerdote al fuo Aitare , 
e orano, e officiano ciafcuno di loro fecondo la fua loquela, ufanza v 
$ ammeaftramente , ec. 




V 



AL S. SEPOLCRO. 
La Cappella del luogo benedetto del S. Sepolcro* 



ìt 




NElla folennità, che fi fa il Sabbato Santo dopo l'ora del vefpe- 
ro, fi raduna ciafcuna forte di Criftiani dinanzi la porta deli* 
Chiefa del Santo Sepolcro : da un lato fpno Greci , 1} Criftiani della 
Cintura, e i^ Neftorini , e dall'altro lato (tanno i Nubiqi, e i Jacopj- 
ni, Giorgiani, e Latini; così comincia a cantare ciafcunp fecondo la 
fua lingua, lodando, e magnificando Iddio ad alta voce, e pigli anfi P 
uno l'altro fu le fpalle, e quello dura tutta la notte , e vengono in 
Gerufalern uomini, donne, giovanile vecchi, facendo fefta, e menan- 
doli la lingua per bocca di qua, e di la gridando come fanno i ranoc- 
chi quando ftanno in acqua , e quello è i( canto loro , e fanno paura a 
chi li ode. Il Venerdì Santo all' ora della prima Meffa fi apre la por- 
ta dinanzi al S. Sepolcro, e allora vi pup entrare ciafcun Crìftiano , 
entrando conia proceffione con due olivi, e alcuni della Città hanno 
picciole Ramicelle benedette, e hanno cinquantaquattro Croci, e can- 
tano tutti infieme, ciafcuno nel fuo linguaggio 1' avvenimento della 
Santiffirpa Trinità. 

LA Proceffione della S# Domenica dell' Olivo , è fatta in quefta for- 
ma: la mattina per tempo è apparecchiato il luogo del N.Signor 
Gesù Crifto dal Vefcovo delti Armeni, e altri Chiericati nelli orna- 
menti, o paramenti in modo de' 12. Apoftoli , e tutto il popolo co- 
munemente va al S. Sepolcro con altiffimo canto, e quivi e tanta gen- 
te , che appena vi fi può andare ma vi fon certi Saracini , che fanno 
iar largo, e poi porta due grofli olivi , e in quelli rami fedono uomi 
ni , che gridan ad alta voce verfo il Vefcovo ; e domandai all' inter- 
prete di quello, che fignificava quel gridare, ed effo mi rifpofe, e dif- 
f e : io non intendo, perche gridano in lingua Arabica; fu P altra ri- 
va eritftt , Etiopiani , Ebrei t e Saiacini ; l ben vera, eh' efli non gri- 
dane 



|t V I A G IO 

dano fé non buone parole , ed anco canta il popolo eP intorno , quel 
canto che fu cantato dinanzi il Redentore, quando li fecero quella ac- 
coglienza , fpargendo per terra i lor panni , ovver vediti , e li rami di 
clivo, ficcome fi legge nelP Evangelo di S. Matteo nel e. zo. che di- 
ce : Hofanna Fili , David , Benedi&ut fui venit in nomine Domini • 

Della Piazza verfo la corte jjgual è dinanzi la Ghie fa 
Cerofo limitava 9 

TU arrivi fu una piazza, la qual è tutta laflricata di marmo , e que- 
fta piazza fe lunga 47. paffi, e larga 20. e nel mezzo è un3 pie- 
tra quadra, larga una fpanna, e fefTa : e nel mezzo v' è fcolpita una 
Croce , e fopra quella pietra fi riposò il N. "Signore quando portò la 
SantifTima Croce fopra le fpalle : ben è vero, che quella pietra in quel 
tempo non era ivi, ma ancora fi trova per la Scrittura delPImperator 
Eraclio, il qual combattè con un Soldano di Perfia , il qual tenea la 
Chiefa della SantifTima Croce ; ora Iddio diede la Vittoria ad Eraclio 
Imperatore, che egli acquiftò la SantifTima Croce, e andò con grande 
allegrezza, e trionfo verlo Gerufalem, e come giunfe dinanzi alla por- 
ta della Santa Chiefa Qerofolimitana fece il Signor Iddio Miracolo , 
che il muro, e la porta della Chiefa divenne tutto un medefimo mu- 
ro, per modo, che non fi vedea ne ufeio, ne porta, J onde I' impera- 
tore fpaventoffi , e temette egli , e tutto il popolo , non fapendo , che 
fare : (landò così, gli apparve l'Angelo , e ditte all' Imperatore : O 
Eraclio , tu dei fapere , che quando il N. Signor portò la S. Croce , 
fu coronato di Spine, e non di oro, né di pietre preziofe , ne con gran 
allegrezza andò il N. Signore, ma umilmente. Udendo Eraclio quelle 
parole dell'Angelo, incontinente inchinoffy e ficcò la SantifTima Croce 
nella predetta pietra, traffe la corona, cavoffi li fuoi Imperiali vefti- 
«aenti , e veftiffi lui, e tutto il fuo popolo con cilici pelofi , e chiefe 
perdono, e mifericordia al N. Signore: così fu efaudito , e la porta d 
aperfe, ed entrarono dentro con gran divozione, e a quella porta vie 
<ìi perdono fette anni ; e nel tempo predetto nacque Maometto , il qua! 
fu Profeta de' Saracini , e così ancora gli credono , e vivono fecondo la 
fua falfa legge , però che egli era della loro (chiatta f onde ancora lo 
tengono per loro {dolo* 



Cam* 



AL & SEPOLCRO. 

Campanile della S é Ghie fa di Getu fai erri $ 



W 




IN quefta forma fla il Campanile della S. Chiefa Gerofolimitana i 
come tu efci dalla chiefa 5 tu vai a man manca , apprefTo alla 
fopradetta pòrta a due paffi ; ed è quafi quadro con colonne t e belle 
fìneftre, e di fopra e coperto, e acconciato come un diamante , e di 
fopra e rimafo un poco di una colonna ^ che vi foleva eiter fopra per 
lo pattato una Croce , e a lato di quello Campanile verfo il mezzodì 
vi * la Chiefa di S. Maria Maddalena * 

La Cbiefa dì S. Maria Maddalena • 

C0me tu farai nella piazza, euartk ver- 
fo Ponente , e vedrai la Chiefa di S. 
Maria Maddalena : qui fla il Patriarca de* 
Greci , ed e da lungi dal Monte Calvario 
circa, fedici pafsi , la Chiefa ha un piccolo 
ufeio , e dentro l tutta dipinta , e quafi qua- 
dra , e in volta , e verfo il levar del Sole 
v'e il Coro fenza fedia; dinanzi ali'ufcio, 
come tu entri , troverai un Aitar dal lato 
dritto ; mio mezzodì v* e una Cappella det- 
ta S. 




4 o VIAGGIO 

fa S. Nicola© , ed entro vi è una Ciftema , e quafi nel metto iéì trite 
ro della Cappella verfo il levar del Sole è V Aitar maggiore, fopra il 
quale è dipinto S. Nicolao, é a man manca della Chiefa preffo il Can> 
panile vi è un'altra Cappella detta S. Andrea; fopra T Aitare è dipin- 
to S.Andrea, fotto gli è dipinto V Imagtne della Madonna; ma èrta- 
la guadata; quivi è d'Indulgenza* e remifsione 7. anni é 

La Cbiefa di S. Maria Golgota . 

NEI Monte • Calvario nella Piazza a lato alla porta della Chiefa 
Maggiore è una fcala, che fi folevà andar per quella fui detta 
Monte ; ma ora i Saracini l'hanno rinchiufa per modo, che niun non 
vi può più andare, e alla fine della via vi \ una Cappella, la qual è 
fatra come quella , che è fui Monte Calvario , e dalla detta Cappella 
fi foleva andare fopra detto Monte, ma ora non fi vede altro, che il 
muro, che è tra la Cappella, e'I Monte , e quivi fotto è una Cap- 
pella detta S. Maria Golgota; dove è l'Altare, ivi (lette la Madon- 
sa, dove lei vide poner fu la Croce il fuo diletto Figliuolo, e quella 
Cappella è molto Oretta , ed è officiata dagli Ètiopiani , che fono tutti 
neri , ed è di perdono fette anni * 

Della Cbiefa dell'Arcangelo TÀicbaele * 

IVi a lato alla Cappella di S. Maria Golgota , e la Cappella di S. 
Michele Arcangelo, la qual è officiata da' Giacopini : quella S. 
Cappella è coperta a lavoro di legname , di modo che le fmeftre non 
fi ponno vedere ; l' Altare è porto verfo il levar del Sole , vi è dipinto 
S. Michele, e fopra la Chiefa fta il Vefcovo de' Giacopini, vi fe per* 
donanza 7. anni , e 70. giorni * 

La Cbiefa di Sé Giovanni Bàttìfldé 

\ (~* Ome torni dal detto muro, fi trova U 
i! K^à Chiefa di S. Giovanni Battirta , l'ufcio 
è picciolo , e quella è la prima , che han 
avuto li Joanniti , li quali portan la Croce 
bianca in fui veftir nero, cioè fon Signori 
di Rodi, e fon chiamati S. Joanniti, egli 
Armeni officiano la detta Chiefa , e quivi 
è di perdono 7. anni, ec. Sapiate , che il 
Cortile , che è a Gerufalem innanzi alla 
Chiefa è ordinato in quefta forma: a mani 
deftra verfo Ponente vi è la Chiefa di S. Maria Maddalena , # verfo 
Tramontana la Chiefa Gerofolimitana , verfo il levar del fole vi e la 
Chiefa di S. Michele Arcangelo, quella di S. Gio. Battirta , e dinanzi 
alla via, che parta dalla cafa, dove fta V Armiraglio della Citta, e di 
là 8. pafsi era la Chiefa di S. Giovanni .• ma ora è dirocata ; fonovi 
però qui cafe, dove albergan i Criftiani , i quali fono fotto il giogo, 
ovver obbedienza della detta Chiefa. 




La 



AL S; SEPOLCRO. 



La Cbicfa di 5*. Giovami Evangeliflai 




D 



Ella Chiefa di S.- Gio; Evangcn%* 
dico così: che fu la dritta ftrada ven- 
fo Ponente , tu troverai una via picciola s, 
of&n manca , è quivi fono le cife polle \n 
volta fopra la via , e chiamanfi perrici : le 
dette cafe fono quelle , che furono di Ze- 
bedeo ; dopo che il Signore fu cròcefiffo , 
S. Giovanni conduffe la gloriofa , e fempre 
pura Maria Vergine nelle dette cafe ; ed 
% quivi un ufcio picciolo con (betta en- 
trata : come farai dentro ,, troverai tìn Mo- 
iiafterò nominato S. Gio; è quella Chiefa officiano li Monaci di Soria , 
e qui ftanno molti Crifliani; e quando ti parti da quella cafa di Dio, 
e vai un pocopiìi oltra da mari dritta quattro paffi, anderai dritto per 
quella ftrada picciola, la qual è à man manca * e anderai un poco ifit 
fu , troverai uri Cartello , che fu del Re David Profeta . 

IL CASTÈLLO DÌ DAVID PROFETA ; 

PÒichè noi paflammo dal nobUiffimoCa- 
(ìello del digniffimo Re di Gerufalem' 
David : farei troppo immemore , qual or 
quello lo lafciaffi . Dico dunque così ;.. che 
f dovete fapere , che il detto Gattello è ap- 
^^^=^a*g j predo alle mura di Gerufalem verfo il mez- 
pl^II^==S| zo giorno, ed è di una grande altezza , e 
non (la nel modo , che il Re David lo fab- 
bricò : percioschè per tre fiate è (lato rot- 
to , e disfatto , e intorno gli è una folla fo- 
derata di pietre , e calcina , e ha due porte con ponti levadori , ha graf- 
fe, e alte mura , e. dove fi entra v'è la Torre di David , la quale JS 
ben guardata , perchè ì. lina fortezza in-efpugnabile , ed è il più forte 
luogo , che abbia Gerufalem . 

NOn troppo lungi dal detto Cartello e il luogo , dove i! noftro Si- 
gnor apparve alle tre Marie, ma i Saracini l'hanno ruinato , e 
non gli fi vede fé non il muro, e quivi è di remiflìone,- e di perdona 1 
iettQ anni , ec. 

TOrnati a dietro fu la ftrada maggiore tra il levar del fole , ed il 
mezzo giorno per lunghezza di una baleftrata, anderai da man 
inanca ^ troverai un ufcio in volta verfo la via picciolina : qui dentro 
troverai un bel Monaftero, e una bella Chiefa con due belli Campani- 
li, ovvero Torri, e nell'entrata è una bella Chìerna , e nel mezzo del 
muro della Chiefa^ vi (la una Tribuna con uri bello Altare , e in que- 
fto Altare e rinchiufa una pietra di marmo roffa , grolla, e grande, e 
ha' un bucoftondo ^ejargo un* (pana , e quarno dita dal tondo in& 

F noi 




|l VIAGGIO, 

Uo al!à bocca , e quivi fu tagliato il capo a S. Giacopò Minore , e il 
giorno medefimo fu egli trovate in Galizia, in Spagna con due fuoi 
DifceioH * e quivi ardono Tempre le Lampade , e vi l P Arcivefcovo 
degli Arrfien; a modo della Sedia Apoftolica di Roma, e quivi è ta re- 
minone di tutti li peccati, eCé 

La Chiefa della Decollazione di f . Giacopò Minore * 




COme tu ti parti &tlla predetta ftrada , e anderai dritto circa due 1 
baleftrate , e pigiierai la via da man manca, e anderai fui Monte 
Sion : ivi fono tutte le cafe dirocate , e diferte , e da man dritta tu tro- 
verai una picciola Chiefa, e ivi fempte troverai degli Armeni, i quali Man- 
no quivi alla guardia: P ufeio è molto picciolo, ed e circondato di mu- 
ro : come tu entri da man dritta * vi è una bella, e divota chiefa chia- 
mata comunemente S* Salvatore ; e da man dritta fono le cafe , dove 
ftanno li Monachi , e la Chiefa è quadra , ed è pofta verfo il Ponente , 
e la pietra, quale è nell'Altare è sì grofTa, e grande , che niuno cer- 
to la potrebbe (ottenere , né portare, ed e di color bi^io chiaro , eque- 
fta è quella pietra, la quale gli Angeli pofero fui S. Sepolcro, nel qua- 
le fu pofto il noftro Signore ; quivi è ancora una camera ofeura , nella 
qual camera la Madonna fterte in Orazione , perche la detta pietra a- 
vea toccato il Corpo òsi fuo figliuolo ; e nota * che quante volte il 
Crilìiano dirà le fue Orazioni, tante volte gli fono perdonati tutti li 
fuoi peccati * 

La Chiefa di San Salvatore* 

Dico qui della Santa Ch'eia , che l fui Monte Sion : come tu ti 
parti dalla predetta Chiefa . anderai fu la piazza , dove già fu la 
Chiefa del Monte Sion, ed è Vefc©vàdo, o per meglio dire vi fu Ve- 
feovado, ed era officiato da' Monaci negri, e fu sì grande , che tutte 

le 



AL S. S E P O L C R O. ^ 

le perdonarle quivi erano ridotte, come io vi dirò dopo ; ma ora è 
guada , e difcop^rra , e non vi è niun altra cofa più , fé non la Tri- 
buna imggioie, ed e una compaffione a vederla; or penfi ogni Criftia- 
no fé Cjsì tali ritti luoghi debbono perire, rovinare, e disfare , quando 
danno così difcoperti, ficcome qui dietro intenderete» 

LA CHIESA, CHE K $UL MONTE SION. 




DIrovvi il luogo , dove S.Giovanni Evangelista celebrò la S. Meffa 
alla Gloriofa Vergine Maria: tra il Monaftero, ed il Cortile di S. 
Salvatore , preffo a otto paffi troverai un muro murato a fecco , cioè 
fenza calcina con Pietre minute, e qaello è il luogo, dove S. Giovan- 
ni Difcepolo del noftro Signore , e Apoftolo prediletto celebrò la Mef- 
fa alla Gloriofa Vergine dopo la Paffione del fuo diletto Figliuolo, e 
ivi è una pietra , che è quadra , e bianca , e fta in terra : in quefto 
luogo celebrò $. Giovanni la predetta Meffa, e quivi è di perdono fet- 
te anni , 

17 Arò menzione del luogo, dove la gloriofa Vergine Maria abbando- 
nò la vita di quefto fecolo tranfitorio, e andò a vira eterna al fuo 
figliuolo dilettiilìmo, e Signor noftro: e dico così, che appreifo la pre- 
detta pietra, fu la qual S. Giovanni celebrò la Meffa , vi è un piccio- 
lo circuito di muraglia murata a fecco, e fenza calcina, e quivi e una 
pietra a modo di un Altare, la qual è tutta bianca , e quivi la glo- 
riofa Vergine Maria pafsò da quefto Mondo , e quivi fi radunarono 
tutti li Santi Apoftoli in un'ora per trovarfi alla fua partenza: ladet- 
ta pietra è follevata da terra circa tre piedi d* altezza , quante volte 
la perfona dirà quivi devotamente le fue Orazioni , gli fono perdona- 
ti tatti li fuoi peccati: ivi è Indulgenza, e remiflione di pena , e di 
colpa . 
L Voglio dire del luogo , dove S, Mattia fu fatto Appoftolo , e dico 

F 2 COSÌ , 



44 . , VIAGGIO 

Itosi ; che dinanzi , come tu vai per la flrada dritta verfo il levar del 
£oie, troverai una via picciola , e per quella anderai circa otto parli % 
e troverai una pietra, che è rotonda, e qui fi ragunareno tutti gli A- 
pàftòli con le loro Orazioni, e gittorno le forti fopra Santo Mattia , 
e fopra S. Barnaba ^acciocché uno di loro due entralTero nel luogo di 
Giuda traditore, e la forte per voler di Dio cade fopra S. Mattia , e 
f . hiamato uno delli dodici Appolloli, e in quello luogo è di perdona 
fette anni . 

Di quella pietra, la qua! portarono gli Angeli dai Monte Sinai, di- 
co così: qual or tu pam di là fu dalla porta della predetta Chi efa de- 
ci ci patii, troverai un picciol muro, ove vie una pietra rolla in terra, 
(io urne li Angeli la pofero dinanzi alla Vergine Maria; ficcomelade- 
:-d ra a di vedere quei Santo Monte Sinai, là dove l'Onnipotente Jd- 
diè^e a Mosè li dieci Comandamenti della Legge: ma la detta pie- 

i è molto pkciola, perocché chi ne può aver, ne leva via un pez- 
zo, e Jo portano via per Reliquia, a quivi è grande Indulgenza, 

jvvi del luogo , dove laBeatififima Vergine fylaria abitò fette an- 
m ; dico, come ritorni all' ufeio della detta Chiefa a man finiftra dell* 
porta, ovver nfeio appalto ai muto vi è una cameretta di larghezza di 
una Cella di Monallero ; ed in quella abitò la gloriofa Vergine Maria 
fetf?; anni dopo la Paffione di N. S. Gesù Grillo, e quivi è di perdo- 
no fette anni. 

Dove il glorioso Protomartire S. Stefaae fu lapidato . 

Dico veramente , che io ho veduto dinanzi alP Altare della prede*? 
ta Chiefa , la qual \ guada a man manca , dove termina un mu- 
ro ; e qui è una pietra, lotto la qual S. Stefano Protomartire fu po- 
ilo, quando fu lapidato nella Valle di Giofafat, e da i fuoi Difcepoli 
fu portato nei Monte Sion: e fu pollo a iato a Nicodemo, e d$ Dia 
N. Signore fu notificato al Vefcovp di Lucano, che lì traslatafle , e 
folk portato a Roma a ripofarfi in S. Lorenzo, e quivi e Indulgenza 
fette anni , e quaranta giorni • 

Dal? Arca , ovver Sepoltura di David , e del R§ 
Salomone . 

Dico , che quivi fotto la Chiefa del Monte Sion , dove fono li Fra- 
ti Minori , ovver Scalzi (^he così fon chiamati ) e quivi è la fre- 
quenza de'- Cri fiutai ; , che fono detti Crifciaiai della Cintura; e quella 
Chiefa è polla fu una volta : come tu entri in quella volta fu la man 
manca, troverai una volta, ma più alta, che la predetta, e quella £ 
la più antica muraglia, che Ila in Gerufalem, e quivi è un Sepolcro, 
ovver Arca di pietra, che è lunga, e llretta , e qui furono fepolti Da- 
vid , e Salomone Re , Profeti , e altri Re di Gerofolima , e fono quivi 
fette anni di perdono , ec. 



Do. 




AL S. SEPOLCRO, 45 

Dove lo Spirito Santo apparve fopra gli Apposoli f 

ORa vi dirò del luogo , dove lo Sparito 
Santo fu mandato agli A ppofìoli il gior- 
no della Pentecoile , fiechè dovete fapere co- 
me fopra la detta volta tu da' fedeli Criflia- 
ni una Chiefa edificata, e tutta dipinta, ma 
ora è guada; per modo che non è altro , 
che detta volta con una fineftra , e in quel- 
la volta vi e una pietra bianca, e ivi fi ra- 
dunarono li dodici Apposoli , e fletterò in 

— Orazione devotamente parlando di Dio, e 

e dei Divini Mifterj , allora appunto riandò loro il Signore Io Spirito 
Santo in forma di fuoco, e furono cortfermati , e fortificati nella divi- 
na fapienza dallo Spinto Santo , e ivi, dove ftanno li Frati Minori , 
è una bella villa : dapoichè quivi fi vede il fiume Giordano , e un bel 
Paefe chiamato Quarantana ? e una parte della detta Quarantana , e 
molti altri paefi : e quivi è perdono di pena , e di colpa , quante voi* 
te la perfona vi entra con divozione, ec. 

Dove il Signore lavo i piedi a* [mi Difcepoli f 

aliando il Signore lavò i piedi alli fuoi Difcepoli il Giovedì San- 
to nel Monte Sion, dico , che tornando in dietro verfo la Se- 
poltura di David, e di Salomone, verfo il levar del fole circa a 
dieci pad! entri in una Cappella , la quale è dtfcoperta , e quivi è una 
picciola fedia , è fon due picctole volticelle : quivi lavò il Signore a' 
Difcepoli i piedi , dove fi acquifta indulgenza fette anni , e fetta'ota 
giorni ? 

Dove il noflrQ Signore apparve a* fuoi Difcepoli fui 
Mante Sion • 

Dico , che fi va da man manca verfo il levar del fole , fi trova una 
picciola Cappella, dove apparfe noftro Signore a* Difcepoli otto gior- 
ni dopo la comune Redenzione, e allora non v'era S. Tommafo , e 
però non volle credere , e così dille : Nifi videro in manifrus eìus fixu- 
ram clavorum , &c e dopo altri otto giorni effondo infieme gli detti 
Difcepoli nel medefimo luogo , e S. Tommafo con loro afiìeme ; allo- 
ra apparve loro il Signore , e diffe a S, Tommafo : Mine manum 
tuarn in latore meo , & ejb fidelir , &c. Quella Cappella è murata da 
nuovo, ed è in volta , e (gaza. Altare, , vi ì di perdono fette anni , 
ce, 



Luogo , 




4* VIAGGIO 

Luogo, dove il Sig nore cenò P ultima volta co* fuoi Difcepoli . 

DEI luogo , dove il Signote cenò con 
i fuoi Difcepoli il Giovedì fanto j 
mentre tu ti volgi per tornar alla Chiefa, 
dove danno i Frati Minori ; P ufcio della 
Chiefa h fuori della detta Chiefa ; là fono 

I rl-*? d ì . di fca§Ho, ? Ì dì r? etra ]. e ) a de »a 
I^nH^^S^ " ?r "^R^b: Lniefa è lun S a > e terga circa dieci paflì, 
« ri^^W^^^ÉS^^y p neI mezzo v'i un panno negro, chedi- 
3 Hl^^^^^j^^" vide il Coro , dove (tanno li Frati . Da un 
'«^ss^^^^^rss^^s^^^ canto della Chiefa vi è l'Altare, e a man 
manca del muro fono due Aitante a man dritta dell' Aitar maggiore, 
nel muro verfo mezzo giorno vi è un arco largo 7. piedi ; di 
fopra vi è una groffa lampada, la qual arde a tutte P ore, e quivi i 
dove il N. S. fece la cena con i fuoi Difcepoli il Giovedì Santo , e 
ivi iftituì il Santi (limo Sacramento dell' Eucaniha , e quivi è perdo- 
nanza di pena , e di colpa . 

Dove , e perche pian fé S. Pietro Apposolo , 

QUando gli Ebrei volfero prendere agli Appettali il Santiffimo Corpo 
della gloriofa V. M. , veramente noi andiamo verfo la Chiefa ili S. 
Salvatore , per la (ìrada da man dritta fopra la via fi trova un p'cciol muro , 
con una pieciola fedia , ed è alto due piedi , e vi è (tata una Chiefa , la qua- 
le hanno deferta , e guafta i Saracini , come loro ulanza , perciocché non 
fanno far altro , che male , e quivi videro gli Ebrei , che gli A ppoftoli por- 
tavano il Ss. Corpo della gloriofa V, M. , portandolo per fepellirlo nella val- 
le di Giofafat , cantando ij Salmo : In exitu Ifraei de JEgypto , &c. E quivi 
volfero gli Ebrei pigliare quel Ss. Corpo per volerlo rubare, ma non potè,* 
irono efeguir il loro volere • 

Quefte fono le cafe del Re Salomone , 
mmmm 




7^ '- "^M^ - r ^K 



nLn_n_j~ui 









, 



itìll figa 




DO- 



AL S, SEPOLCRO, 47 

DOve, e perchè S. Pjerro pianfe, per la medefima ftrada e punto 
circa a due tratti di mano verfo le cafe , che furono del Re Sa- 
lomone a man dritta, ivi è una pietra rofTa, e in quel campo è un 
cannicettOi ovver pantanetto, e quefto luogo ^ chiamato Galli Camus , 
dove pianfe S. Pietro , dapoichè ebbe negato tre volte il Redentore , 
quando egli fi ravvide, fi pofe nel detto canhicetto, ovver pantanetto, 
e pianfe amariffìmamente , e qui è perdono, 4 rerniffione fette anni, e 
fettanta giorni * 

Luogo , dovè li dodici Apposoli compofero il Credo . 

IL luogo, dove i dodici Appoftoli dei Redentore compofero e ordi- 
narono il Credo in Deum Patrem , cioc ìa Fede Cattolica ; dico co- 
sì, che tornando per la medefima ftrada verfo quel luogo gli Ebrei vol- 
fero pigliare alli dodici Appoftoli il gloriofo, e Ss.Corpo della B.V.M. 
qui piglia la via a man manca tra il levar del Sole , e il Mezzodì , e 
ànderai alla china per un folco, e quando tu fei ke(ò giù, tupiglierai 
la via a man manca della Valle , circa a tre tratti di mano , allora pi- 
glierai la via da man dritta, e anderai fu per una picciola falita , e ve- 
lerai un grande, e forte Monte tutto di un faflb , tutto pieno di ea- 
verne , e molte buche , e qui dentro fi nafcofero i dodici Santi Ap- 
poftoli con la gloricfa Msdre di Gesìi Crifto Vergine Maria ^ per pau- 
ra degli Ebrei : dico quando fopportò la Paffione il noftro Signor Ge- 
sù Crifto, e ogni Apposolo avea la fua caverna, ovvero grotta per fé 
a modo di una Cella di frati , e ciafchedunp di loro entrò nella fua; 
e quivi compofero, e ordinarono il Credo, cioè la Santi (Ti ma Fede Cat- 
tolica , e quivi celebro la MelTa S. Gio* Appoftolo* ed Evangelifta , e 
S.Pietro Appoflolo, ad iftanza della gloriofa V.M. , quale era ivi con 
gli Ss, Appoftoli , e quivi fono moire fepolture , dove fi ripongono 
molte genti per divozione , e li detti corpi non puzzano mai , e ivi t 
Indulgenza, e perdono (ette anni* ec* 

IL CAMPO SANTO GIEROSOLlMlTANO < 




Ora 



VIAGGIÒ 

. Ra vi dirò del campo Santo , il qual campo fu comperato còti 
J quei trenta denari, che Giuda Scaricrh vendette il nofìro Signor 
Gesù Crifto : come tu vai per la dritta via, donde tu entrarti , piglia 
la via a man dritta * e va in fu circa fei paflì , o poco più ; là trove- 
rai un muro afTai grotto, il qual è alto circa venti piedi , e quafi ap- 
pretto al monte : quanto all' altezza fopra del muro è piano con terre- 
ni , ed è lungo circa otto piedi, ed altretanto largo , ed ha fei fine- 
ftre , per le quali fi vede , ma non è punto fondo , e quello è quel 
campo, il quale fi comperò di quei trenta denari , per li quali Giuda 
vendè il noftro Signore . Il detto campo jn lingua Ebrea è nomato 
Haceldama, che tanto vkne a dir campo*di giudo Sangue; e quivi fi 
fepellifcono i Pellegrini, gufandoli per le predette fi neft re , delle quali 
non fé ne vede mai più ne pelle , tffe offa , e quello campo è molto 
cavo . A piedi di quel muro fon due fineftre , e tutti i Pellegrini , i 
quali vi fi accodano, Ci voltano intorno tre fiate , dicendo de 5 Pater 
nofter, e altre Orazioni, e Salmi per le anime di tutti i fedeli Gri«* 
fliani, e qui è grandiflima remiffìone. 

DELLA VALLE DI GIÒSAFAT, 

Nella quale effe/ deve il finale Giudizio •• 

Dico, che la via , che va in giù alla ftrada , quando fu gli fei , ti 
volgi verfo Levante , e vai circa un tratto di mano , volgiti poi 
verfo Tramontana, dove troverai la valle di Giofafat, dove Iddio giu- 
dicherà il Mondo • Quefta valle è picciola , e ftretta , e non è lunga 
un miglio d'Italia, cioè tre mille paflì ; ha verfo Ponente .il muro di 
Gerufaiem con un'alta Montagna, dove è la corte della franchezza , 
dall'altro lato il Monte Oliveto, e il monte Moria , dove Salomone 
pofle li .,Dii antichi , cioè Moloch , e Salidoro , e anche altri piccioli 
monti d'ambi i Iati : di fòpra alla Valle di Giofafat è una bella eh ie- 
fa, dove è la Sepoltura della gloriofa Vergine Maria, nella quafe dia 
fu pofta : qui è dove Ifaia Profeta fu fegato per mezzo , e nella Ora- 
i:a è un muro quadro con due colonne , e circa a due baleftrate lungi 
dalla Natatoria Siloe egli fu fepolto ; e quivi e Eeaiifltone (irte anni f 
« fertauta giorni » 



Jfr- 



AL S; SEPOLCRO; *» 

Natatoria Sito* del Cieco nato , cb& fu illurtiinato é 



&*r£ 




SÉ vuoi andare alla Natatòria Siloe, dove il Cieco nato fu illurnl- 
nato, piglierai la via a man finiftra, e va in fu quindici paflì, che 
troverai un muro con una (ala, e di fiotto vi^ è un ufcio , che è in 
mezzo diuinto: come tu gli entri da man dritta, tu troverai un* ac- 
qua grotta, e bella, ma i Saracini la guadano , perchè conciano den- 
tro il lor corame ; e di qua da quefV acqua vi fono cèrte colonne di 
marmo * le quali fyftengono una vòlta' fopra V acqua. QuetV acqua è 
molto groffa, e il luogo è fatto come una cafa foao terra , e quando 
tu (eì di (cefo irì gii* dodici fcalini , li è murato intorno $ è fi chiama 
Natatoria Siloe,* dovè noftro .Signor Gesù Crifto mandò il cieco nato,- 
che qui dentro fi bagnafTe, è dove il noftro Signore con il fuo fatati* 
fero fputo, e con la poivefe della terra fece un padello , è pofelo in 
fu gli occhi a colui, il quale era nato cieco ; e il Signor dirti a lui : 
va, e lavati nella Natatoria Siloe, ubbidì il cieco del Signore il co* 
mandamento* lavoffi, e navette fabito il lume : quivi è di perdona 
dodici anni. 



Otti- 



5» VIAGGIO 

Quefia è la €afa, dov; fiava Giuda Scariotb • 



|&t£tekfe \ 




Cdftello Pantanetto % appreffì* il quale Giuda fi appicb • 




Ritornando nella (ìrada dritta in fu una piccióla falita dirimpetto al 
Iato manco della Valle di Giofafat^ verfo Levante vi e una Tor- 
re, che fta in parte fu la cafa , la quale (a dì Giuda Scarioth , il qual 

tradì 



AL S. SEPOLCRO, 51 

trai! il N.S.Gesu Crifto , dietro alla cafa lì in giù verfo la Valle, e in 
quella Valle è un grotto fiume, qual Giuda partendofi dal Tempio, e 
avendo gittato alli Pontefici , e Sacerdoti quei trenta dinari , per i 
quali avea tradito il N. Signor Gesù Crifto, fi partì con grande ira , 
e pafsò da quefta cala, & andava penfando come egli potette morire , 
e andò, e tolfe un capeftro, e impiccolii lui medeiìmo ad un arbore, 
appretto al Cartello Pantanetto, ovvero Canicetto, ec. 

Della Fonte , dove la gloriola l'ergine Maria lavò i pannicelli 
al fuo caro , e diletto Figliuolo • 

COme tu vai dritto alla detta Valle in una via, volgiti a man man. 
ca, e troverai un poco di piano a capo del campo, e diaanzi tro- 
verai un picciol muro verfo Ponente; ivi è il rivo delia Valle , e qui- 
vi è un picciolo poggietto con una fcala di fette fcaglioni , la qual fca- 
la va fotto terra, e quivi troverai un fiume, che i abbondante di ac- 
qua buoniflìma, e la Vergine quivi lavò i pannicelli del fuo dsicifli- 
mo Figliuolo, e in quefto luogo così rinchiufo andava loia per noa 
voler efler veduta da perfona del Mondo, e quivi è di remiffione fet- 
te anni. 

Del Luogo detto , Manus Abfalonis . 

DEI bello Affatone, e del luogo, dove morì l'Àppoftolo S.Giacomo 
Minore, dico; che andando infino alla fine di detta falira dal la- 
to manco troverai il Tempio di Salomone , dove S. Pietro f trio il Pa- 
ralitico e ditte : Né oro , né argento non ho da darti, ec. £ dal lato 
dritto tu troverai un grotto rivo d'acqua, e anderai dietro a quefto ri- 
vo infino alla fine, troverai una Valle, e patterai di là dall'altro lato 
della Valle, e quivi trpverai una bella cafa, ovver tenuta rotonda con 
colonae , e nelP altezza di detta cafa fono due fineftre , una verfo Le- 
vante , e P altra verfo Ponente , e di fopra h raccolra , ovvero legata 
una pietra a modo di un Diamante, e di fopra un troggio cavato, fa 
quefto un piano ; e quefta cafa , ovver tenuta è chiaria.!.?, Manus Ab- 
falonis , il qual fu figliuolo di David Re; e il detto Aflalone fu il più 
bell'uomo, che fi trovarle in quel tempo, e quivi fu egli morto, quan- 
do volfe torre il Reame a David fuo Padre, quivi fu iepolto, e anco- 
ra un altro Re, il qual avea nome Giofafat ; e ivi predicò 1' Appo- 
ftolo S. Jacopo Minore nel Tempio, e i Saraclni lo prefero, e lo per- 
coflero nel muro, allora andò egli, dove fi ripofa il corpo di Attalone 
e andò un Giudeo , e dettegli con un coltello , e Io uccife nel detto 9 
luogo . 



G * Al. 



s* 



VIAGGIO 

Altro luogo detto Giacobbe Minore* 




DGve il noftro Signore apparve a S. Jacopo Minore, vi è una tira- 
da; come tu ti parti da Manus Abjalonis , piglia la via da man 
jdrirta verfo mezzodì , e anderai circa Tedici paflì , e troverai un arco 
pollo in volta : qui non pafferai , ma prenderai la via picciola a lato 
alla volta a man manca in fu una picciola fai ira , e qui troverai di bel- 
le cafe per perfine , che volrffero far penitenza de' loro peccati , e al 
lato dritto dinanzi le cafe vi è la Chiefa di S, Jacopo Minore , ed e 
tutta una pietra tirata a modo di un Diamante, e dentro vi è una vol- 
ta, la qual dimoffra, che vi erano già per il palTato due Chiefe , Puna 
fopra 1 ? altra, nella Chiefa di fotto vi è unafedia fcolpita nel duro faf- 
ìó ? e quivi (lette S. Jacopo in Orazione , dopo che il noftro Signore 
fu polio nel Sepolcro, e diffe, che mai non mangierebbe , ne Devereb- 
be infino che non vedeiTe il noftro Signore rifu(citat© da morte a vita, 
è qui li apparve il dì di Pafqua ciì Refarrezione, e dopo quello morì 
S. Jacopo', come di fopra vi ho detto; e i fuoi Difcepoli prelero il fuo 
S. Corpo; e fepellironìo in quel luogo, dove egli giacque nel fuo let- 
to in detta Chiefa, e di quivi fu trasiatato in Coitanunopoii ; quivi 
e remiHìone di pena, e di colpa. 

DOve il noflro Signor Gesù Crifto ordinò, e fece la fua SantifTima 
Orazione, cioè il Pater No/ìer . Io non voglio andare più innan- 
zi per la predetta (bada , ma voglio ritornare a Manus Abfalonis , pi- 
glia la via a man dritta verfo Levante in fu una pìcciela falita a Ma- 
nu* Ahfahnis ; e a man manca vai al Monte Oli veto, e a man de- 
(ira alto fu la via fi vede un muro , ivi fu già una Chiefa ; ma era 
non vi è altro, che il iaftrko, ovvero chiofìro , e di fotto vi e un* 
cifterna, e verfo Ponente fui muro vi è mia grefla pietra, e in effa fu 

ve- 



AL S. SEPOLCRO, y t 

veduto feri vere il Pater nofter , e ivi fece noftrn Signor? le fne Orazioni , 
e diede il Pater ncjìer a i dodici Apposoli . il Monte Olivero non e 
molto alto, ma e ben grande dal Levante infine a Bstfage, ed è vero, 
<ehe il Monte Oliveto tiene pochi altri àrbori, che olivi, e quivi è per- 
dono, ed Indulgenza fette anni , e fettanta giorni. 

Del luogo , dove noflro Signor Gesù Criflo a f ce fé in Cielo , 

Volendo andare , dove Gesù Crifto afeefe in cielo , tu anderai ver- 
fo la predetta cafa , qui a dirimpetto circa trenta pa(Tì a tran drit- 
ta troverai una gran fcala di pietra e n dodici gradi , cioè fcaglioni , 
ed e larga cinque piedi, ed entra nella Chiefa, dove nofìro Signore an- 
dò in Cielo , e in capo di detta fcala prima , che fi entri fi paga di ga- 
bella, ovver di dazio una mezza drama per uomo. La Chiefa è di den- 
tro rotonda, con colonne di marmo attorniata, e nel mezzo e una fi* 
neftra grande, ed è dentro tutta dipinta. Nel mezzo della Chiefa ap- 
preflb la fineftra di fopra vi è una bella Cappella tonda con fedici co- 
lonne , con otto cantoni : fu ogni cantone fono due colonne , e ha due 
ufei , uno verfo Ponente, come fi entra nella Cappella , e l'altro ver- 
fo Levante, e di fopra è appuntato, e dentro nella Cappella fono ta- 
vole di marmo adornate, e fonovi due pedate de' p ; edt del noftro Si- 
gnore , quivi andò in Cielo il noflro Signor Gesù Crifto : la pietra del- 
le dette pedate e 'rafia , ed è dinanzi alla Cappella morata , e da quel- 
la pietra, pafsò il rjeftrq Signore al Cielo viabilmente , prefentt i fuoi 
Discepoli, ficchi quante yelte il Criftiano vi entra dentro divotamen- 
te , dicendole fue Orazif3nì , li fono perdonati tutti i fuoi peccati . 
Quella Chiefa è (lata un Vescovado, e fa Chiefa molto beila; ma ora 
yi ftanrip i Soriani dentro. 

S, MARIA EGIZIACA, 

APpreffo ai predetto luogo , com ? e tu yoigi a man manca vicino al- 
la fcala, che va l'otto un ufeio , come tu gli entri, troverai una 
feala, che afeende fette fcaglioni di pietra, e qui è una cafa , ove Han- 
no i Saracim, li quali ritcuotono il dazio, cioè dodici folcii per uomo , 
e quella cafa ha un picciolo ufeio , quando tu gli entri , porterai con 
te un lume accefo , però che gli è molto ofeure dentro , e allora tu 
troverai un' altra fcaja da. otto fcaglioni di pietra , che va fotte? terra. - 
a quivi a man dritta è la Sepoltura di S. Maria Egiziaca , e queita See 
poltura £ di un fallò intiero ; il coperchio di fopra è un altro (affo , , 
dicefi, che chi è in peccato mortale, non può per niun modo anelate 
intorno a quella Sepoltura, e quivi è di remilTione fette anni f 



Que- 



J* 



VIAGGIO 

Qutjla è la Sepoltura di 5". Maria Egiziaca , 




D 



Luogo degli Ulivi j ovvero' Betfage . 

Irowi di Betfage, dove il noftro Signore falì fu V Afina, e andò in 
— ' Gerufalem, Dico, che come tu ti parti dal detto luogo, r e pigli 
la via da man manca , ed anderai un terzo di miglio in fu , troverai 
Betfage , che è fra due monti , e quello Betfage ha intorno molti Oli- 
vi ; verfo P Oriente è un Monte , il qual è rotondo , e fra di fopra . 
In Betfage non è più muro, nfc cafa , fé non pietre , e un gran fafTo, 
dove flette il noftro Signore, quando vi mandò li fuoi Difcepoli, per 
T Àllna , dove fono due vie , una va in Betania , e V altra va nei Ca- 
ftello, che fu di Maria Maddalena, e quivi ^ di perdono fette anni , 
e fettanta giorni . 

Del luogo , dove P Angelo diede la Palma a Maria 
Vergine . 

QUando anderai al Monte Qliveto, troverai una via dove la glo- 
,riofa Vergine cercava i luoghi di noftro Signore, così andando da 
Cìalilea per andar al Monte Oliveto, venne l'Angelo , e falutolla , e 
dulegfi, che il terzo giorno anderebbe in^Cielo, e quivi gli diede la Pal- 
ma , e andò in Gerufalem in fui Monte Sica , e fluivi e perdono , e 
reraiffione 7, anni . 



De. 



AL S, SEPOLCRO» 55 

0ov* il ìwflro Signore apparve agli Apposoli in Galilea i 

-" ■ rjr#n ji & w n !■«■■■■ 




QUando fei alla via tnaeftra vi è un. campo a man manca, e vaia 
fin del Monte, tu troverai una cafa con una cifterna fenza acqua, 
e quivi fi chiama Galilea, dove noftro Signore prima apparve agli Ap- 
posoli , quando gli diffe : Pr<fccedam vos in GaliLeam , è quivi ttì hai 
Una bella veduta, e fi vede tutta la Città di Gerufalem , e il fiume 
Giordano , e il Monte eccelfo , fui quale il Demonio tentò il noftro 
Signore, e molti altri luoghi, il Monte di Galilea è più alto , che il 
Monte Oliveto, ma confina ben eoa effo , e ivi è di perdono fette an- 
ni, ec* 

Dove noftro Signore pianfe fopra ta Città di Getofotima • 

ORa torniamo a dietro a quel luogo, dove P Angelo diede là palma 
alla gìoriofa Vergine, pigliando la via verfo Ponente 1 , tornando 
in Gerufalem per la medefima via ali* ingiù , quivi tu troverai un grati 
fallò, ovver pietra, la qual è di color bigio, e pofandofi quivi il no- 
ftro Signore, e vedendo la Città di Gerufalem cominciò a piagnere 9 
e diffe : Gerufalem fé tu conofeeffi , ec. Quivi è grande Indulgenza . 

Dove Maria Vergine lafcio la Cintura alt Appoflolo 5\ Tommafo . 

NOi andammo chinati circa un tratto di mano , e nella fteifa via 
trovammo noi un campo a man manca, e qui è la via , che va 
nella Valle di Giofafaty verfo il mezzodì è la via verfo il Monte O- 
liveto, e infra il Monte, che va in Galilea, e quivi la Vergine San- 
tiflfìma andò in Cielo . In quel punto giunfe S. Tommafo , ' e pregolU 
di grazia, e la Vergine Maria, poiché lo ebbe veduto , gli diede la 
Cintura, o come altri dicono Sajale , e ivi è perdono fette anni f e 
fettanta giorni* 

Deìt 



J* 



V 1 'A fc G I 8 



Bel? Orio j dove noflro Signore fu prefo < 




o 



Uandò tu vai per la ftrada , la qual 
^va fui Monte Olivero , quivi appref- 
fo tu trovetai jun poco di muro , e 
un picciolo piano fimile ad Orto , e ivi 
ono degli arbori ; è quello luogo viene 
chiamato Orto fiorito, dove il noftro Re- 
dentore fu prefo i è legato dalla Turba j 
e Giuda Scarioth infieme , e quivi fi ad- 
dormentarono li tre Discepoli, t3nto,ché 
il nóttro Signore or al Padre, e quivi fu 
lina Cfiiéfa, ma ora e diletta, e guada; vi fono due graffe pietre, e di- 
ce fi , che qui dee venire il noftro Signore con li ftìoi Difcepoli a giu- 
dicare i giufti , e 1 peccatori ; e però .pigliano i Pellegrini il lato drit- 
to , e dicono nelle loro divote Orazioni: Signor mio firn mi degno del 
lato deliro, e tutte le anime de' fedeli, acciò fiamo tutti falvi nel tud 
Santo Regno . Nel prenominato Orto vi è di perdonane , e remifllo- 
fce fette anni , ec. 

Quivi è un luogo , che fi chiama Torrente di Cedron . 

^^Òmé fu pofto il legno del qual fu faf- 




pili 

giù a una picciola fcefa , ovvero chino ver- 
fo la Porta Aurea , nella flrada \ che va 
nella Valle di Giofafat, la qual ftrada fu 
già la vecchia, ed antica flrada , che an- 
dava in Gerufalem alla detta Porta Aurea*, 
e al Tempio ; ma ora è ferrata : e quivi 
fu il ponte fopra il Torrente di Cedron , 
allora il Re Salomone fece mettere quello Legno fopra effo Torrente 
ter pedagne, perchè quivi non era flato ponte, che fi poreffe pattare 
fé non il detto Legno, del qual fu poi fatta là Saritiffima Croce del 
noftro Signor Gesù Crifto , e quando la Regina Saba venne in Geru- 
falem per udire della Sapienza del Re Salomone , é giunfe a queftes 
Torrente, e volendo paffare , vide quello Legno , e conobbe , che fu 
quefto Legno fi doveva falvar tutto il Mondò , fubito tornò a dietro, 
e difcalzoflì , e inginocchiata, adorò ^ueflo Legno , e diffe quefti Se- 
guenti verfi . 

O radlx Llgnl Sancii tu fts iene dì Sa , 
Per quem , & bic pax efl , prò Mundi pace teliti a j 
Myflica magna gerls , porta f aiuti* erls , 
Quivi è di perdono fette anni, e tettarla giorni • 



àue. 



A 



S. SEPOLCRO; 



a 



ta GhirJJ t dove è la Sepoltura di Maria Vergine. 




vv^rr.vj <* ***; ".■•>'*-• £->-'.'. VP^tì^^^-Ci'***-*' 



SÉ tu vuoi iridare alla Sepoltura della glo*iofa Vergine Maria, aliai 
qual ogni creatura dovrebbe render grazie infinite, ti converrà te- 
rger la (bada verfo Tramontana, e come tu anderai lungi una haledra- 
ta , troverai una graa pianura alia fine della Valle di G io-fa fa? ? e qui»* 
vi è una Chiefa , e in effe vi è il Sepolcro della gloriola Vergine Ma- 
lia ; e la Chiefa ha tre porte, 1' una è verfo Ponente, ed è rimurata, 
e ivi è una fineftra, e per quello ufeio fi dice, che gfi Apposoli por- 
tarono il Corpo della Vergine Maria, l'altra porta è verfo Levante, 
ed è ri murata, la terza porta è verfo il mezzo giorno, e ivi fi paga- 
no a que' Saracini , che guardano quefta Chiefa una mezza drama per 
«omo ; e anco i Saracini hanno in gran divozione il dettò luogo , & 
credon e (fi , che nella detta Sepoltura fia quel Santo eorpo della Ver- 
gine Maria, àia quella Sepoltura noi udimmo Meda, e ivi vidi venire 
molti Saracini ad adorare quel Santo Sepolcro, ma non la M.-fia, per- 
ciocché non credono nella Mefla, ma alla Sepoltura fanno grande ©- 
siore, e riverenza; e quivi è gran perdono. 

Quivi è la Cappe-Ila , dove li dodici Appofìoli fspellirono la . 
Santi filma Vergine Maria „ 

Oliando tir entri nella Chiefa, tu trovi una fcala di pietra di dó- 
dici feagh'oni , che van fono terra, ed è larga quanto la Chie- 
fa, ed entrandovi, troverà! due Cappelle: la Chiefa, è grand-, ed èj 
ofeura , vi fono molti Altari, perche ogni generazione di Criftìani ha 
il fuo Altare in effi Chiefa, ciafeuno fecondo il fuo cofi urne : nel mez- 
zo di detta Chiefa vi è una Cappella pi edera , e di fopra fu la volta 
vi è certo lavoro di marmo e intorno alla detta Cappella vi è un fer- 
ragli© di maro, e in effo ferraglia vi fono due ufcj Quadri , eftret» 

H ir , per 



e 5§ VIAGGIO 

ti, per modo che un fol uomo appena gli può entrare , ed un ufcitf 
è vtiio tramontana, e l'altro verfo Ponente; C in quefta Santa Cap- 
pella vi è la Sepoltura della Vergine Maria , là dove la pofero gli 
Apposoli* e dinanzi alla fepolturavi fono tre buchi tondi , tanto ftret- 
ti, che uno non vi può metter la mano, e toccar lai detta Santa Se- 
poltura y e quivi e di perdono di pena , e di colpa . 

Detta Villa chiamata Get f emani é 

COme ttì efci dulia Chiefa , adderai a man manca circa dodici paf- 
ù , tu troverai un g an rivaggio di faffi , montagne , e grotte , e 
chiamali la Villa di Getfemani, ed è appiedo al Monte Olivero , e 
fopra alle Grotte e un Orto difeo ilo circa una baleftrata , e quivi è il 
luogo 1 dove il nortro Signore era folito di andare ad adorar 1' Eterno 
Padre, e da un lato di quelle grotte fu prefo il nottro Signore, e fit 
condotto in quelle grotte legato di £rima , e fu tenuto tanto , finché 
fu ad Anna, e Caifas condotto; a Iato di effe grotte a man mancavi 
è una pietfa con un Altare bello, ed ornato, e quivi adorò egli il Pa- 
dre Eterno, e fudò góccie di Sangue; e di fopra alle grotte e fcritto 
così: Pater fi fieri potè fi s &c* Di (opra quefte grotte t una fineftra 
tonda i dove il noftró Signore fi pofe in Orazione , e quando tu ufei- 
rai a man manca a lato i'ufcio f troverai una fedia , e quivi flette 
molto la B. Vergine in Orazione, dopo che il dilettiftìmo fuo Figli- 
uolo ebbe foftenuto Paffione ; però che lei fapeva , che ivi il fuo caro 
Figliuolo aveva offerto le fue Orazioni ali 5 Eterno fuo Padre ; e quivi 
è perdono di pena , e di colpa 4 

Del luogo j dove fa tapi darò il gtoriofo Protomartire 
S. Stefano • 

COme tu ti parti, e ritorni alla ftrada dritta, là quale fc dinanzi 
al Santo Sepolcro della glòriofa Vergine Mafia, e ti volgi verfo 
Gerufalem , ed anderai circa una balefttata , ivi troverai una 
grofla pietra rotonda , e ivi fu lapidato il gloriofo San Ste- 
fano, il quale ù pofe inginocchioni fu la detta pietra in Orazione , e 
diffe .• Dòmine Jefu accipe fpiritum meum . Anderai più oltra ad una 
picciola falita* e troverai la porta di Gerufalem * che è nominata la 
porta di San Stefano * e quivi è il luogo dove i fuoi Difcepoli lo fé- 
peUirono nel Monte Stori nel mezzo di Nicodemo, e «li Gamaliele J 6 
quivi è di perdono fette anni , e fettanta- giorni « 



fi#- 



AL S, SEPOLCRO. 
DESCRIZIONE 



su 



Dttia Pttta Aurea, 



Stf&ì. W^tUSUWM»»****^-'- >.**U*v.v* a 







ORa diremo della Porta Aurea nelTempio, per la quale entrò no- 
ftro Signor Gesù Crifto la Domenica dell' Olivo , la quat porta 
non fi apre mai , Dico, che alla fopradetta fall ta fopra la Città, dove 
S. Stefano fq lapidato, v'è un campo, dove tu pigiierat la via a man 
fmiftra a lato alle mura di Gerufalem, e vi troverai una fortezza , la 
qual è guardata da' Saracini ; guardati di non vi entrare ? ma va Tem- 
pre per la via, che ti mena a Gerufìlem, però che i Saracini non vo- 
gliono, che niun Criftiano entri nelle loro Mofchse, ne meno nelle 
fortezze , perocché ti converrebbe rinnegar Iddio , o che tu farefti fe- 
gato per mezzo, e morirefti . Quivi ìè la porta aurea, e il muro del 
Templum^ Domini ; la porta è grande, e fono due porte, il muro è lar- 
go due piedi, e di fopra è in volta, e fopra le volte vi è una cafetta 
con una finedra fopra la porta, ed ambedue le porte Hanno verfo Le- 
vante , e fono tutte di ferro con groflì chiodi confitti , e .. ribbattucì , 
ma ora ne fono (tati levati affai di quei chiodi dai Criftiani , che IL 
tengono in gran riverenza: perocché fono di grandiiTìmr virtù.. Il la- 
voro di detto Torrione tb tutto di Cipreffo, per il qual andò il nodro 
Signore per la porta la Domenica dell' Olivo, e da lì a molto tempo, 
ac*|uiftarono i Tartari il Santo Sepolcro, e come videro la porta Au- 
rea sì bdla, là voìfero trarre dal ìuo luogo, e portarla con loro i e 
cavorno per averla , è quanto più la cavorno fotto , tanto più calò la 
detta porta giù. Quando videro, che non la potevano avere , ordinò 
il fuo Superiore, che vi accendeiTero il fuoco, e tutti quelli, che an- 
darono ad accendere il fuoco, il detto fuoco fi volfe, ed arfe molti di 
loro; e in quel tempo racqutftarono i Saracini Gerufalem, e cacciaro* 
no i Tartari verfo Damafco , che b lungi da Gerufalem fette giorna- 
te, e ivi in una Valle ne uccifero feflfanta mila, e dopo quello i Sara- 
cini 



*Q . VIAGGIO 

cini ia chiamarono {a porta della Mifericordia, e la tengono In gran 
riverenza . Il Soldano comandò a pena capitale, che ' nettati Saracu 
no, ne Crifhano non dovette premere di toccar la detta porta, e fe- 
ceia murar da piedi, alto Tei braccia; quivi è gran rilaffazione di per^ 
dono • 

IL TEMPIO DI SALOMONE, 




ScJmne* 











IL Tempio di Salomone ha dentro la porta una Corte grande, e 
quadra , ed è murata, e nel mezzo è il Tempio di N. Signore, il 
qual cominciò a eàiricar David , e Salomone ; ma egli è (laro disfatto 
tre volte, e poi è itato rifatto. Verfo il mtrzzo giorno, il Tempiodi 
Salomone, il qual è coperto di piombi, è tanto bello di fuori, eh 5 è 
cofa maraviglila, a vederlo; di (opra è tondo, e in forma d' un cap- 
pello di fopra fìrctto, e vienfi allargando di grado in grado, ed è or- 
bato di belle fineftre : ma non (o come (la fatto di dentro , però : che 
i Saracini lo tengono per loro Moichea, e fé vi entrarle alcun Cril'tia- 
110 farebbe preto in furia da' Saracini , e converrebbe rinnegar la Fede 
di Grillo, o che l' ammazerebbono» In quello luogo fu offerto il no- 

ftro 



AL S. SEPOLCRO. 61 

flro Signore nel'e braccia r tt Simetav Ginflo , dove il detto .Simeone 
difTe : Nunc dìmìttis (e*vum tum -omìn? , ®c. E fopra la Cupola eli 
qu; fio Tempio fu condolo noftro Signore dal Demonio , quando p!i 
difTe: Si fitius Dei es , &c. E qu'v liberò il noftro Signore q 
Fernina , che fu trovata in adulterio rompendo il Matrimonio ; e qui- 
vi Ciccio egli dal Tempio tutti quatti i quali vendevano ie loro Mer- 
canzie , dove egli diffb ; Domus mea , domus orationis vocabitm , 

QUESTA E* LA CHIESA DI S. ANNA 
"Dove nacque la glorio/a Vergine Maria . 




DEIla Chiefa di Saat' Anna, dove nacque la glori ofa Vergine Ma- 
ria, di emo così, che andando più oltre verfo Gerufalem entran- 
do per la porta di S, Stefano per la (badi circa trenta paffi troverai 
una piccioia via, e anderai intimo alla fine, e troverai una porta con 
un bel Cortile , e quivi è la chiefa di Sant' Anna, e ivi è il luo- 
go dove nacque la Vergine MARIA. La Chiefa è bella , e ben 
ornata , ma i Saracini la tengono per loro , e ivi è grandiffimo per- 
dono v 



PRO- 



6% Viaggi® 

probatica pisgina, 




m wmmaess ìfm 



COmt tu ti volgi verfo il Ponente a Iato del fopradetto Cortile tu 
troverai una via ftretta , poi ti volgerai a man dritta , e troverai 
Tufcio della Probatica Pifcina , dove Gesù Crifto fanò lo ftorpiato, la 
quale ha cinque coperti, dipoi anderai all' infru per una Scala, che va 
fotto terra, e da quella Scala anderai all'altro ufpio , e quefta Scala 
fea trenta feaglioni, e a piedi di quella Scala troverai un groflb fiume , 
il quaPè molto ofcuro , e quivi comandò Salomone, che fé gli get!af- 
fe dentro quel legno , del quale fu fatta la Santiffima Croce, acciocché 
»on fofle mai trovato. Da indi a poco tempo P Angelo venne , e lo 
traile di quefta Pifcina, nella quale chi gli era dentro^ allora guariva 
di qual fi folle infermità , che avuta egli avefle ; e quivi il noftro Si- 
gnore fanò un* infermo, quaPera flato trent'ouo anni affìdratoj e quivi è 
fii perdono fette anni ? ec, 

LE CASE DI C A l F A S , 

i 
parti dal fopradetto luogo a man dritta, troverai un bel 
che fu di Salomone, ed un poco più in là, troverai la 
al Tempio del Signore, ed a man dritta della porta vi 
le quali furono di Anna, che fu Suocero cft Caifas , là 
Signore fu condotto la prima volta, quando lo traflero 
Getfemani, e ivi fu acculato , e poi fu condotto a Pila- 
Indulgenza, e remiffione fette anni, ec, 



QUando ti 
Palazzo, 
porrà, che va 
fono le cafe, 
dove il noftro 
«kìla Villa di 
ta» e quivi è 



A 



Dave il wflro Signofe fu condannato a morte , 

Nd'ando in giù per la ftrada dritta , troverai un Arco in volta 
molto bello , e qui appreffo vi l la ftrada a mano finiftra , e a 

lato 



AL S, SEPOLCRO. 6; 

lato di detto Arso era la cafa di Pilato, dove il noftro Signore fu pre- 
sentato, e l'otto quello Arco era già una cafa, nella quale il dolce Ge- 
sù fu legato , e poftp in carcere * e (opra quefto Arco fon due groflfì 
cantoni quadri, ne i quali l fcritto in Greco, in Ebreo, ed in Lati- 
no , t quali cantoni debbono effer telHmoiìj del noftro Signor Gesti 
Criftò , e quivi debbono ftàr li detti cantoni quadri per infino al dì 
del Giudicio finale 5 e quivi h d' Indulgenza i e remiffione fette an- 
tri , ec. 

(Santoni delle. Cafe dì Erode Agrippd . 




LA* , dove il nottro Signor Gesù Criflo riposo con la Santiffimai 
Croce in collo, quando egli andò alla fua Santiffima PafTìone per 
boi ricomperare. Dico così, che un poco più in giù troverai una via* 
dalla quale rie efcono quattro: una verfo 1 Oriente , l'altra verfo 1* 
Occidente * la terza verfo il Mezzodì , la quarta verfo Tramontana i e 
quivi fi riposo noftro Signore con la Santiflima Croce; però eh 5 egli era 
tanto laflò, e fianco* che nóii poteva più camrriinàré , e verfo la via 
del mezzodì veniva la fua dolciftima Madre* piangendo con la San$i 
compagnia dietro al fuo Figliuòlo; e cosi andando per la via verfo l* 
Oriente* fi volfe a loro il benigno Signore, e ditte : O dònne di Gè- 
rufalem , non^ piangete fopra di me ; ma fopra di voi * ed i volìri fi* 
gliuoli ; e quivi fe di perdono fette anni , ec* 

Monaflero di Santo Elia Profeta. 

DÓve fi addormentò Elia Profeta fui Monte Betaraca . Dico* chela 
quello Monte vi è una gran Cafa dove P Angelo ùccife novan- 
ta mila Uomini della gente di Serinacherib, quali guadavano il Paefe 
ri' Ifraeì , e quel Monte dovè era un bel Monastero d' Elia fi chiama 

Ernie- 



H ' é VIAGGIO 

Entlerefach, e ivi s' addormentò è in quel luogo P Angelo gli arreco 
da mangiare, e difTegli; Levati Elia mangia, e bevi, e quivi mangiò, 
e beve il celeftial beveraggio ; e poi fretre" cinquanta nove giorni , ed 
altre tante notti fobrio con la predetta celefliaìe vivan da , e poi fé ng 
andò a! Monte Oreb , il quaP è a lato al Monte Sinai , quivi l d' In- 
dulgenza , e perdono fette anni, ec. 

ARCA DI RACHELE, 




C Ome tu ti parti dal predetto Monalìero , andando verfo Betleetf! 
dal iato dritto circa un miglio a man dritta in un campo appref- 
(o la via, tu troverai una Cafa rotonda, con tre Torri a! lato di fuo- 
ri , e dentro gli è un' Arca grande , alta d^ terra fei piedi , e quivi 



genza , 



Della forma , e (ito della Città di Beiteem . 
il nofiro Signor Gesti Cnfto . 



dove nacqut 



NElIa Città di Betleem vi fono de* Crifiiani della Ctnt'irt , e ivi 
Manno pochi Saracini ; fonovi moire vigne, perciocché 2&1 hanno 
licenza dal Snidano di poterle mantenere , e lavorarle . La Citta è quali 
ruffa diftrtìtta, e difetta :, e quelle cafe, dove danno i predetti Cri- 
ftiani^fe le hanno rifatte (fella loro fpefa, e dove le perfone abitano, 
è lungi una baleflrara , e più dalla Città; ed efla e pofta opra uno fco- 
glio dì un faldo iafTo, ed è luògo fòrte, e appiedi della Città verfo P 
Oriente fra la Chiefa, ed il luogo, dove nacque il nofi-o Signore, ed 
ancora oggdì vi è un bel Mortaserò, dove flette il Beat© S. Girola- 
mo, dove egii/trashtò' la Bibia di lingua Ebrea in farina; e quivi fi 
convien pagare la muta, o dazio una drama per uomo. 

Della 



AL S. SEPOLCRO; 
Delta fazione della Città di BitbleefH , 



h 




****..**+ ^*m*v*>>*<*?~% -ri+ih ' AAm ' 



NEI mézzo della Chiefa vi £ una picciola colonna con un Pomo fri 
cima. La Chiefa ha dentro cinque Archi, ovver coperti", ed ha 
quattro fila di Colonne di marmo rodo, e bianco , è ciafeuna fila per 
il lungo ha dodici colonne , tanto, quanto è lunga là Chiefa , ed elle 
fóftengono tutto il pefo . Di fopra * e di fotto è lavorata, ed ornata di 
bèlle pietre, e vi fono dipinte tmte le generazioni, le quali fi trovano? 
fcritte nel Santo Evangelo di S. Matteo al Capitolo primo , che in- 
comincia così , Libèr gènerationis Jefu Cbrifli , da Àbramo fino al no- 
flro Signor Gesù Crifto ; e a man manca del detto Arcò è figurata o- 
gni generazione , che fi ritrova nell' Evangelo , che dice : FaEium ejt 
eum omnis populut bapt'rtaiur , &c. E mólte altre generazioni . Sopra; 
la porta maggiore gli è fcritto in Greco ,, e Latino ; e vi è figurato 
un Arbore proveniente da Àbramo ; e la detta porta è polla ver- 
fo Oriente, e non fi apre mai , e fa un ramò di detto A i 
bore vi ì Ezechiel , e fu f altro ramo Giacobbe , e così nelli rami di 
mano in mano fono alloggiati tutti li Profeti* li quali profetizzarono 
di noilro Signor Gesù Grido, e ciafeutno con la Profezia in mano , e 
nel fine di (opra delle Colonne è il Coro , ed Aitar Maggiore , ed è 
molto grande a vederlo , ma ì murato intorno , e ha tre ufcj , è le fe- 
rite del Coro fono tutte gtìafte : dinanzi il Coro vì è un ùfeio v e ivi fc 
F Aitar Maggiore, e dinanzi all'Altare è una Tribuna, e ivi è dipin- 
ta lanoftra Donna, e dall'altro Abramo, e appredo vi fono dodici fc»-' 
glioni di pietra , che vanno in una cara , nella quale fu già la Sagre- 
ftia . La detta €hiefa ha tre Tribune : una verfo P Oriente , .P aìtrai 
verfo il mezzo giorno, e la terza verfo l'Aquilone , e fotto il Cor® 
vi ò una divota Cappella ^nella quale riacque il nofteo Signore . v 



M 



tò 



V I A 



G I O 



Della pcjstura del luogo , dove nacque il ncfirv S ignote 
Gè ih Cri fio . 

1A Cappella, dove nacque il noftro Signore, ha due entrate : quart* 
j de tu entri dentro da un lato da man finiflra troverai una Cifler* 
na, nella quale fi foleva veder la Stella, la qual guidava i Santi tre 
Magi ; ìnfino [opra, dove era il Fanciullo con la Madre Tua, e la det- 
ta Siella fi aio qui in detta alterna, e quando tu entri per altro u- 
feio ne troverai una di metallo , ed a canto a quelli (taglioni a man 
manca vi è una Tribuna, e vi è una pietra fu la quale fi celebra il 
Sacrificio dèlia Meffa, e di fono a quella Pietra è intagliato in forma 
di una Stella, e ivi nacque il noftro Signore; e chi divinamente entra 
quivi conteffo , e contrito , acquiila perdonanza di pena , e di col- 
pa, ec. 

Luogo dove nacque il noftro Signor Gesù Crifto ; della Stella 
de 3 Magi Re , e della Cifiema . 

DIrovvi del fopradetto figurato luogo , 
cioè della Cifterna dove V acqua fu get- 
tata addotto al noftro Signor Gesù Cri-fio , 
e dove fu bagnato. Nella entrata del fopra- 
detto ufeio vi è una grotta, e fopra la Man- 
giatoia a man delira vi è una fineflra roton- 
da, e quivi fu gettata P acqua addolTo al no- 
fbo Signore , e in quel luogo medefimo fu 
fepolto il Venerabile Dottore S. Girolamo , 
e detto luogo fu portato a Roma , e ivi è 
Indulgenza fette anni, ec. 

Delia fazione , e forma della Cappella . 

LA prenominata Cappella ha due entrate , e vi fono due porte di 
bronzo ben lavorate , e con bel magidero . Sonovi due fcale dove 
è la Sepoltura del venerabile Dottor S. Girolamo, e fono cinque Lam- 
pade, le quali continuamente ardono, ed è un luogo di molta divo- 
zione , non tanto a' Crifliani , ma ancora a' Saracini ; da quel luogo 
non fi fanno partire per le maravigiiofe cofe, che ivi fi vedono. Qui- 
vi io vidi molti fegni , e anche non averei creduto , che il noftro Si- 
gnore folTe nato ivi dalla B. Vergine , fé io non averli veduto il pro- 
prio luogo . 

SEPOLTURE DEGÙ INNOCENTINI. 

VErfo T Oriente gli è un 5 altra grotta , ovvero Caverna giù- bafTa 7 
e Uretra, ordinata in modo d'una Croce, e quivi furono fepelli- 
tì i Santi Innocenti, e le loro Sepolture fonoflrette, cornee una Man- 
giatoia da Cavalli, per modo, che fi tocca l'una dietro l'altra . Ancora 
ne fepellirono una parte di quei Innocentini fra Betleem , e Betania 

circa 




AL S. SEPOLCRO. 67 

circa otto miglia, le quali Sepolture fi vedono ancora oggidì ; e qui e 
d'Indulgenza, e remulìone lette anni, ec, 

LA CHIESA DI S. NICCOLO'. 




Sì^:===?==«5S5» /""> Ome tu ti parti dal predetto luogo ver- 
(^TjV^ X ^^-* fo la porta dove fi paga 1:4 mura, ©v- 

/^7W j/f/p)ffj ^ \ ver dazio, piglia la via verfo mezzo gior- 

' no, a lato al muro troverai un bel Mona- 
fiero chiamato San Niccolò-, e quivi iran- 
no i Canonici Greci . La Chiefa è ben fon- 
data, e ben murata , ed ha u 1 piccolo u- 
feio , dove fi difeende dodici fcaglioni di 
pietra fotto terra, e quivi fono tre grotte, 
ovvero caverne (otto la Chiefa , e gii è mol- 
to ofeuro , e fonovi un 1 Altare , e quivi è 
il luogo dove la gloriofa Vergine s' appiattò coi fuo diletto Figliuolo 
dieci dì, fuggendo Tira del pellìmo Re Erode, il qual fece uccidere li 
Santi Innocenti fanciullini in Betleem , e nelli fuoi confini ; e Giufep- 
pe fempre fu con effa lei in compagnia , e poi fi partirono fecretamen- 
te, e andò da Nazaret in Egitto; e -qui è d'Indulgenza, e remiffions 
fette anni, ec. 

Del luogo , dove P Angelo apparve ai Pajìori . 

PArtendofi dalla Chiefa di S. Niccolò , e andando^ nella Valle verfo 
Oriente circa un mezzo miglio vi troverai un picciolo colle , qui- 
vi è dove 1' Angelo notificò alli Pallori la natività del N. Signor Ge- 
sù Crifto, quando gli diffe : Annuncio vobis gaudium magnum , &c. Al- 
lora i detti Fattori andorno nella Città di Betleem , e trovorno il fan- 
ciullo Gesù nato. Onde efTi laudomo Iddio, cantando, e dicendo ad 
alta voce : Gloria in excel/is Deo , (Te. E poi ritornarono al fuo luogo , 
e quivi fu fatta una bella Chiefa, ina era è tutta rotta , e fracaffata , 
ma pur gli è di perdono fette anni , ec. 

Tutto il paefe di Betleem e pieno di monti , valloni , e ^vi fono 
molti Arbori. 

Del luogo ^ dove nacque 5\ Giovanni Batti fi* . 

DEI luogo, dove la Vergine Maria falutò S. Elisabetta fua cogna- 
ta, e dove nacque S. Giovanni Battifta , e come la via va per 
mezzo di Betleem, quando fei alia porta, piglierai la via a man fini- 
ftra all'in giù in una Valle tu troverai una bella fonte, la q«.;ale è fat- 
ta a pofla qui per comodità, e andando h B. Vergine a Nazaret a vi- 
filare Elifabetta fua Cognata s' incontrò aflieme alla predetta Fonte , e 
la Vergine Maria abbracciò la fua Cognata , umiiiandofi , diffe ; Ma- 
gnificat anima mea Dominimi , (Te, 



I z 



fèove 



VIAGGIO 



Dove fianno i Crifìiani della Cintura , 

DI ravvi del luogo , dove nacque S. Giovanni Battifta , quando tu 
psiTì per Betleem verfo Ponente vi e una Cafa , dove fhnno 1{ 
Critliani della Cintura, e la detta Cafa è nominata Vicella ; e poi ti 
wgìi dritto fecondo la Valle cinque miglia, in fu una picciola falita 
troverai un bei Monaftero con molte cafe, e ftanno quivi molti trifti 
Saracini , e vi è una Chiefa : quando tu entri dentro falendo cinque 
fcaglioni di pietra, nel mezzo della detta Chiefa verfo V Altare a man 
finiftra vi è una Tribuna , e vi e una pietra, fu la quale fi dice la Mef- 
fa e lotto la detta pietra a piedi della detta Tribuna ritrovali una 
pietra bianca coperta, dove nacque §an Giovanni Battifta : ivi è di 



¥ 



erdono fette anni , ec. 



Dove 5\ Elifabetta appiattò 5*. Giovanni. 



COme, e doye S. Elifabetta appiattò 
S. Giovanni Battifta per paura dei 
peffimo , e maligno Re Erode . Dico , 
che all' insù per la medefìma via lungi 
una baleftrata in circa, troverai una bella 
Cafa con un orto, il qual è appretto la 
montagna ; e quivi è la forma nella pie- 
tra, come S. Elifabetta appiattò S. Gio- 
vanni tuo Figliuolo , e la detta pietra fi 
aperfe, e diede luogo a S. Giovanni ri* 
cevendolo i n fé , per modo che s'appiattò ; e quello fi vede yifihil- 
mente : dovete fapere , che lo nafcofe per paura dei R.e Erode , il qua! 
fece uccider gP innocenti in Betleem ; ed ivi è di perdono fette anni, ec, 

Dove nacque il Legno della Santiffima Croce , 





**<«* •tt«aM»iS52Ey ^"BfiaBfl»*^ ' 



DEL 



A L S. SEPOLCRO. 



6$ 



DEI luogo, dove nacque il Legno della Santiflìma Croce del no- 
llro Signore Gesù Crifto , onde fi^ dice , che quell'Arbore fu di 
CiprefTo . Dico , che quando tu ti parti dal predetto luogo per tornar 
a Gerufalem, che fono cinque miglia di mala via , che non vi fono 
altro, che pietre, monti, e valloni. Quando tu fei predo a Gerufa- 
lem a due miglia in circa, dietro fu la flrada a man finiftra tu trove- 
rai un bello, e grande Monaftero, il qual è chiamato S. Croce , e 
quel Monaftero è pollo in una Valle, ed ha intorno un alto muro » 
e Io tengono i Criftiani Neflòrini ; fuori della porta vi è una bella 
piazza, e la Chiefa d'intorno è iftoriata^e dipinta, e di fopra è co- 
perta gentilmente: dentro ella ha tre navi, o coperte con fei colon- 
ne , e nel mezzo della Chiefa è un muro con una porta , ed ivi è di- 
pinto Abramo, come il detto Arbore germogliò, e ufcì dal corpo fuo 
il Legno della Santiflìma Croce: fono l'Altare vi e una buca roton- 
da, ed ivi nacque il Legno, d*l quale fu fatto una parte della San- 
tifTima Croce, e fu di quattro forte di legname; il primo fu quello, 
che recò Seth figliuolo del nollro Parlre Adamo dal Paradifo, il qual 
nacque in Ebron in fu la Sepoltura d'Adamo, e quello legno era per 
la lunghezza della Santiflìma Croce , e 1' altro fu per traverfo fecondo 
Je braccie della Santiflìma Cro$e, e quello fu di CiprefTo , nacque ap- 
preso alla predetta Chiefa, dove tu vedi il detto arbore difegnato . I! 
terzo di Cedro , e quello nacque nel monte Libano , ii qual fu pollo 
alli piedi del nollro Signore. Il quarto gli fu pollo il titolo della Cro- 
ce , cioè Jefus Nazareni*; Rex Judtorum , e quelle tali parole furono 
fcritte Ebree, Greche, e Latine: nella detta Chiefa li fa grandiflìma 
Fella la feconda Domenica di Quadragefima ; cioè quando fi canta Re- 
mini/cere , perocché concorre di ogni forte di Criftiani , e Saracini di 
Gerufalem; e dicefi, che in quel giorno fu tagliato il Legno , o Ar- 
bore predetto : e quivi è di abluzione fette anni , e fettartfa giorni . 

Del luogo j dove fu lavorata la prima Terra • 

IL 'u?g<> v t n dove il nollro Padre Adam© 
cominciò in prima a lavorare la terra : 
dico, che andando a Gerufalem , ivi e un 
forte , e grande Altare , di dove poi arrivi 
^EJJj in un piano , e vedi la Città Santa di Gè- 
' rufalem , e ivi appreflb a una baleflrata , da 
man deftra in fu la via vi è una pietra ceti 
un poco di terreno faldo , e pieno di fallì ♦ 
« Dippi che Adamo fu cacciato dal Paradifo 
bjBadssslggaB per lo fuo peccato, incontinente egli andò 
a Gerufalem, e quello fu ii primo campo, che egli lavorò, ed egli fu 
il primo uomo, che comincio a lavorar la terra, e non conobbe dove 
folle il miglior terreno , e ejapoi tq ce ne vai dietro alla Città Santa di 
Gerufalem . 

Della via, che conduce in Ebron, e de' Santi luoghi, che vi ho nar- 
rato, ve ne fon molti più a Gerufalem, che quelli vi ho detto , i qua- 
li troveremo ordinatarnente alla Sia , e di qui innanzi fi dilungammo 

da 




7 o Y I A G G I © 

da Gerufalem venticinque miglia, e diremovi del detto paefe, che noi 
troveremo . 

CHIESA , DOVE FU SEPOLTO ADAMO ABRAM® 
ISACCO, E GIACOBBE. 




DEI fepolcro delti Santi Patriarchi Adamo, Abramo, I Tacco , Gia- 
cobbe , dico così : che ia via di Ebron è quefta di Gerufalem , 
andando per mezzo della Città di Betleem , e va verfo il mezzo gior- 
no, ove troverai una bella Città, e grande, la quii da Pagani è chiama- 
ta Cariath ; e nella detta Città vi è una bella Chiefa, ma effi Pagani 
la tengono , e niun Criftiano gli può entrare ; ma un Pagano mi dif- 
fe, che dentro vi è un monte di fallì, nel qual monte vi cuna fepol- 
tura rilevata fopra terra alquanto, nella quale fi fono ftpelliti li fop ra- 
detti Ss. Patriarchi, cioè Adamo , Abramo , Ifacco , e Giacobbe e le 
loro donne, cioè Eva, Sara, Rebecca , e Lia ; ivi germogliò , e cre- 
icene F Arbore della Ss. Croce, la quale il Re Salomone fece tagliar 
per le opere del Tempio , e li detti Pagani hanno gran divozione alla 
detta Chiefa di Abramo: li Pagani, e le Pagane, i quali non pofTono 
andare atta Mecca alla fepoltura del fuo maledetto Idolo, cioè di Mao- 
meto la qua{ (la di là da Gerufalem quaranta giornate, e fi va per de- 
ferto ; quello fo bene, però che gli fon (lato ; che quella gente non 
vuol far tanto lungo viaggio ; e però effi vanno in Ebron alla Sepol- 
tura, dove fi ripofano li corpi di que' Santi Patriarchi di fopra .nomi- 
nati: e quivi è di perdono, e remilTione di pena, e di colpa; e a ia- 
to alla detta Chiefa vi è una belliffima fontana, e dalla detta fontana 
ne q(cq un fiume, il qual fiume va infino a Gerufalem, 



LA 



AL S. SEPOLCRO. 71 

LA CITTA 5 DI CARIATH. 

DOve il noftro Signor Iddio formò Adamo alla fua firnilitudine , e 
tóagine, facendolo di terra : ivi e la Città di Canath , appreffo 
ali 1 (fétta Città e un Vallone, nel quale Adamo pianfe la morte del 
fuo figliuolo Abel cento anni, il qual fu uccifo da Gain fuo fratello, 
ed in quel medefimo luogo gli venne P Angelo , e dtfTegli , che non 
piangeffe più : dono quefta conobbe Adamo la fua Moglie Eva , e da 
lei nacque un figliuolo, il qual ebbe nome Seth , e ancora oggidì è 
nominato il Vallone delle lagrime: nel detto Vallone è un campo, il 
terreno del quale è tutto roffo , ed è chiamar© il campo Damafceno , 
poiché noftro Signore ebbe creato il Cielo, la Terra, e tutte le altre 
cole > il fefto giorno lui (ormò Adamo , e di quella terra ne compra- 
no quelli d 1 Egitto molto volentieri , quando ne poffono avere ; gli vieti 
venduta ben cara , perchè eflì la mangiano , come fé foffe una perfetta, 
e buona confezione. 

Del luogo , dove il Patriarca Abramo vide i tre Angeli* 

Dico , che come tu anderai per il detto Vallone da man finlftra 
troverai un luogo, il qaal è nominato Mambre : quivi appreffo è 
una bella Chiefa, dove Abramo fedea al frefeo a!P ombra , donde egli 
vide comparir tre Angtli in forma di Pellegrini , e Abramo fi fece lo- 
ro incontra, inginocchioffegii innanzi, e gli Angeli andarono a lui eli 
differo : Tu , o Abramo averai un figliuolo dalla tua Agar , la qual 
era donna di cafa. Egli rifpofe , e dìffe: Mentre che io ero giovine , 
non produffi figliuoli , ed ora , che io fon vecchio , avrò figliuoli , 
la qual cofa io nen credo . Allora fi partirono gli Angeli da lui , e 
differo : Abramo noi vogliamo andar, e vogliamo profondare quelle 
cinque Gittà, cioè Sodoma, e Gomora, e altre tre, e apprelTo ildet» 
to luogo circa due miglia fu fepoito un Nipote di Abramo. 

Diremo del Diferto , dove dimorava^ S. Giovanni Bittifta -t dico co- 
sì, che ritornando alla Città di Ebron, volendo andar al luogo, 
dove S. Giovanni profetizzava, che vi fono miglia dieci in circa, an- 
dando verfo il Mar Rofto , ovvero maledetto , dove profondarono le 
fopradette cinque Città , avvifandovi > clte il detto deferto è fenza 
acqua , e non ha altro , che Monti , e colli , falite , e difeefe , valli , 
e valloni , e qui è una Chiefa del Patriarca S. Giovanni Battifta , e 
la detta Chiefa è officiata, da' Canonici Greci; e vi è di perdono feste 
anni • 

Diremo della muta , ovver dazio , che fi conviene pagar quando fi 
patta per Galilea., per andare io Samaria: dico, che chi vuole an- 
dare per ordine per la Samaria, e per la Galilea, e neceìTario, che 
torni in Gerufalem, perchè altrimenti non fi può far menzione , né di- 
re nulla della via, e però io voglio abbreviare per non efler di tedio 
a 5 Lettori. E principalmente vi voglio dire della Samaria; ficchè noi 
ritornammo in Gerufalem , però che pe * quefta via fé gli va per Scu- 
ro, 



7* VIAGGIÒ 

lo , e per P altra vìa ì Mori fan molti mali , perocché coti le cogofe 
ne fono adotto a noi Criftiani , e fannoci molte violenze > lapidandoci 
con fallì, e uccidendoci in molti modi, ed oltraggiano li Criftiani, e 
per quello degli cento Pellegrini non ne patta uno per quella via; ma 
nanno a pagar per la via apprettò di quattro fiorini , e oltra ciò ad 
alcuni toccano domefticamente delle falvatiche mazzate ,* perocché fo- 
no di perfida condizione Saracini , e Pagani , fon peggio, che cani, e 
però non poflb informarvi pienamente di pia aitai cofe , come in Ge- 
rufalem , perocché noi camminammo la maggior parte di notte per 
paura , e dubbio di pericoli , e anche non v^ e Pellegrino , che fappia 
parlare: e gl'Interpreti, che ponno parlare i linguaggi , felli vano , e 
non vogliono fare in neffun modo il detto viaggio. 

Dove Gesù Crìfio convertì la Samaritana .. 




QUando tu ri parti da Gerufalem, e vuoi andare nel Paefe di Sa- 
maria verfo il levar del Sole, e de! Monte, e quando farai diro- 
ttato da Gerufalem vlnt.cinqué miglia in circa , anderai per una pia- 
gni k r* q ~ e v è J. ,ena dl ° livl ' e da man d fi«a *" è «m monte con 
? -«. ri* r i c J? ian, o M ? Sichem » e netta pianura del detto monte vi 
rki-f, -t i V Sart Sa,vatore > nia ora e tutta fracattnà : nella detta 
«£ !i\» i e ■ dl Giacobbe > dove il noftro Signor Gesti Grillo 
n?,*fi ,« ? amarltana ' ficcome dice 1' Evangelio : e la detta fonte * 
C J? p £?** P eroc ? he v ' e pochiffliùa acqua : dinanzi a quella 
tonte era 1 Altare , e dopo 1' Altare vi e quella pietra, dove fede il 

SKlTSàSK' esii predlcò al!a Samarit ** « * ^ * *™ 



Ù9. 



AL S. SEPOLCRO. % 

Dove Giacobbe afcofe Licola di Abramo è 

Dico, che appretto v'è un poggio, dove Giacobbe afcofe Licola^ e 
di lì un miglio fa già il Tempio, dove Abramo fece f Altare , e 
ivi dimorò lungo tempo, e in quefto luogo per comandamento di Dio 
volfe oflerire il Tuo figliuolo Ifacco, e qui è il luogo, dove Giacobbe 
dormì, e vide in vifìorie una fcala ; che veniva dal Cielo in terra, egli 
Aggeli che afcendevano, e difendevano in lu, e in giù; e allora l'Ange 
Io ii mutò il nome d' Ifdraéle* ed andando più oltre , tu troverai una 
Città detfca Appolofia ; e ivi fi alberga la riotte; e la mattina fi pallai 
per una Valle, che vi torre un fiumicello, e dall' alttà parte vi è la 
Sepoltura di Giufeppe figliuolo di Giacobbe, e andando più oltre quat- 
tro miglia , troverai un monte , dove è la Città di Sebafte tutta^ dU 
ftrutta . 

DELLA CITTA* DÌ SEBASTE» 

Dico così , che alla difcefa del monte troverai una colonna , la qua! 
fi crede 4 che già fofre uri condotto d'acqua, che veniva di là, e 
andava infino alle cafe di Erode j e la detta Città è la maggior par- 
te diftrutta, e dimoranvi pochi Saracini, e Samaritani , e quando tir 
entri dentro, troverai una Chiefa, e nel mezzo e una Sepoltura rile- 
vata (opra la terra, e qui fu Seppellito S. Gio. Bmifia da* Suoi Disce- 
poli dopo che fu decollato ; ivi furono anco Sepolti alcuni Profeti , e 
da poi furono levati di là , e polii in un altro Monaffero 9 che è fui 
fiume Giordano, e Sopra la detta iepoltura è una rotenda fopra o^ 
gni altro lavoro rilevata y e qui è di perdono fette anni , e Settanta 
giorni . 

DOVÈ FU DECOLLATO S. GIOVANNI BATTISTA e 

Dico, che quando tu ti parti dal Sopraderto luògo , e anderai per 
la terra da una balleitrafa, troverai uri Monafteró , fi quale io ten- 
gono li Canonici Greci, e dentro vi è una Chiefa con due navi , ov- 
ver coperti tutti in vòlta tón un Altare fu quattro colonne fopra la ter- 
ra , Sotto il detto Alrare vi è un* gran pietra, ovver ravola di mar- 
mo , e nel mezzo di detta pietra vi è un buco rotondo , e in quel 
luogo fa decollato il Santo Patriarca , e più che Profeta Giovanai 
Battifta ; ma il detto Corpo fu trapalato in Aleffandria; folto il det- 
to Aliare è un tondo rilevato con una finefha grande ; e in detta 
Chiefa fono quattro Altari^ e gii e di perdono fette a|inì , e fettantaf 
giorni . 

La Città di Naim\ dove, il nofìtò Signor Gesìi Criftó reftifciiti 

il figliuolo della Vedova. 

Quando tu ti parti daHa Città dì Sebafte, ru vai alP in giù inufisr 
gran Valle, e poi anderai per lo piano dieci miglia in circa , é 
ivi traverai un'altra cafa, nella q<uale fono Saracini de 1 peggiori , che 

K: tro> 



74 . VIAGGIO 

frofar fi pofla in tutto quello paefe ; ti guardano fido, come fé ti vo- 
leiTero mangiare , e ivi fi paga dodici drame per uomo , e quivi rima- 
nemmo quella notte all' albergo , e la mattina noi capitammo alla Cit- 
tà di Naim: nell'entrata di dettz Città è fatta una Chiefa , è qui il 
Signor rifufcitò il figliuolo della Vedova, il qual era portalo per fepel- 
lire ; e ivi è gran perdono , e remiiììone * 

il Monte Tabor ^ dove Iddio parlò con Mosè ; ed Elia. 





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Itemi del Monte Tabor , dove il Si- 
gnor apparve con Mosè, ed Elia , e 
parlarono con lui ; dico , che dalla Città di 
Naim, in fui Monte Tabor vi fono 12. mi- 
glia, e fotto queflo Monte vi è un mu- 
ro, dove Àbramo fi rifcontrò con Melchi- 
fedech , il quale, portava vino, e pane, che 
è fegno del Sacramento dell' Altare ; il det- 
to Monte è molto alto , e molto grande , e 
quafi rotondo , e di fopra è piano , e fu quel 
piano fu già una Città, ma ora è tuita diftrutta, e nel mezzo è una 
bella Chiefa , e nella detta Chiefa è una volta tonda , e rilevata fopra 
tutti i modi , e qui è dove il noftro Signore fi volfe moftrare alli fuoi 
Difcepoli , e incontinente gli aggiunfe Mosè, ed Elia, .e parlarono col 
Signore , e udirono la voce celeftiale ; e in quella volta rotonda , e ri- 
levata vi è fcritto a Lettere d'Oro , che dicono così ,- Hic eft filius meus 
dik&us , in quo mibi bene compì acni , ipfum audite ; e nella terra è la 
forma, dove S. Pietri, e S. Giovanni Evangelica , e S. Giacopo fi 
fpaventarono per il gran fplendore, che videro ; e dove S. Pietro ca- 
dette, vi fono fcritte quefte parole, ch'egli dìfiV, cioè , Domine bonum 
e[ì nos hic effe, &c. La detta Chiefa è quafi tutta fracaifata , e non vi 
e fé non il detto rotondo rilevato, e quivi Ci fa feda alli fei d' A go- 
do, ed evvi di perdono di pena, e di colpa, ec. 

Al luogo detto il Timore di Maria Vergine « 

DEI Monte, dove li Giudei volfero lapidar il noftro Signore Gesù 
Grillo , quando io ebbe cacciato da Nazaret , dico , che quando 
vai verfo Nazaret un miglio, e mezzo in circa troverai due monti , 
là dove fuggì il noftro Signore, quando li Giudei lo cacciarono da Na- 
zaret, volendolo lapidare, perocché quelli di Nazaret volevano vedere 
da lui fegni , com'egli avea fatto in Cafarnao; e il noftro Signore gli 
rifpofe, e diffe : che non erano degni, e allora lo cacciarono dalla Cit- 
tà di Nazaret , e il Signore fé ne fuggì fui Monte , e li Giudei gli 
corfero dietro per volerlo gettar giù del Monte , e il noftro Signore Ci 
fermò in fui Monte, e la pietra fi aperfe , e diede luogo a' fanti piedi, 
e così vi ftanno ancora il dì d'oggi ; e li Giudei quando furono giun- 
ti in fui Monte tutti Ci accecarono , ficchè non lo videro ; e quando 
li Giudei difeefero dal monte, la Gloriofa Vergine Maria fi fece a lo- 
ro, incontra co* gran timore, e paura, che ella ebbe del fuo diletto Fi- 
gliuolo, e quando ella vide li Giudei, fi appoggiò al Monte, e il detto 

Mor- 



AL S. SEPOLCRO. % 7S 

Monte fi aperfe, e diede luogo alla SantifTima Madre di Gesù Cn(to; 
per modo, che non la videro ; e ancora lì, dove fi vede la forma dei 
detto monte vi è un bel Monaftero, e dentro yi è una Chiefa, che fe 
detta : Al timore della noftra Donna ; e qui officiano li Criftiani veri 
chiamati Nubini, ed evvi di perdono fette anni, ec. 

LA CITTA' DI NAZARET. 




r<ywr.£miyi i Ik^mmm^JLkatmfimXmaf^^gg^—. ^ |~ « mtJk 



EZZrf 




DElla Città di Nazaret , dove l'Angelo falutò h Vergine , ora 
vattene dietro al Monte, e troverai la Città di Nazaret, dove la 
Vergine ricevette la falutazione dell'Angelo. La Città fu già grande; 
ma non è cinta di muro; ha bella Chiefa; ma ora è tutta disfattalo. 
lo gli e la camera della noftra Donna, la qual è piccicla , e dipinta ; 
e la cafa e pofta in una grotta del detto monte, dove è gran faflb, e in 
quefta grotta vi è la colonna, dietro alla quale fi ritirò la Vergine pet 
il timore, che ebbe, quando fentì il faluto dell'Angelo, e la detta co- 
lonna è grofla per modo , che appena una perfona la pu> abbracciare , 
tanto è gtofliffima; a lato alla detta colonna vi è una pietra , dove la 
Vergine^ Maria flava continuamente a tutte le ore , dicendo le fue fan- 
te Orazioni, ed ha un picciolo Altare, e fopra la Grotta, vi i una fi- 
neftra, per la qual l'Angelo entrò quando egli falutò ia Vergine: la 
colonna i di color bigio, e fappi , che è forte, e durabile per modo t 
che non fé ne potrebbe difpiccare punto , e quivi è di perdonanza efi 
pena, e di colpa • 



X 2 



FON- 



( ' f6 VIAGGIO 

FONTANA DELL' ARCANGELO GABRIELE 9 




DEIIa fontana dell' Arcangelo Gabriele , alla qual fonte la gloriof* 
Vergine Maria andava per acqua . Dico, quando tu fei alla fonra- 
fletta Chiefa > e anderai a man deftra in una bella ftrada tu noverai 
una bella fontana la qual Ci chiama la fontana, di S. Gabriele , e quivi 
andò la Vergine Maria per acqua, e dicono i Criftiani , i quali quivi 
(lìmoranp, che qumdo la Vergine Maria andò per acqua, gli apparve 
l'Angelo, e 3a Vergine Maria ebbe grande paura, che lafciò (iar Inac- 
qua, t fuggane verfo Cafa , e chiufe Pufcio, e pofefi in Orazione a 
Iato alla colonna, cpme di fopra è detto ; e l* Angelo venne allora a 
lei, e faiutojLi, e dille quelle parole : Ave Maria gratta piena, Domi- 
niti tecum . À lato a queita fontana vi è un bei Monaftero , che e no- 
ininato S. Gabriele, il qual Monaftero tengono gP Indiani di Perfia , i 
tjuali fono chiamati Alaphifi, e a quella fontana andò il noflro Signo- 
re molte volte, quando egli andava alla fua c^olciflìiDa Madre, e gli i 
$i perdono (ette anni. 



Qana Galilea f, Pozzo, di S. Giovanni , 
di Scpkor . 



Caflelletto % la Cittì 



D 



, Ei luogo x dove nacque S. Anna Madre della Vergine Maria 5 
r quando ti parti da Nazaret per la dritta via circa tre miglia tro- 
verai ia Città di Sophor, qual è tutta disfatta, e gu'fìa, e qui fu già 
lina Chiefa, e in quella Chiefa v? è il luogo , dove nacque la Beata 
Anna, la quale fu Madre della Vergine Maria , e dapoi ti parti da 
quello paefe , e vai in, Cana Galilea. 

D'-rovi di Can:i Galilea , dove il noftro Signore fu invitato alle 
ozze ., e dove il noftto Signor* fece di acqua vino . Il detto Caftello 



nozz 



X picciipjlo 9 e ivi Ti paga una dnama per uomo x vi è ia Chiefa 



dove 
fece 



AL S. SEPOLCRO. 77 

fece di acqua vino. PafTato quel cade! lo ve n* 'e un altro picciolo po- 
rto fu un (affo, il qual ù chiama Archieralmo , dove il noftro Signore 
era alla feda delle dette Nozze, e ne! mezzo de' detti Gattelli e nn 
pozzo , nel qual fi tolfe dell' acqua , della quale il noftro Signor ne le- 
ce vino. 

M*re di Galilea , ^ di Beffai da , Capharnao • 

El miracolo, che fece il noftro Signore in Capharnao dalla fopra- 
detta Città anderai a Capharnao, che ivi fono miglia fei in circa, 
e la via e quafi tutta piana ; quando tu farai appreflò ad un miglio 
troverai un campo a man finiftra, dove il noftro Signore dìade quella 
fimilitudine alla gente, che dice il S. Evangelo , chi (emina buona Te- 
mente nel fu© campo, raccoglie fecondo la temente, ec E arderai in 
Capharnao, dove il noftro Signor fece molti fegni , e profetizzò quelle 
co fé , eh* erano a lor future , le quali cofe gli fon avvenute . Perocché 
Tè tutta guafta, e gittata per terra; e pofta per lunco il M^re di Ga- 
lilea, ed il mare di Betfaida , Nella Città di Capharnao vi è la cafa 
dei Centurione, dove il N. .Signore fanò il Fante del detto Centurio- 
ne , e la figliuola del Re , e ivi è perdono . 

Del luogo , dove nofiro Signore faziì> cinque mila perfone , con 
Cinque P$ni J* Orrr.o s e due Pefci . 




Dico quando tu ti parti da Capharnao , e vai due miglia in circa , 
tu troverai un monte, dove il noftro Signore iec^ il Sermone-, e 
fanò un Leprófo.'; e a piedi del Monte è uà piano, dove ii nema Si- 
gnore fazlò cinque mila perfone con cinque pani d* Orzo , e due Pe- 
lei , lenza la Donne, e Fanciulli, come dìczV Evangelio, ed e un bei 
paefe in quella pianura, oi è nominato il detto paefe menfa d'onore, 

*pér 



7« 

J»er io miracolo , 
ette anni , ec. 



V I A G @ I O 

che ivi fece il noftro Signote , 



ed evvi di perdoa© 



Qttefia è la Città di Tebaida , dove il noftro Signore fi ripari 
molte volte , quando era fanciullo. 




Dico , quando tu vai verfo Tebaida , 
chiamato Magdalo , dai qual Cartello 
me . Nelia detta Città il noftro Signore 
terra ì ftata grande , ed il mar di Galilea 
Ita, come l'altre Città , falvo che ella è 
già una bella Chiefa , nella quale il noftro 
te, mentre, che egli era picciolo fanciullo 
m, ec. 



troverai un Cartello, che * 
Maddalena ha prefo il no- 
na fatto molta dimora : la 
confina con le mura ; ed ora 
molto guaita ; e dentro fu 
Signore fi riposò fpt(Te voi- 
, ed evvi di perdono fette an- 



TEBAIDA CADOLARA. 

~T\ Elli bagni caldi di Cadolara , dico , che dinanzi alla Chiefa uà 
XV tratto di mano è una cafa, nella qual è un pozzo, dove il no- 
itro Signor Gesù Crifto fpeiTo fi riparava per paura , e quivi vi fono 
i bagni caldi , e freddi ; e fono bagni fani : quivi fu già una groffa 
n a 'iV 9«al «a chiamata Cadolara ; e nella Chiefa fi dice , che la 
Moitra Donna, bagnò il fuo dolce Figliuolo molte volte in detti ba- 
gni , ec. 



BEL* 



AL S. SEfOLcRO, 
DELLA CITTA' DI BETTULIA. 



79 




Ove Juditta taglio la tetta al Prencipe 
Oloferne; dico, che quando vaidaTe- 
baida, pigliando la via a Tramontana , e 
•inderai cinque miglia, troverai la Città di 
Betulia » dove Oloferne avea attediato il 
popolo d* Ifdraele per forza; e la poflanza 
del Re Nabucodònosor, che era Imperator 
in Babilonia difcrta, e voleva per morto 
futro il popolo, che gli era dentro , e Ju~ 
ditta venne in tempo di notte, come a Dio 
piacque , e gli tagliò la tetta : la mattina per tempo ufcì il popolo di 
Bettulia , e ucciie tutto l' Efercito di Oloferne; da 11 a quattro miglia 
fi trova il luogo, dove Giufeppe trovò li fuoi fratelli con le pecore, e 
quivi lo venderono per invidia a* Mercadanti di Egitto; e da Tebaida 
a Bettulia fono dedici miglia . 

DELL' ORIGINE 

Del Fiume Giordano , e del Mare di Tebaida» 

E % Da fapere , che il Monte Libano è il più alto , che fia in quel 
Paefe, e per quello Salomone dice : Qua fi Cedriti esaltata funi 
in Libano, &c. A piedi di quello Monte forge due Fontane del Fiu- 
me Giordano. Il primo nome e Jor , e va verfo Ponente , ed ha il 
fuo corfo fotto terra infino alle pianure di Madoni , e quivi fa un gran 
luogo . Li Saracini lo chiaman Med , perocché nelP Eftate gli fan qui 
gran fede , ed allegrezze , e gli Arabi fi riducono quivi piti della metà 
a pafcolare il lor beiliame* Jor va col fuo corfo fin appreiTo alla Cit- 
tà, e poi qui comincia il mare di Galilea, fra la Città di 8etfaida,e 
la Città di Capharnao , e così fi accodano infierne quelli fiumi , ed 
hanno il mare éi Galilea , dove il nofiro Signore chiamò a lui quat- 
tro degni Appoftoli, cioè S. Pietro, S. Andrea, S. Giacopo, e S. Gio- 
vanni , e da quefto mare efee il fiume Giordano , Jor fi chiama un 
fonte, e F altro fonte Dan, e accoftanfi infieme i nomi di quelle due 
fontane , cioè Jor , e Dan fanno il nome del detto Fiume : in que- 
llo modo voi avete l'origine , e il fine del dette fiume nominato Gior» 
iano . 



fe 



V I A G ti t 



I* G*7tó $ Beffati*, ed il Creilo Corozaim i e la GiitÈ 
di Trijìa . 




DTrovvi di Betfaida, e di Corozalm : nella riviera del detto mare fo- 
no molti Cartelli, e Fortezze, ma prima d'inforno Bet faida , la 
qual fu già una beila Città, e da quella difcefe , e nacque g'P infra- 
fcritti Santi, cioè S. Pietro, S. Andrea, S. Jacopo, San Giovanni, e 
S. Jacopo d* 'Alfeo : da lì a 4. miglia è il Cartello Cofozaim , nef 
csual deve nafcere P Anticrifto, e circa a 5. miglia la Città di Cedàr, 
della quale dice David: Et habìta-vì cum Habitantibus Ceda* ; Ora di- 
remo quanto è dall' tina, e P altra Città, e cominciera primieramente 
dalla Città Santa GerofoKmitana , la qual è da lungi dalla Città di 
Sichem miglia vinticinque ; e da Sichem alla Città di Sebafte , fino 
al Monte Tabor, gli fono miglia venti ; e dal Monte Tabor per fin a 
Nazaret, vi fono miglia fei ; e da Nazaret alla Città di Betfaida , vi 
fono miglia tre ; e da Betfaida feguente gli- fono altre Città qui fotte 
deferiti^ . 

C I TTA' f R I STA. 

A Notando alla Città nominata Trifta, fotiovi dieci miglia in cir- 
ca, la qual fu già grande, e forte nel mare, con buoni porti, e 
li Criftiani la guadagnarono al tempo del Re Baldovino, il qual fu già 
&e di Gerufalem , e dopo quefto la racquietarono li Saracini , e Phan- 
no tutta diroccata, e disfatta, e hanno atterrate le mura, e attraver- 
fato il porto del mare, onde vi è poca gente: ivi fi paga fette drame 
per uomo ; qui è un bel campo, dove iì fotterrano i Criftiani , che 
muoiono in quel paefe, ed è chiamato il campo Santo/ nel mezp del 
campo è una fofla , della qua! non Ci vede il fondo, tanto e profonda ,• 
e quivi è Indulgenza,, e remiffione fette anni*, e fettanta giorni . 



AL S. SEPOLCRO. 



m 



Qoyne fi va al fiume Giordano , in Sorià , e in Damàfco • 

QUando tu vuoi andare al fiume Giordano, nel qual fu battezzato^ 
( il Signore, ecco la via. Partiti da Gerufalem , e va alla china 
per la Valle di Giofafat , e pafla dinanzi alla fepoltura della no- 
ftra Donna , pigliando la via a man dritta , ad un luogo hiamito j 
Alanti Ahfaionis , verfo Betania , e alla metà della via di Geru'alem 
in Betania eli giace un graffo faffo, e una volta andava il Signore da 
Betania in Gerufalem, , e li appreffo quella pietra eravi un fico, dovi 
il Redentore appreffofli per coglierne , e trovòllo infruttifero ; onde ac- 
ciocché nefluho del fuò frutto fi pafceffe s lo màledì, ed eccolo tutto 
iubito fecco ; 



BETANIA DI LAZARO, 



F Aremo menzione di B fania \ là 
il 




dove» 



che. va al fiume Giordano 



il noftro Signore rifufcitò Lazaro; andan- 
do Tempre per la dritta ftrada, la^qual condu- 
ce in Éetania, troverai un niccioi Gattello, 
il qual non ha né mura, né porte : r?e! det- 
to Catullo il noftro fempre grande Iddio ri- 
fufcitò Lazaro , e quefto Camello e quafì disj 
fatto v ed abitano dentro i Sa ratini con il 
lor beftiame : ed è da lungi di Gerufalem 
due miglia ; verfo Levante troverai là via j 
e quando tu entri dentro nel fopradettó 
Caftello, troverai una piazza, grande a man dritta; ivi è la porta del- 
la Chiefa Maggiore , ed è tutta guada , e di fopra alla Chiefa vi è una 
volta tonda, la quale dava fopra tutti i Monti ; . ed è la Ch'i è (a .fenzaf 
Altare , e dinanzi alla detta chiefa fu la iopradetta piazza vi è una 
Cappella, nella quale è una fepoltura , dove il noftro Signore rifiatò' 
Lazaro: quando tu entri dentro di detta Cappella a man deftra, trove- 
rai un Altare, e appreifo a quello vi è una fepoltura di Lazaro ; e 
detta Sepoltura è coperta di fopra verfo l 9 ufcio una buona parte, eia 
pietra della fepoltura ha un buco, per mocfo, che può , chi vuole , cac- 
ciar il braccio per divozione ; verfo P Occidente fono tre fcaglioui di 
pietra, i quali rifpondono in una Cappella, la qual è molto ofcura ,' 
e quivi è un Altare con una fedia , fopra la quale fi riposo il noftto 
Signore , qnando egli chiamò Lazaro , che fi levaiTe dal fonno ; qui (t 
paga per muta , ovvero dazio drame dodici per uomo , e v'è grande 
Indulgenza, 

Beile Cafe , che furono di S 9 Maria • 

OUivi appreffo fono delle cafe, che furono di S. Maria 3 ma" fono* 
tutte Scalcinate , e rotte , e di fotte a dette cafe è una grotta ,• 
dove e fcarpellato un ufcietto , e ivi dentro è un Altare , fui quale (i 
ripofava noftro Signore , quando andava a S. Maria ; e quivi è graa 
^laffaziQne de 9 fùoi peccati ; 




f I A G G t & 

Cajlel Magdalo , che fu dì $. Maria Maddalena . 



aliando tu ti parti dalle dette eafe f 
troverai verfo il mezzodì una piccio- 
Ia cafa , e una parte di detta cafa e 
gualca , e rotta , e quefto è il Cartel 
Magdalo , il <juàl fu di S. Maria Mad- 
dalena , e vi e ancora in piedi una par- 
ticella di una Torre, e vi è perdono fette 
anni , ec. 



TERRA ROSSA MICIDIALE. DAZIO.' 

COme tu ti parti da Befania di Lazaro , anderai per una valle alt* 
ingiù tre miglia, e in quefìa valle troverai un albergo a ufanza 
aracinefca, e da un lato £ una fontana ; come tu anderai in su quat- 
to miglia, troverai una cafa, che gii (tanno dentro i Saracini,e qui 
fi convien pagar per muta , o per dazio una drama , e mezza per uo- 
mo . e querto luogo è nominato Terra Roffa ; perchè molto fangue fé 
gli è fparfo ,, e fpargerafH in detto luogo , e quando tu difcendi in 
^iii verfo Oriente in fu! piano di Jerico, a lato quello fono due vie , 
T una di quefte vie va ad una cafa ; che è fui monte , dove il no- 
rtro Signor illuminò ii cieco, il qual gridò a lui , dicendo.* Jefu Fili 
Tiavrd , miferere mei % : E quivi \ di perdono fette anni , e fettanta 
giorni . 

DOVE CRISTO PIANSE LA MORTE DI LAZARO. 

COme tu ti parti da Betania, andando per la via di Levante, do- 
ve fono due volte di via , tu vederai una cafa porta in un colle 
fopra la via , e quando tu vai a detta cafa , giungerai in un campo , 
che non ci è via niuna, e ivi è un gran fatto , ed a quel faffo s* in- 
contrò Maria Maddalena, e Marta fua forella col nortro Signore, che 
venivano a lui , dopo che fu pattato quattro giorni della morte di La- 
zaro fuo fratello, e diiTero al Signore quelle parole : domine fi fui flit 
bie^frater nofter non fuiffet mortuus . Il Signore dilTe : dove lo avete voi 
porto? e Maria Maddalena rifpofe, e dirte : or vieni a vederlo ; qui 
cominciò il nortro Signore a lagrimare , e in, quel luogo è Indulgenza 
fette anni , e fettanta giorni . 

IL CASTELLO DI BETTAGEIA. 

IL Cartello di Bettaglia al Iato ha tre vie , una a man finiftra , ed 
una verfo Jerico, Paltra va verfo il fiume Giordano; quella prima 
dura miglia fetre in circa , qui fi trova un fiume , e quando fei palTa- 
to detto fiume ; troverai un forte Cartello , il qual fi chiama Betta- 
fina , e qui differì , che furano elauditi ii Figliuoli d' Ifdraele per ii 

pian- 



AL S, SEPOLCRO. _ *j| 

pianto, che fecero quando fu portato Giacobbe morto da Egitto in^E* 
t>:on , e quivi fi paga quattro dramme , e mezza per uamo, e nelle 
dette cafe abitano i S arac ini , e fé gli va con grandi/Timo pericolo : poi 
andera» dritto ver(b Levante per quel p.ano (in appretto il fiume Gior- 
dano circa una baleftrata, ed a man deftra troverai uà Monade to , che 
fi chiama S. Gio. Battifta, e quivi è gran perdono» 

MONASTERO DI S. GIO. BATTISTA. 

COme tu entri nel Monaftero di S.Gio. Battifta a man finiftra tro- 
verai una fcala ; a man deftra vi e la Chiefa, e dinanzi alla por- 
ta della Chiefa è un abitacolo , dove dimorano li Canonici Greci , li 
quali officiano il detto Monaftero ; e moftrano alla porta una Tribu- 
na di Cipreflb, e in quella hanno la mano di S. Gio. Battifta, e la 
detta mano è fecca con tutto il pugno ferrato , ed il fuo Corpo fu già 
traslatato da quello Monaftero nella Città di Sebafte , e fu pofto nel 
Duomo di detta Città ; e un Frate ne ufcì dai Monaftero , e lo fece 
ardere , facendo gittar la polvere a! vento , eccetto il capo , il quai 
era già in Alexandria; e il dito, col quale egli rnofaò il Figliuolo di 
Dio , quando diffe : Ecce Agnus Dei &e. Io tiene in fua balia il Ra di 
Cipro i ivi è grande Indulgenza , e perdono de' fuoi pecccati . 

Del Fiume Giordano , dove Gesti Crijlo fu battezzato . 

DElla condizion del Fiume Giordano, 
nel qual 5. Gio. Battifta battezzò il 
Signore ; ritorna alP in g*u in fu la ftra- 
da, alla detta fiumana vi è il luogo, dove 
S.Gio. Battifta battezzava, e qui vide di- 
fender lo Spirito Santo in forma di una 
Colomba fopra il iioftro Signore , e udì la 
voce di Dio Padre, che diffe così: Hìceft 
Fijtus me^s diUftus , e*rc\ JEd allora lo bat- 
tezzò, il detto fiume corre nel Ponente , 
dove fono molti arbori felvaiici , dall' al- 
tro caatQ del fiume è piano, e gli fono grandi Ifolette, ed fe largo piti 
«i una gittata di mano, ed è fempre torbido ; fé gli può pattare ; è dol- 
ce come il zucchero ; e in quel luogo , dove noftro Signore fu battez- 
zato^ fi bagnammo noi; e appretto il detto fiume è perdono, e remiffio- 
»e di pena , e di colpa , 

Della folennità , e fefta , che fi fa il giorno de i tre Magi Re 
al fiume Giordano , 

LA fera della Vigilia dei tre Re Magi fi raguna ciafcuna genera* 
razione dei Criftiani in certi luoghi , e quivi tendono tende , tra- 
bacche , e padiglioni, frafcate, e capanne, e ciafcuna gente apparecchia , 
e mette in punto il fuo Altare, e dicono P offizio loro , ciafcuno fe- 
condo la fua ufanza , ciafcuno canta fecondo il fuo linguaggio , e la 
inattiva del S. giorno ciafcuna generazione adora il fuo Pontefice , e 

I- 2 dopo 




% VIAGGI© 

Élopo Poffizio vanno in proceflìone al detto fiume, e ogni forte di g^. 
aerazione ha la fua Procetfrjn* , e ogni ano cauta in Tua Lingua cori 
alfa voce, dicendo quetòe inìrafcnrte parole: Fa8um ejì , ut iaptizetut 
omni popuìo , &c. E quando hanno così cantato, (i muove ciafcun Sa- 
cerdote con la Crc;ce, e vanno al detto Fiume , ed appoggiano la detta 
Croce nell'acqua; e ,hi e dopo quella il primo, che fi bagna in detto 
Fiume, fi reputa efler Santo, e ciafcuno ne viene con gran divozione,, 
Uomini egualmente che le donne Ci bagnano in quefto fiume . Della Pro- 
vincia di Galilea appretto di Tebaria , dove fono quelle due Fontane, 
come di fopra vi ho detto ; corre il detto fiume a piedi della Città due 
miglia in circa, là dove il noftro Signore fu battezzato, e poi ha il fua 
corfo nel Mar RofTo; e quivi è il iuo fine. 

SAN SABINO. 

PArlando, e facendo memoria del maledetto Mar RolTo , fotto bre- 
vità vi voglio far noto il detto Mare ; quefto Ci dice maledetto , 
perchè in eftb Mare fi affondarono, e fi a biffarono cinque Cittadi , ciofc, 
Sodoma, Gomorra, Seboym , Sogor , e Adami, là dove dimorava il ni- 
potè di Àbramo, cioè Lot: 'e quelle Città tutte erano cadute in gran- 
d'i'ffiov peccati/ e per qu-iti peccati l'Angelo le fommerfe , però che 
nelle &mn Città non vi era perfona , che foffe fenz* quelli peccati , 
fai ve, chi; Lot con la tua famiglia, e allora difle l'Angelo a Lot, che 
le ne uicifle fuori della Città, dapoichè voleva fradicare, e fommerge- 
re te detta Città , e che non Ci volgefle per niente indietro ; e Lot fe- 
ce ciò, che l'Angelo gli dine, e pregollo, che aveiTe pietà di Sogor , 
poictiè dimorava egu in quella con la Moglie, e due fue figliuole, al- 
lora l'Angelo percofle la Città, e dal Ciel pìovette fuoco, e la Terra 
cominciò a tremare , e te dette Città Ci profondarono ; la moglie di 
Lot, che come Donna, fentendo il rumore per la rovina di dette Cit- 
tadi voltoffi in d^tro cunofa a vedere , torto divenne una ftatua di Sa- 
le y co>ì (e ne Ila ancor il giorno d'oggi: ma tornando al detto Ma- 
re elico effer lungo miglia venti otto in circa, e largo dieci, ed è chia- 
mato Mar maledetto, perchè fu quefto Mare non vi capitano mercan- 
zie , e le ne arrivano , f libito Ci affondano . Appreffo a quello Mare e 
un Monte, nel qual lì pigliano le Vipere, delle quali fi fa la Teriaca; 
daii' altro lato poi è un Monaftero , nel quale ofnziano li Canonici 
Greci, che (i chiama S. Sabino , egli l un Monaftero , nel quale fi 
fanno grand: elemoftne di paae, e di vino; ed. ivi è grandiffimo per- 
dono • 



hh 



AL S. SEPOLCRO. 
LA CITTA' DI GIER.ICO. 



»S 




T) Arleremo della Città di Jerìeo, e del fiume di Elia Profeta dicerv 
1 do così; io me ne ritornai indietro per la medefima via infine al 
ni ^ a ^ e "° di Bettaglia , e andai al giardino di Jerico , dove trovai un 
albergo , nel qual vanno le perfone , e qui non v' è letto , ne niente 
da mangiare , ma folo vi è un cortile grande , nei qual cortile fi ripa- 
lono le perfone • 

LA FORTEZZA , E CASTELLO DI DAMASCO . 

DIrovvi così delta nobile, e gentile Città di D*mafco, che chi vo- 
^ leffe far menzione di tutte le nobiltà , gentilezze , e fama della. 
Città di Damafco , farebbe lunga dtgreffione 9 pur vi dirò alcuna delle 
fue cofe , che fono da narrare , le quali io ho veduto con 1' occhio , e 
parte di quelle io ho udito dire da perfone degne di fede. Dico, che 
Eleazar, che fu fervo di Abramo, cominciò a edificar la Città di Da- 
mafco, in quel campo appunto, dove Cain uccife Abel fuo fratello ; 
ve . ro N e ?^ e 1 *' fopradetto luogo fu fopra un picciolo monticello verfo la 
Città di Damafco; però Damafco e pofto in piano verfo l'Occidente, 
e il levar del Sole; vi fono gran monti verfo l'Oriente , e appretto i 
Monti vi fono belle pianure con bei giardini , e in quelle pianure cor- 
rono più fiumi, uno de' quali fi chiama Albana , e un altro Paphat, 
e quefti fiumi vanno per un portone, e corrono a canto alli detti Giar- 
dini ; quefta Città è bella , e grandifìima , e in efTa vi è innumerabile 
moltitudine di gente. Le ftrade della Città fono in più parti coperte ; 
di fopra vi fono molte finelìre , e gli tengono delle Lampade accefe , 
acciocché fi pofTa vedere di notte, e vi fono cafe molto alte fatte di 
legname , e di fuori fon brutte , ma di dentro fono ben acconcie , tutr 

te 



86 VIAGGIO 

te fmakate di azzurri Sniffimi , e fonovi poche cafe , che non abbino 
una fontana; e a laro di detta Città di Damafco è per guardia un for- 
te Cafìello con un alto muro , ed entragli per mezzo uno delli fopra- 
detti fiumi , ed e ben guardato per paura dei Soldano di Babilonia . 
Qoefta Città e ricchiffima, tu non fai dimandare cofa akuna,che qui 
non la trovi. Sonovi mercerie di ogni ragione, c©n cepififfimi Artefi* 
ci ; tutte quelle cofe , che appartengono al viver dell' uomo fono a 
buon mercato. V )N e anco gran copia di oro, e d'argento, e di finifìì- 
mì azzurri , e altre cofe più affai , e quivi fi raccoglie il dazio dal Sol- 
dano di ogni mefiiere . Sortovi prima ferine fé cafe della Città con 
gli uomini per ordine , e poi fono ferirti li Ortolani , che fono venti- 
mila, e non fanno altro, eh* governare i loro bei Giardini , e fonovi 
fettantamiile Artigiani , che lavorano di varj Meftieri ; fonovi venti- 
quattromila uomini, che non fanno altro, che lavorar di rame , e di 
ottone; e vi fono Banchieri, e Cambiatori pur affai , e ancora vi fono 
ventiquattromiìa , e quattrocento Cuochi , ii quali non fanno altro , 
cke cucinar roba da mangiare, perchè in Damafco non vi fono ricchi, 
né poveri, che faccino cucina in cafa fua, ma comprano ogni cofa da* 
Cuochi fui mercato, e per le vie; e trovi ciò che vuoi cotto di gior- 
no, e di notte, però cije i Saracini mangiano così di notte, come di 
giorno ; e fé capitaffero in un giorno feicentomila perfone , covereb- 
bero tutti da mangiare •. 

CITTA' DI DAMASCO, 




ORa fegutta nella prefente Scrittura , e leggi , che tu troverai an- 
cora, che hanno in detta Città di Damafco ventimila di loro Ghie* 
fé , o Oratori , » quali effì chiamano Mofchee , e ancora vi fono quat- 
tromila uomini, che non fanno altro, che conciar pelli, e hanno ven- 
ticinquemila botte di acqua rofata , e ogni botte tien venticinque fom- 
me, fenza altre, che fi ritrtvan per la terra nelle ter cafe , e quefta 

acqua 



AL S. SEPOLCRO. *r m 

acqua rofata effi la vendono alli Speciali, e altre Botteghe , le quali 
iono tante, che non fi fa il numero di loro; e anco fono nella Città, 
e ne* Borghi ventifettemila Cavalieri, i quali han la detta Città in cu- 
ftodia , e in guardia, per temenza , e paura del Soldano di Babilonia ; e 
Vi fono molte altre cofe , le quali domandando , mi furono dette , e 
moitrate, e aliai di quelle, che io ho vedute con l'occhio , le quali 
non voglio fcrivere per rincrefcimento , e anco perche non mi fariano 
credute, e forfè farei dileggiato; però pongo fine. Nelle Montagne d' 
intorno gli dura la neve per fin alla fella di S. Giovanni , e quella 
neve effi la comprano nel Mefe di Maggio, e la ripongono nelle loro 
caverne, la mangiano, e ne mettono nV loro beveraggi . 

LA CITTA' DI S. MARIA DI SARDINALE. 




DIrovvi della noftra Donna, che è nella Città di Sardinale, quan- 
do tu volefTì andar a S. Maria, dia detta Città di Sardinale, nel- 
la quale {tanno i Saracini, dove fi paga una drama per uomo : come 
tu pafi] quel ponte di un miglio, fi paga un altra drama , e V altro 
giorno camminerai di lungo, e arriverai ad un grofTo fiume, e ivi fi 
paga mezza drama ; e quando falirai fu un monte , il qual è alto 
due miglia, ed è una cattiva falita, andando così, troverai una Città 
nominata Celone, e nelP entrar in effa e una gran fortezza, la qual è 
murata in forma di Croce, perchè li Criftiani la fecero edificare , e> 
qiefta Città è ricca , e ha buoni terreni d' intorno , ed è un bel paefe, 
e lui fi alberga la notte, e fi paga una drama . II terzo giorno paf- 
fi U gran montagne, che durano infin a Damafco. Il quarto troverai 
un 4bergo , che non e coperto . Il quinto arrivi in una Città , la qual 
è ©gjidì guada , qui fi paga fette drame . Il fedo troverai un bel poh. 
te , ck è apprefTo Damafco fei miglia ; quivi fi paga tre drame ; il fet* 
timo forno arrivi a Damafco, 

LA 



m Viaggio 

LA BELLA CITTA' DI GELONE, 



mi^^^^mm^^m^^^^m^Mm^mm^m^m^mm 




Qth feguon tutti li alberghi de' Saracini , e quivi e (tata la nobl 
Città di Jerico nel tempo del noftro Signore, ed è (tata una gran- 
^a 1 e ,F ro ^ a Città con altiflìme mura , e tutte le fue pòrte fole vano* 
efier "* ferro, ma ora è tutta guada, e disfatta, e non v' è altro, che 
un palazzo con una torre, .e .tre cafe intorno : nella detta Città face 
N. Signore molti miracoli, in efTa Citrà nacque il {ricciolino Zacheo, 
il qua! fall fopra l'Arbore per voler vedere il noftro Signore. E (opra 
a Jertco un miglio fi piglia la via d'andar dritto alla Quarantana , do- 
ve il Signore digiunò quaranta giorni , e quaranta notti , e di fi ap- 
preso un migiio in circa verfo Ponente piglierai la via appretto al fo- 
pradetto albergo, e va' fopra un piano;, e poi ti volgerai all'in sì\ x q 
troverai molte belle cafe, dove Ci fa il zucchero; e andando pur all'in 
su* troverai quel fiume, il qual era tanto fortemente fatato, che gua- 
itava tutto quel paefe , e madidamente la pianura ; e in qualunque 
luogo , dove aveva il fuo corfo ; ficchè tutte le erbe fi feccavano ; di 
li venne una volta, che Elia Profeta pafsò di qui, e vide, che l' ac- 
qua di quel Fiume guadava quel paefe, fubito lo (congiurò , e fubito 
quel Fiume divenne dolce, e faporito; e q\A i perdono fette anni, e 
Settanta giorni -, 



fc*. 



AL S. SEPOLCRO; 

Monte eccelfo , dove il Signore digiunò . 



% 




Siccome il noftro Signote digiunò quaranta giorni, e quaranta riÒP 
ti ; in quefto luogo fi va in su verfo la Quarantana a man dritta 
fu una gran falita , e quivi troverai due vie a man finlftra , ma pafc 
ferai le dette vie, e anderai dritto alla via del Monte, circa una ba- 
leftrata troverai una porta a -piedi del gran Monte , la qu«l è molto 
forte , e dentro di quefta è un orticello ; a man deftra troverai una (ca- 
la di pietra, e per quella anderai fui Monte; in capo della fcala tro- 
verai un' altra porta , e pafferai , e anderai più in su , dove troverai più 
fcale , e più porte molto fortiffime , e (opra di dette fcafe troverai una 
grotta y ovvero caverna , andando qui dentro , troverai una cafa , e 
quando guarderai qui giù nella Valle , ti parerà di toccar il Cielo , tan- 
to è grande di altezza ; quivi a lato è una fcala , la qua! va in una 
Cappella nella quale è un'Altare, e in quefto luogo Ci riposò il noftro 
Signor Gesù Griffo, quando fu affali to dalla fame, dopo che egli eb- 
be finito il fuo digiuno, e quivi lo tentò il Demonio , quando diffe : 
Si filtus Dei es , dk ut iapides ifti panes fiant . La detta Cappella è 
quadra, ed £ dipinta con pitture Greche. Prima come il 'Demonio' tor- 
to il noftro Signore, e poi gli mcftrò il gran Teforo del Mondo, lo 
fon flato fui Monte eccelfo , il quale è più alto, che non e la Qua- 
rantana, ed è lungi dalla Città due miglia, e di fopra è una cafa di- 
fabitata : e quefto Monte è molto cretofo, e lenza erba, e giù non &• 
altro, che Monti, e Valloni, di fopia via, e fenza acqua . Nel detttf 
luogo il Demonio tentò il noftro Signore, dove egli diflfe : Si Filius Dei 
es, &c. Ti dico, che egli è un divoio luogo, e più che fia di là dal 
mare ; e P altezza della prima porta per infino su la Cappella fono fca- 
glioni trecento , e ottanta due numerati t e corwenfi andar P uno dopò 
V altro» e qui troverai pietre, le quali fono nere, le quali pietre t^fo 

&f 3 




<,$ . 3 . .Piaggiò 

li Demonio dianzi al noftro Signore , e diflègli , che le /acefTe divenir 
pane, e man gì affé : ] e dette pietre hanno gran virtù; e qui è di per- 
cono m pena, e di colpa. 

IL BEL PIO N T E. 

C£? <? appreffo Damafco, 

El cammino di andar a Damafco , e 
/ qudlo, che fi paga per la via di paf- 
faggio per tornar indietro a Jerico . Quivi 
fono d ; belli Giardini , e quivi pigliane i 
Pellegrini le Palme, le quali fi comprano 
da' Saracino e ritornano in Gerufalem , e 
poi in Caffo, e da Caffa venimmo per Mar 
in Cipro ; ma fé vuoi vedere una Città Im- 
periale , che è Damafco , fonovi fei giornate 
r da Gerufalem 3 Damafco , e per la via fi 

pagano affai raffreni : come tu ti parti da Jerico per andar a Dama- 
fco, anderai femnre tra il levar del Sole, e tramontana : e quando tu 
fei dilungato da Jerico fette miglia, troverai una cafa , dove Ci paga 
mezza drama per uomo di paflaggio, e come tu efei dal piano un 
miglio lungi dal fiume Giordano, troverai un colle, dove è una ca- 
fa, ivi troverai un fiumicello, che ha un fafib, e anderai infino alla 
Città di Sardinale , e quefta è pò fi a fopra un mónte, il qual è molto 
forte.* in quefta Città non vi abitano altro, che Criftiani , e quando 
capita un Saracino in quefta Città, non dura un anno , che gli con- 
vìen morire; e quivi ogni cofa è a buon mercato. Il Monaftero di S. 
Maria di Sardinale e porto fopra la Città fu un Moate, che i;ar una 
meraviglia a vederlo, e ivi Hanno i Canonici Soriani , li quali officia- 
no detta Chiefa : ella è fatta in tre navi con dodici colonne , che fc- 
ftengono detti conerti: All'Aitar maggiore vie una fineftra alta, e den- 
tro della fineftra è una Imagine di noftra Donna, la aual fembra effcr 
viva; e da quella Imagine e(ce un olio, il qual ha molte virtù ; in 
capo di fette anni il detto olio fi converte in carne, e guarifee ogni in- 
fermità , fcaceia le tempefte, e fortune del mare ; e quefto l'ho provato , 
perchè ne portai di qua dal Mare , e ne feci la prova . 

DEL LUOGO, DOVE ANANIA PROFETA BATTEZZO' 

S. PAOLO APPOSTOLO . 

Dico, che quando vai per la ftrada dritta, troverai una ftrada , do- 
ve lavorano li Merceri , e pafTando per Damafco , e andando a 
man finiftra, dove fi dipingono i vetri, troverai una bella Chiefa gran, 
de a modo di un Vescovado , la qual fecero i Crifliani , ma ora la ten- 
gono i Saracini per loro Mofchea , ovvero Oratorio , e fta ivi il Ve- 
feovo Loc^dis ed in quella battezz Anania il difcepolo del Signore 
Saulo, e pofeli nome Paolo; e quivi e perdono fette anni, e kiuntà 
giorni • Evvi ancora una ftrada , dove fi vende la carne ; e una porta 

di 



AL S. SEPOLCRO. ? r 

di medilo , la qml porta tiferò i Tart.iri in Gerufalem nel Tempio 
del Signore, e fu condotta tu Dunafco , e vi fono molte Chiefe de* 
Criftuai in detta Città, molti Corpi Santi, e Reliquie. 



Dove il noflro Signor Gesti Cri [lo convertì S. Paolo 
Appojlolo . 

QUando tu efci da Damafco fuori della porta verfo Oriente , cam- 
minando tre miglia in circa , troverai un colle di un Monte , e 
lopra il detto colle è una Chiefa, la quale tengono i Greci Crifliani a 
far penitenza deMoro peccati , cioè fono tutti Eremiti , e in detto luo- 
go apparve noflro Signore a S. Paolo, quando gli dille : Sante, Sanie, 
cur me perfequerisì ravveduto S. Paolo pendili, e menò tutta la fua 
famiglia in Damafco; e quivi è gran perdono. 




11 luogo , dove Cain uccife Abel fuo fratello . 

Ove Cain uccife Abel fuo fratello; di- 
co , che fui monte che è a lato a Da- 
maico vi è una Chiefa, la qual tengono iSa- 
tacini per loro Mofchea, cvver Tempio, e 
in quei luogo fu fatto il primo omicidio del 
ditto Abel , il qual fu ammazzato da Cairi 
fuo fratello, e dopo quello omicidio fi feccò 
il detto Monte per sì ferro modo, che mai 
non rinverdì, e così fecco fé ne ftà anco- 
ra . Io dimandai al mio Interprete, come la 
detta Chiefa, ovvero Mofchea eratattaden- 
tro, ed ei mi difTe, che in élla Chiefa era un fafTo con una grotta, dalia 
quale cadono ogni Sabbato cinque goccie di fangue , per quello i Sara- 
cini hanno a quello luogo non poca divozione: la fchiarta ri mafia dall' 
invidiofo Cain ha la maledizione , così che non può (lare in alcun luo- 
go pih di tre giorni , e fé di più vi flefle , diventerebbe rollo il lor 
corpo verminoìo, e morirebbe . Ancora non può flar al coretto per 
RÌun modo, e fa di mefiieri , che vada vagando da un paefe all'altro; 
fi ripofa femore alla campagna con tutta la lor famiglia , e im (ferzi e , 
fon fimiglianti alle Simie, e fono negri, come carboni, mal fatti nelle 
loro pecione , differenziato il fuo veftire da gli altri , e quando» fi ap- 
prefTano a Terra , o Città , ficcano un bordone in terra , ed intorno a 
quello bordone tendono le loro mafia ri zi e , e le lor beitìe di fuora via, 
e poi entrano nelle Città, e vanno mendicando , e vanno dileggiando 
chi gli fa de! bene; e fé tu gli domanderai dì quello, che dee incon- 
trare , o avvenire ad alcuno te lo diranno . EfTendo io un dì , feci 
domandare a un di loro, che ci dictfle quello,- che dovea avvenir ai 
mio compagno; rifpofe , che in breve tempo tornerebbe alla Patria ver- 
fo Ponente E' da faper, che di là dal Mare loro ci chiamano Ponen- 
ziani , e danno ad intender, che noi fiamo in capo il Mondo, per© ci 
ckiamatto Ponenziani ; e mi diffe il vero del mio compagno, però, eh* 



M 



egu 



9 t VIAGGIO 

egli non flette troppo , che pafsò di qua , e io vi rtmafi , poi gli fu 
dimandato di me, ed egli ditte , che io invecchierei con fieuro cuore , 
e che io penfava di far molte cofe, e cercar molto de! Mondo; ed è 
{tata la verità, però che quando io ero in Cipro, non potei andar in- 
nanzi , ne tornar in dietro , e trpvommi lungi da Venezia 200. mU 
glia , e non ebbi mai ancora altra gente per me , fé non della Città di 
Gerufalem , e per andar a S. Catterina , mi bifognava più di 40. fiori- 
ni , ma come piacque a Dio , il qual mi provvide del mio bifogno , 
per modo che ebbi oro, e moneta, e compagnia affai ; ficchè io diedi 
fine al mio Viaggio, foddisfeci il mio voto, paffai tanto di là da Ge- 
rufalem, quanto è da Damafco a Gerufalem, e così pattammo per il 
deferto, e Tempre per terra, tanto che fiamo giunti con l'ajutodi Dio , 
dove noi volevamo effe re ; poi tornammo a dietro , e pattammo quafi 
il tempo di un anno, innanzi, k di tornare nella Terra Santa Gerofp- 
limitana . 

La Chiefa, dove è la Sepoltura dì Noè. 

DEI luogo , dove Noè piantò la prima 
vite ; il cammino, che mena al Cai- 
ro , e Barutti ; dico , che quando tu defide- 
ri portarti verfo la Città di Barutti , la quaP 
è fiata una nobile Città, e già vi flette un Re : 
tu anderai il primo giorno per quella via , 
che fi vuol andare a Damafco verfo Ponen- 
te , e l'altro giorno pattammo noi per una 
[gran Valle , donde patta un grotto fiume , 
(ed è una difpiacevole via ; e andando così 
pitre, giungemmo in un piano nominato Mai : in queflo piano giunfe 
Noè , e quivi fi ridutte con la fua famiglia , e quivi fi pofe ad abita- 
re ; e dopo quello , fecondo il Comandamento di Dio , offerfe Noè a 
Dio il Garobeilo , e )' Agnello , e mife il fangue di quefti due animali 
in una fotta , e di quefto fangue germogliò la prima vite , e Noè fu il 
primo che pigliatte i grapoli, e bevette del vino ; e di fopra del pia- 
no verfo Damafco , andando verfo Barutti fopra un^ colle v' è una 
Chiefa rotonda , e di dentro ritrovafi la fepoltura di detto Noè , ma 
i Saracini la tengono per loro ; e ivi è remiffione moltp grandif- 




IL 



IL 



AL S. SEPOLCRO. 

MONTE, DOVE RIMASE L' ARCA 

NOE' DOPO IL DILUVIO. 



DI 




!UoWdovB àóW mt Farcà* 

Dico , che come vai per un piano , giungerai ad un Monte ; a pie* 
di di detto Monte troverai una Cafa, e ivi fi alloggi J a fera, e 
l'altro dì fi va fopra il Monte, dove il detto Noè edificò P Arca, la 
qual fu lavorata, e fatta di legname; e cefiato il Diluvio , rimafe P 
Arca in Armenia Maggiore fopra un grandiflìmo monte. La faliradel 
Monte, dove è fiata l'Arca, è malagevole, e difconcia , e fpeflb vi è 
neve, per modo, che con grandiffima fatica gli afcendemmo fopra, e 
fummo in grandiffimi pericoli, e la notte refiammo in un albergo affai tri. 
Ito, e dolorofo, e la mattina per tempo pigliammo il cammino verfo Barutti « 
PORTO DELLA CITTA' DI BARUTTI. 




n VIAGGIO 

Dica, che Baratti'- % fiata una Città Reale, e flettevi un Re, ed è 
porta a lato al Mare ; dinanzi vi è una gran felva di Pini > e i 
Criftiani 'P acquiftarono una volta , e dentro gli edificarono una Chie- 
fa, e chiamavafi S. Salvatore, la qual Chiefa la tengono , e officiano 
li Frati fcalzi di S. Francefco . La Chiefa è dentro grande , e fpazio- 
fay ed è fiato un grande edificio; e una volta fu un Criliiano, che fla- 
va in quello luogo, il qual fi partì , ed ivi iafcìò una Croce: ora av- 
venne, che un Ebreo invitò tutti i tuoi amici , e parenti a defilare : 
efTendo effi a manfa, venne dinanzi a lui la detta Croce, egli la prefe , 
G battella, e legolia ad una Colonna, e poi tolfe una Lancia, e ferilla 
nei lato dritto, e ne ufcì (angue, ed acqua: ad uua tal villa gP invi- 
tati fi fpaventarono moko, e Prìb.-eo fi volfea loro , e dtily. O voi figli- 
uoli d'Ifdrae le avete veduto quello gran miracolo; ma acciò, che noi fia- 
mo più certi, fé quefto è Figliuoi dì Dio, voglio , chi facciamo pro- 
ve con quefto Sangue ; e così trovomo un cieco , e li pofero di quefto 
Santiffimo Sangue agli occhi, e fatino il cieco ebbe il iume. Attoniti 
per un tal Miracolo gli Ebrei , fi convertirono , e Ci fecero battezzare . 
In quefto luogo è (lata edificata la detra Chiefa a laude , ed onore di 
$. Salvatore, e quefla Chiefa è mezza fotto terra, e ha due porte , do- 
ve dinanzi all' Altare ftanno continuamente due Lampade s e quivi è 
gran perdono. 

DOVE S. GIORGIO UCCISE IL DRAGONE . 

SE vuoi andare al luogo, dove S. Giorgio uccife il Dracoae , dal 
quale liberò la Figliuola del Re di Barimi ; alla parte del mare a 
man dritta troverai una Rocca, e dirimpetto troverai una Chiefa fatta 
a modo di una cafa quadra, e dinanzi alla detta Chiefa apprelTo il .mu- 
ro è una fofla , nella quale fece S. Giorgio gìttare il Dracone,e quel- 
la feiTa non fi potè mai riempire; però ch'ella ha gran fondo , e qui- 
vi a lato della detta foffa Vii luogo , dove il detto Dracene dimo- 
rava , ma il detto luogo V tutto fcavato ; e gii e di perdono fette 
anni. 

Quando capi fai da B arutti in Alexandria • 

QUaado ebbi cercati quei Santi luoghi, cioè Gerufalem , Ebron r il 
paefe di Samaria, la Galilea, Damafco , e il paele di Soria, do- 
po io capitai a Barutti , e voleva andare a Santa Catterina , il qual è 
troppo lungo Viaggio da fare : perocché fi convien andare per il Rea- 
me di Gazza, e P altra via è del Fiume Giordano, e fi va da lato al 
Mar Roffo , dove profondaron le fudette cinque Città ; e quefto è il 
peggior Viaggia degli altri , e per quefto nefluno di loro fi volle met- 
ter in pericolo di venirci ; ed ecco, che capitò una Galea nel detto 
porto, la quale tiene il Soldano di Babilonia, lontana trecento miglia, 
e da Alexandria a S. Catterina vi fono trenta giornate ; e così rat ac- 
cordai col Padrone della Galea in molti fiorini , perciocché da Barutti 
Un là gli fono fettecento miglia % e così navigammo nel nome delPOn- 
aipotente Iddio, e giungemmo in pochi dì a Trocheo Città di Tripo- 
li 13% 



Al S. SÈr L C X 0. 9S 

li ili Soiìa, e poi giungemmo al Mar Maggiore, e navigammo lungo 
tempo, tJnto che venne un vento contrario, e queftò vento fi chiama 
Garbino , della qual fortuna avrei affai che dire ; ma in verità io vo- 
glio abbreviarla , dico folo , che dubitavano rno di fommergsrfi in detto 
Mare; ma come piacque a Dio , il detto vento cefsb , tanto che noi 
navigammo lungo alla riva della Marina , però che noi perdemmo l* 
arbore d,x far vela, e giungemmo in pochi dì ad una Città, la qual fu 
già del Re Faraone di Babilonia , e qui tenea egli il fuo teforo , e 
qui corre una fiumana , la qual efee dal Paradifo, ed è chiamata Fi- 
fon, e anche palla per li paefi dell' Etiopia , e cinge l'Egitto, e vie- 
ne appreflb alla detta Città, e poi cala nel Mare, ed è un groffo fiu- 
me, che porta ogni Navilio, come Conche, Splnazze , Galere , Saet- 
tine , e altri Legni ; vi (ono molti miglia dalla città di Tunifi al 
porto . 




DEIIa Città di Tunifi, dico così, che è fiata una bella Città edi- 
ficata fopra il letto del fiume chiamato Fifon : ma una volta vi 
capitarono molti uccelli felvaggi , e mangiavano , e mordevano forte- 
mente; la gente di notte nel letto, per modo *a!e , che la mattina era- 
no tutti gonfi, e maltrattati, che non fi conofeevano P un l'altro. E 
per quefto quefta Città, la quale fu per il tempo pafTato molto bella % 
t abbandonata, e difabitata ; e noi con le noffre Galee arrivammo nel 
porto, ma noi non fi potemmo accollare alla terra , perchè il Mare 
non era ancora tornato in bonaccia della fortuna, che avevamo avuta, 
come di fopra vi ho detto ; ma fra tanto vennero trenta Saracini , e 
fi accodarono a noi , e ci menarono a terra, e cercaronci per veder fé 
noi avevamo danari, acciocché noi pagaflìmo il paiTaggio > ma non ci 
trovarono nulla addciTo, e così non ebbero niente, e quivi comprai Pe« 
ice per un dinaro, e a 5 ebbi unto, che averebbe ballato a dodici per- 
foro: 



9 6 V J A G G 1 O 

fone: poi fi partimmo dal detto Porto, e con i'ajuto di Dio navigane 

mo in Alexandria. 

LA CITTA' DI TUNISI. 




CITTA' 



ALESSANDRIA. 



DIcovvi della Città di Àleffandria , e (va (Ito . AlefTandria £ urté 
nobile Città circondata d' intorno con altiffime mura , vi fona 
dentro belle cafe , e Palazzi , * la detta Città è porta a Iato ìì mare 
con un bel porto, e il fopradetto fiume chiamato Fifon patta per 
mezzo la Città, il quii fiume, come ho detto vien dal Paradifo Ter- 
refìre ; e in detta Città vi fono molti Mercatanti , e altre genti , e 
quella Città è lontana da Babilonia , dove da il Soldano , trecento mi- 
glia « 

Della Pietra , dove fu tagliata la tsjìa a S. Giovanni 
Battifta . 

IN AJeflandna vi è la Chiefa di S. Giovanni Battifta , e in effa chie- 
fa vi è la pietra, fu la qual fu tagliato il fuo Santo Capo, e que- 
fìa pietra fu portata dalla Città di Sebaffe in Samaria , ed è polla in 
detta Chiefa di S. Giovanni, ed e un evidente miracolo, che fopra la 
detta pietra niun Saracino gli pub federe, e quando alcuno fé gli po- 
ne a federe, incontinente fi empie di bolfe per lo vapore, che e (ce da 
Quella pietra . 



A 



Del luogo , dove fu tagliato il Capo a $. Qàtterina Vergine 
e Martire , 
PprefTo al detto luogo vi fono le cafe ? che furono di effa S. Cat- 
arina,, e vi dimora PArmiraslio de i Saracini , e andando dritto 

per 



AL S. SEPOLCRO. » 

per la ftrada della Terra a man (ìnilira, vi fono due colonne di mà^ 
mo a Iato di una Piazza è una gran cafa, quivi fu tagliato il capo a Si 
Catterina, e in dettò luogo i fedeli Griftiani fecero tare una Chiefa $ 
ma vi fiatino dentro i Saracini ; e dicefi, che vi è perdono di pena, e 
di colpa . 

Nw'Ua fopradetra ftrada vi è là Chiefa , dove fu tagliata la tetta al 
gloriofo S. Marco: la detta Chiefa è bella, ed è officiata da' Greci, e 
vi fono di perdono fette anni , e fettanta giorni • 

Il luogo ? da dove fuggì S. Atanafìo J»er paura della perfefcùzioné 
dell 1 Imperatòr di Collanti nopoli , e per confermazione della Fede Cri- 
ftiana egli fece quel Simbolo , che dice : (Juìcumque vult falvus ef- 
fe , (ffc. E quello luogo è fuori della Città di AlefTarìdria circa un mea» 
zo miglio . 

IL CASTELLO DI Ì>HARSÒNi 

COme io mi partj dalla Città di Alexandria, andai iti Babilonia \ 
e al Cairo : e quando ebbi cercato le predette Città, e luoghi , fi 
partimmo dalla détta Città d\AlefTandria per andar al Cairo , e nel 
detto camminò , quafi ad un mezzo miglio , trovammo il porto del 
Fiume Fifon , ed ivi entrammo in una Nave di Soriani y drizzammo' 
le vele verfo il Cairo, e Babilònia; e andando noi così fu, per il fiu- 
me, li qual viene dal Paradifo Terreftre , ed è ih alcuni luòghi largò 
tre miglia , e vi fon molte Ifole lunghe * e larghe ; fu queftò fiume 
iioi trovammo Uccelli bianchi con gran becchi ; limili a quelli di Ba- 
tavia fui Danubio , i becchi de' quali fi adoperano a gittar P acqua 
fuori delle barche, e anche li Soriani gli adoperano nelli medeilmi jer- 
vizj ; navigando noi più oltra, trovammo ancora altre ragióni di Uc- 
celli, quali fi chiamano Pàradifi ; fono sì belli, che è una meraviglia 
a vederli, tanto hanno variate le penne 3 navigando più citra, fi trova 
tm Catella chiamato Pharfon , e qui appreflb a quattro miglia in circa 
V'è la Chiefa di S; Macario; 

Dd Monaftero di S. Macario , il qual e grande , ed e dentro uni 
bella Chiefa, che £ coperta di piombo, e ha tre coperti con dieci co- 
lonne; dentro vi l una fepoltura, nella quale è il Corpo di S. Maca- 
rio, e in quello Mònaiìero fi fatino grandi elemofine dì pane , e di 
di datteri a chi vi capita ; e ivi è perdonò grande . E da poi ripartim- 
mo, e andammo al Cairo, deve dimora -il Soldario ; e giunti , che 
fummo ivi ; entrammo in una ftrada , che \ chiamata Campo Camelli i 
e quivi albergano i Criftiani, e albergammo eoa un Criftiano-, che er«i 
Greco * 



.#" Q&Ì* 



S* 



VIAGGIO 



QUESTA E' LA GRAN 




DEL CÀIRO s e di Babilonia ti avvifo , che fono due Città (otto 
governo di Signoria, in un cerchio di muro. Hanno due titoli, 
ovver nomi • L' una è chiamata Cairo y e l'altra Babilonia; quando io 
fui giunto >ìle due Città, e veduto le loro grandezze , e meraviglie , 
ne feci quefta memoria . 

Della differenza della Città del Cairo , e di Babilonia, cioè quanto 
fpazio è da una alT altra • Facciovi fapere, che le Città del Cairo , e 
di Babilonia fono qdafi una medèfima cofa infìeme , fé non che li Bor- 
ghi del Cairo vanno infino ad una Chiefa nominata S. Martino di Ba- 
bilonia , e vi è fpazio un mezzo miglio in circa da detta Chiefa dall' 
una Città alP altra) ed evvi gran differenza dì gentilezza dall' una Cit- 
tà all' ultra é 

Dtlla gnn Città del Cairo, dico, che ella è grande, ed è tutta pie- 
na di ge>ne, pe*- modo, che mai fi pub andare per la terra fenza cal- 
ca , o ftnza effe te urtati ; e dicefi , ha> gira d' intorno trentadue mi- 
glia, non computando in parte alcuna la Città di Babilonia, 

Ver- 



AL S. SEPOLCRO, 
CITTA 1 DEL CAIRO. 



99 




Verfo il Levante fono gran Montagne, dove fi cavano le pietre pre- 
ziofe , e in quella fu già una nobtl città nelle pianure: ivi fi repelli- 
fcono i Saracini ; e dìcefi , che la diftanza del Cairo \ e Babilonia è sì 
grande , che un Corriero girar non le potrebbe , benché avefle tempo in 
due giornate j ma fibbene in tre giorni ; però peniate fé quella Città 
poffiede quella nobiltà, la qual pcfliede con Babilonia il Cairo ; onde 
credo, che il Mondo non ne abbia maggiore. Anco mi fu dette, che 
un veloce Corriero , levandoli la mattina per tempo , e andando da una 
porta all'altra, non potrebbe egli giungere innanzi il tramontar dd So- 
le : quello accade per il gran numero del popolo , che camminando s* 
incontra, e s'urta, così che non fi può camminare quanto. fa di bifo- 
gno e per quello non può arrivare fé non tardi. 

Ora dicovi delle monete, che fi Ipendono in detta Città , le quali fono 
di rame, di piombo, di bronzo, e limili cofe vili, e di picciol prezzo; 
quando vuoi comprare qualche cola , tu lo pagherai di tal moneta , perocché 
»en ve ne corrono di altre , e eoa effe li compra ogni cofa neceflariao. L3& 

altre 



io» VIAGGIO 

Diciamo del Cartello, che è nel Cairo, nel quale dimora il Solda* 
lio : dico , che il detto Gattello è in piazza a piedi del Monte , e qui- 
vi (la il Solfano con i Bironi , de i «juali fi fida : nel detto Cartella 
fi vendo ri le Perle, ed altre cofe preziofe, perocché i( Solcano tiene 
quelle Montagne, ^ove fi cavan dì querte Pietre, cioè Smerarldi, ru- 
bini, diamanti, zaffiri, cakidoni , fardoni , fardi , crifcpachi , ovici , 
crifotti, bufili, topazj, iacinti, crifopazj, e di molte altre forti pre- 
zlofe ; e chi volefie andar prefto per la Città , convien prendere certi 
fomieri a vettura, i quali fonocoij felle, e rtaffe, come fé fodero Qavaììi, 
de i quali ve rie fon quaranta mila, e fempre fé n» trovan fui mer- 
cato, e per le vie in ordine, perocché non fé ne adoprano ad altro , 
fé non a cavalcare , ed andar a follazzo per dette Città . Ora tfireoaa 
della gran quantità de 5 Criftiani rinnegati , i quali il nortro Signore ri- 
comperò col preziofirtìmo Sangue , e 1' hanno rinnegato , e dimorano! 
nell'eterna dannazione. Alcuni lo hanno rinnegato per il dinaro , al- 
tri per altre cagioni, e di querti ve ne fono trenta mila , Poi fonavi 
altri Gambelli da fomme , da tirar carri, e vi fono vetturini , cibi be- 
ftie da cavalcare, come ho detto, E fonovi mulianbìanti cinque mi- 
le, e ottocento . Vi fono delle loro Chiefe, ovvero Mofchee mille, e 
feicento , ie quali fono fenza campane , ma quando viene il tempo di 
fuouare, va un Saracino fui campanile, e nuncia al popolo la loro da n- 
nofa, e mortifera fede , e così fanno eflì a tutte le ore del giorno eoa 
il ior batocchio, fi come facciamo noi fecondo le nortre campane a 
fuonar le ore . 

Ne! Cairo tu troverai d'ogni generazione di linguaggio . Prima fo- 
no li Gridimi Latini, cioè Italiani, benché pochi, ma vi fono artat 
Greci , Nubini , Giorgiani , Teopiani , Jacopini , Armeni , Crirtiani del- 
la Cintura , Schiavi , e Boemi , tutte querte generazioni fono Criflia- 
ni, ma noi non crediamo, che fiano buoni, e loro credono efTer mi- 
gliori di noi. Vi fono anco Turchi, Tartari, Indiani, Ebrei, Sama- 
ritani, Saracini, Arabi, e Barbari, e tutte querte generazioni fono dif- 
ferenti dei vertire, di linguaggi, di fcrivere , e di leggere, di modo ta- 
le , che faciliflimamente fi conofee P uno dall' altro . 

Diciamo ora del paefe d' Egitto ; dovete fapere , che il paefe d' E- 
guto dal Cairo, e al Mare di Barbarla in Arabia , fino al paefe d' li- 
draeie , tutti detti pae(i fono pianure^ e rare volte gli piove , e non fi 
trova altra acqua fé non de' fiumi , che vengono dal Paradifo , cioè dol 
fiume Fifon, e della fontana della noftra Donna ad un, *picciol paefe , 
che fi chiama JVIeraglia, che per gran calore gli vengono le Rondine 
&! tempo dell'Inverno, e vi è buona aria, e buon edere per pigliarli 
piacere . 

iva^ioneremo delle fiumane , che vengono dal Paradifo , come fi tro- 
ya per fcritcyra ne 1 libri de' noftri antichi Padri. Dicefi che dal Para- 
difo, Terrertre vengono quattro fiumi : uno è chiamato Fifqri , il qua! 
parta per l' India, i 1 altro Tigris, e quello parta per Soria , il terzo l' 
Eufrate, il qual parta per Caldea: il quarto Seon , il qual cinge l'E- 
tiopia, e una parte va in Egitto. In querti paefi hanno certi piccioli 
ferri, che fon larghi due fpane , i quali lavorano i terreni , e in ambe 
le mani tengono uno di q\M ferri, e così quelli coprono la femente ; 
glia, - -noijtermine nafee , e li governano di modo, che per la Ferta di 

S. Gio- 



AL S. SEPOLCRO. i*t 

S. Giovanni fanno il raccolto, cioè leggano, battono, e ripongono, a 
per ogni {'.rione raccolgono per cinquanta, e cosi van le lor coli; e 
poi venendo mezzo Ag >fto comincia a crefcere il detto fiume , e a 
mezzo Settembre rimangono !e terre afciute , e poi di fopra femfnan 
il loro grano , e a mezzo M .rzo han del grano nuovo , e quefto dura 
più , e conferva!! meglio di quello , che colgono 1' Eftate : e quefto è 
dove corre il fiume Fifon : quefto fiume cinge tutto il paefe d' Egit- 
to, e in quel paefe, come ho detto vi piove rare volte, che appena il 
terreno piglia 1' umidità , che fi pofta lavorare ; tofto («minano li loro 
ferreni (otto brevità, come vi ho detto. 

ELEFANTE, 




OhS K^^^M «**«&» in quefia formar 
meraviglia; "Xio e naTh»™ Pe '°' * d * ? Srande ' cha è 0Ba 
ha il capo molto orinrf. i- "'"I 3 - W Bra fé non nelle lpalle, ed 

derlo, e P hHd;tìtV5 "^ ^ ed è "fa fpaventofa ave- 
Io, ovver nafÒ di fònrL >• dl fW a* del,a bocca un braccio • e *» nifa ' 
da terra ciò, ch'Ul? * • ° S ° ? n ? a terra ' e con 9«efto ni ^ aio leva 
le di Dracone a come TWVW* ^J™ C ° me ^ 
do porta magg or «£ t?Jf l J^S*" * el P !e ^ rotondi , e quan- 
Torre di legni con SLV, ° P"i forte va : ? orn ** li «ddoffo una 
iegno «a *renr a uommt dentro, con vettovaglia , faflt , e 

aìa-c 



io* VIAGGIO 

altre arme appartenenti alla Battaglia ; io vidi un dente di Elefante , 
il qual comperò un Mercante Veneziano per trentafei Ducati, e lo 
mifurai, che era per lungo quattordici (panne, e groffo quattro , ed 
era così pefante > che io non Io potea levar da terra . 

LA GIRAFFA. 




LA Giraffa $ quafì fimigiiante alla Capra: il fuo corpo di fotto * 
fatto quafi come una rete da pefcare ; li piedi di dietro m tono 
molto corti, e quelli dinanzi fon© lunghi, e quando fi rizza dritta , 
ha il collo tanto lungo, che è una maraviglia a vederli; e veggonh 
uomini, donne, e fanciulli con quella lenza numero, e fono tutti ne- 
ri; e fonovi de' Leopardi, e molte alrre fiere fenza numero , delle qua- 
!i io non fo il nome loro, e non mi rammentai di domandarlo, perette 
il ncftro Interprete non era con effo noi • 



CA- 




AL S. SEPOLCRO, io* 

CAPRA MAMBRINA. 



CHi crederebbe , che la Capra portafFe 
fella, briglia, ftafle, pettorale , groppie- 
ra , e altro , come fanno li Cavalli , che fi 
Jan no a vettura ; ma io credo certo , che 
Fofle delle Capre Selvatiche di quei paefi,per- 
che quella aveva le orecchie lunghe fino a 
terra , e le corna , che voltavano fotto la 
{bocca, e un uomo gii era a federe in iella , 
il qua! fuonava le gnaccare con ambe le 
mani • 



DELL' UCCELLO STRUZZO* 

DE1P Uccello chiamato Struzzo, dico , che lo Struzzo è alto , quan- 
to è un Cavallo ben grande, e grotto di corpo, così che per la 
fua groflezza, e grandezza non può volare : porta egli un uomo a ca- 
vallo , ed è quello , che fa quel uovo groffo , il qual uovo noi appic- 
chiamo nelle Chiele dinanzi agli Altari, ed ha le fue penne morbide* 
e fine quanto la feta , le quali penne fi vendono per V Univerfo , e 
chiamanfì penne di Struzzo. 

Della Fontana di Maria Ver gin? la quale è in Egitto i, dove 
nafce il Balfamo . 

Dico , che fuori del Cairo , e di Babilonia circa tre miglia è ung 
cafa , che e chiamata MafaKa t dove la gloriofa Vergine Maria 
fuggì in Egitto per paura del Tiranno, cioè del perfido, e crudele Re 
Erode, coi fuo dolciffìmo Figliuolo noftro Signore tìesù Grido, e con 
effa fé ne andò S* Giufeppe , e quando la noflra Donna gtunfe in quel 
luogo, ebbe gran fere, e guardò il fuo diletto Figliuolo, e difle ; Fi- 
gliuolo mio cariflxmo, io ho gran fete , e incontinente forgette una 
picciola fonte, ed ella ne bevette , e Giufeppe eoa lei in compagnia , 
e poi dopo quefto lei lavò i pannicelli al. fuo dolciffimo Figliuolo con 
l'acqua della detta Fontana; e nel detto terreno, e luògo nafce i! pre- 
ziofiflìmo Balfamo, e non nafce in altro luogo ; e Ci dice, che la sam- 
ba, ovver pedale, fui qual nafce il Balfamo è della groffezza del brac- 
cio di una perfona, ha le foglie, come il Bafalicò de'noft'ri paefi , eoa 
certe corna chine lunghe , ma ne fanno poche , e continuamente ne 
crefee qualcheduna * L'Orto, dove è il Balfamo è muYato d' intorno di 
un forti/fimo muro , e il SoMano lo fa guardare , e ftanvi d* intorno 
molti Cavalieri fotto de 5 lor Padiglioni , e tende, come fé (lederò In 
fentinella intorno a qualche Città ; ed ivi e una bella fortezza con una 
bella Fontana J nella quale fi bagna tutta la gente , che va in detto 
luogo : e ivi è una pietra in una fineftra, fu la qual fedette if noftro 
Signore . Della ruota , con la quale lì tira V acqua per adacquare il 
Giardino del Balfamo , dico , che è un evidente Miracolo sdii Criftia- 



1«4 



V I À Q G ì 6 



e alli Saracini, perocché ivi è una Fontana, é foprà quella Fon* 
tana è una ruota, con la qual fi tira l'acqua per adacquare il Giar- 
dino del Balfamo, è la detta ruota gira d'intorno cori un parò di Bo- 
vi , e quando li detti Bovi fono fianchi, ve ne attaccano un altro pa- 
ro' il Sabbato quando il Vefpero fuona , li fopradetti Bovi non vcgl tori 
piti tirare , rìt girare la ruota per iniino al Lunedì nei levar del Sole : 
onde una volta fu un Soldano , che yolfe pur provare, a andovvi egli 
fteilb ' 7 e fece poner due para di Bovi alla detta ruota, é ìt fece lega- 
re , acciocché tiraffero , e provò tanto , che guadò ben dieci para di 
Bovi, e non potè far tanto, die giraffero la ruota, e traiiero dell' ae» 
qua per adacquare il Baifamo * 

CHIESA DI S. MARTINO 

La quale è tra il Cairo , t Babilonia • 

DIc$, che S. Martirio fu già Vefcovo «li Alexandria $ il qual ebbe 
la fua Chiefa tra il Cairo, e Babilonia, e in quella Chiefa e it 
fuo Santo Corpo * e i Nubini tengono quella Chiefa , e quivi fi vede 
ig f ao Corpo > qui \ di perdono fette anni , e fettanta giorni . 

TORRE DI NEMBROT, O SIA 
BAB \ LONI A VECCHIA. 




TìÉL» 



AL S. SEPOLCRO; 



i«* 



DEIlà gran Babilonia raccontavi quello , che da degni Soggetti del» 
la fila Nobiltà mi fu detto. Dovete fapere, che vi fon due Ba- 
fellonie : la Torre di Babilonia è alta cinque mila patti , e qui fi divi- 
fe il parlare in fettanta due linguaggi , e le mura della Tórre fonò 
grotte ducente Canne , e la fua larghezza gira d' intorno quindici mi- 
la , e ottocento paflì , ed e quadra , e fotto la detta Torre paffa un 
grotto fiume, che vien dal Paradifo Terreftre, il cjual è chiamato Eu- 
frate: la Città è larga quindici miglia, e alrrettanto di lunghezza 1 
altezza del murò, che là cinge è ducento Canne , ed ha ottanta pòrte 
di ferro: la Città e rovinata, ed e lungi da Babilonia di Egitto tré- 
cento giornate, e non vi fi può andare, né alcuno vantar/i può d' èi- 
lervi flato ( fàlvO alla lor pace ) che non è ìa verità , péro che ho pro- 
vato per volervi andare, e in verità non gli potei mai giugnere ,. vi 
fonò beri io flato appretto , è dirovvi in che modo . Fui a Oarbalcò , 
ini voltai verfo una Città , che fi chiama Sàrdinale , e per quella io 
jgià Venni di Sorià, capitando nel Diferto di Arabia, e quando ufcj dal 
detto Diferto, entrai nel paefe di Caldea e andai ben apprettò alla fo- 
pradetta Città di Babilonia quaranta miglia alla città chiamata Bal- 
tìach , dove fui configliàtò à non andate più innanzi , perciocché peri- 
rei ; così rimafi , e andai ad una Città, che fi chiama Lamech ; e irà 
quella Città fla P Àrea del perfido Maometto, che e P Idolo de' Sa ra- 
tini, i L' altra Babilonia è verfo il mezzo giorno nel paefe di Eg ; ttò a 
e dicefi , che un veloce Corriero in tré giorni non potrebbe girarla d 
intorno; e li Cavalieri, che vanno alla guardia del Soldano fono beri 
Cento mille ; non computando gli altri gran Signóri , e popolari , che 
tengono Cavalli al lor bifogno ; e per quella palla il Fiume del Para- 
difo Terreftfe, e ivi fono ràolté café^ e perdonànze, eonie poi leggen- 
do udirete. 




PEE 



106 



V 1 A Ù G 1 Ó 



PER andare al camminò di S. Cattenna convien, che della Città fi 
compri il bifogno : qui fi trovano Gambelli a vettura pur affai, e 
a buon mercato; e fé quefti Gambelli non vi foffero, non fé gli po- 
trebbe andare, perocché dalla Città infino a S. Catterina vi fono ven- 
tiferre giornate* e avevamo noi un buon Interprete, che ne guidò 
molto bene , e feilìmo il Viaggio in breve tempo . Dell' Arcangelo S. 
Michele, quando vai per dritta flrada di Babilonia un miglio appref- 
fo , troverai una Chiefa di S. Michele , che officiano li Criftiani Gre* 
ci , e Soriani , ed e una Chiefa grande , e bella i e quivi fi naoftra 
una mano di Santa Margherita Vergine ; e vi è di perdono fette an- 
ni, ec* 

S. MARIA DELIA CAVA. 

/\ Ndando un poco pih giù fottó la Chiefa tre baleftrate per la drit- 
Sx ta ftrada, troverai un grande, e bel Monaftero con una bella Chie- 
fa , che fi chiama Santa Maria della Cava ; e fotto il Coro è un volto 
ofcuro, dove è un Tabernacolo, nel quale è dipinto V Imagine della 
Vergine Maria; e dicefi, che S. Luca dipinfe la detta Imagine , e qui- 
vi flette la neftra Donna nafcòfa fette anni col fuo Figliuolo , quando 
fé ne fuggì da Betlemme in Egitto* per la paura del pefTimo Re Erode, 
e nel detto luogo è un Altare $ e dinanzi il detto Altare è un pòizo , 
dal qual la noftra Donaa , e Giufeppe in compagnia cavò deli' acqua , 
e ivi è aiTolttzione di pena, e di colpa» 

COLONNA DELLA BEATA VERGINE. 

) A Pp re tf° q«ì un tratto di ttiano è un al- 
Xa tra bella Chiefa nominata S. Maria del- 
la Scala % però che anderai in fu per una 
ìtala, la quale è lunga trentafei fcaglioni, e qui- 
vi dentro è una colonna , che la noftra Donna 
abbracciò; e tanto quanto ella n' abbracciò , 
timafe bianco , come il latte ; il reflo è di 
porfido roffo* e quella Chiefa la tengono i 
Crifliani della Cintura : ivi è perdono fette 
anni , e fettanta giorni * 

LA SEPOLTURA DI S. BARBARA. 

POco più innanzi fu la medefima via è 
la Chiefa di S. Barbara ; e quefia Chie- 
fa è molto bella, e nel Coro è l'Altare , e 
a canto dell' Altare è una fineftra grande al- 
ta da terra quattro piedi , con una grada di 
ferro, e ivi ripofa il preziofo corpo di S. 
Barbara Martire in un monumento di pie- 
tra , e chi la vuol toccare , conviene che il 
difcalzi ; e ivi è di perdono fette anni , e 
fettanta giorni. 

GRA- 





AL S. SEPOLCRO. 
GRANARI DEL fl. E FARAONE. 



107 




LI Granari di Faraone , che ftce far 
Giufeppe Figliuolo di Giacobbe Pa- 
triarca, in quel tempo per la vifione, che 
egli ebbe della carertia, che era afpettata , 
ficcome fi trova nellì antichi Libri del Vec- 
chio Teftamento : que' Granari fono fette , 
quattro fono nel deferto molto dentro , e 
tre fono fuori di Babilonia , di maniera che 
chi viene in Aleffandria gli può vedere lun- 
gi undici miglia . Quelli Granari fono ri- 
tratti , e fono fondi , come un Diamante ; dentro è una grandiflìma ca- 
va, e noi gli gittarnmo dentro de' gran faffi, e non potemmo vedere, 
ne dire dove li girtammo , né dove cadevano ; quivi dentro gli è uà 
grandiflìmo puzzore , e pretto fi partimmo di lì, però che per il fiato, 
e puzzar del Demonio, che gli è dentro, non potemmo ftare, e eia- 
feuno di detti Granari è largo in faccia quaranta paffi ; fono di tanta 
altezza , che poche balellre gli arriverebbero alla cima . 

Monajìero di S. Anfelmo P 

ANdando più oltre quafi due miglia , troverai un gran monte con 
una grotta , dove foleva già ilare S. Antonio primo Eremita : 
la detta Montagna è molto malagevole da faiirfi ; e quivi è un bel Mo- 
naftero chiamato S. Anfelmo, e quello lo tengono, e governano li Cri- 
ftlani Soriani , ivi i la fua Sepoltura con il fuo venerabile Corpo > e 
quivi fi fanno grandi elemofine , ed evvi gran perdono • 

Della Torre . nella quale iddio parl\ con Mote * 

OUivi appreiTo è la detta Torre , dove V Onnipotente Iddio parlò 
con Mosè , quando lo mandò al Re Faraone , acciò gli diceffe t 
che lafciaffe pattarti popolo d'Ifdraele; ed £ ivi fette annidi perdono* 

S. MARIA DALLA PALMA, 



aUi appreSb fu già quefio- dattero, che 
s* inchinò, quando la nafìra Donna vol- 
le coglier del flutto, poi fi drizzò al mede- 
fimo luogo, e quivi è una beila €hiefa,che 
fi chiama S, Malia dalla Palma ; vi Han- 
no molti Monaci, e laChida è pofia fo- 
[pra il Fittine Fifon , e ivi è graa perdo- 
no • 




Come 



to% VIAGGI© 

€ome noi fi mettemmo h punto per far il Viaggfo 

di S. Catterina» , 

TRovammo certi Pellegrini , che voleano andar al Viaggio di Santa 
Catrerina, della aual cofa noi fummo molto allegri , e contenti 
del tatto loro , ed " efli di noi ; cosi fummo in compagnia , e due fur- 
ilo di Galilea di Spagna, e tre furono di Coftantinopoli , e uno di 
Soria, e fummo noi altri poi, e così camminando andammo infieme 
a Babilonia con l'Interprete, e mandammo un Soriano nel Deferto di 
Arabia , da lungi tre giornate per certi Arabi , che venifTero co' loro 
Gambelli, perchè li Gambetti di Babilonia non fon atti a taata fatica 
di andare infino a S. Catrerina , e non fono da cavalcare 5 li detti A- 
rabi vennero con li loro Gambelli in fei giorni , e lafTaronli fuori del- 
la Città un miglio, pero che eran felvatichi ; e qui fi accordammo con 
loro per quaranta drame per Gambetto, da Babilonia a S. Catterina, e 
farro quello accordo ritornammo in Babilonia, e ci femmo fare le lettere 
del paiìo del Soldano , acciocché noi potemmo andar ficuri , e la let- 
tera, ci collo venti drame d'Argento; e lappiate, che fé non vi fcifero 
QUcfti Gambelli , non fi potrebbe andar a S,. Catterina , perchè niun 
potrebbe durar tanta fatica per la via, che è troppo lunga , e ci con- 
vien portare vettovaglia per {re mefi, e molte altre cofe, perchè fi va 
per il deferro ventidue giorni , e ivi fi trova delle rofe d'i noflra Don* 
na , ctoè Rofe di Jerico , le quali fon ben ferrate firettc , e di quelle 
ce colli alquante, e vi fono quelle Spine, delle quali fu fatto la Co- 
rona a noftro Signore; quel paefe è tutto pieno, ed è quafi tutto fa- 
bion minuto, e fi trovan fpeiTo Montagne di detto fabione , perocché 
il vento lo raduna infieme dall' uno all' altro luogo , e fon molto peri- 
colofe da pattare quando è, vento, perchè disfa un Monte , e ne fa, 
un altro ; e chi lì trovafie in mezzo , rimmarrebbe coperto di fa- 
t>iorie » 

Peli* Fortezza delli loro Gambelli , e il lor vivere» 

Dico, che detti Gambelli Hanno fei giorni fenza bever, e tal vol- 
ta un dì, o due fenza mangiare, e mai non ripofano, né dì, né 
riotte, ma fpeiTq fi infìngono, perchè fon maje beffie (elvatiche , e 
quando vuoi , che vadin predo , bifogna che canti ad alta voce , ov- 
vero, che tu abbi qualche ifiromento da corde, come leuto , o arpa , 
e cominci a Tuonare, allora anderà predo., e allegri, ne mai fi ripofa- 
rio; così li tengono gli Arabi, quando camminano per il Deferto, per- 
chè uno di que' GambeUi porta vettovaglia per tre o. quattro Mefi, • 
anco un uomo in fella, e due; o tre fìafconi d'acqua fecondo il bifo- 
gno per il detto paefe, e di più fi dice, che un di quefii Gambelli por- 
ta pefo , che non porterebbe dieci Cavalli . 

Come noi fi partimmo dal Cairo,, ne andammo in Babilonia per com- 
prare ciò , che ci biiognava , cioè pane , bifcotto , oya , cafcio , carne 
fecca, e acqua, e molte altre cofe per così fetto viaggio, e pericolo- 
fiflìmo Deferto; e la fera andammo fuori dì Babilonia, dove erano al- 
loggiati li nofìri Gambelli con la vettovaglia, te cominciammo ogni co- 
fa 



AL S, SEPOLCRO, i<p 

fa per ordine, e la mattina feguenre (ì levammo per tempo • 11 prime 
giorno, che partimmo da Babilonia, andammo verfo Oriente nel no- 
me del Signor Iddio, e avemmo una gran nebbia , e trovammo ben 
fette centinaia di Gambali con moiri Arabi, che portavano il grano 
per il Deferto ; e quando tu ti parti da Babilonia , vai la più parte 
verfo Levante per cinque giornate in circa fino ai Mar Rollo . 

I L M A R ROSSO, 

COme noi arrivammo il quinto giorno a! Mar Rotto , il qual k 
lungo , e quafi e aifomigliato ad una lingua , e dentro è tondo , <* 
viene dall' India, e per il corfo di quello mare fi trovano varie cofer 
Io vidi un pefee, che avea il capo , come una perfona umana , cìóò 
il vifo, la bocca, li denti, il nafo, gli occhi , e un poco del collo , 
e tutto il rello del fuo corpo era ptfee ; alcuna volta fi trova delle pi** 
tre preziofe da metter negli Anelli , e anco fi trovan alcuni Gattelli , 
e altre cofe, delle quali io 'non fo il nome; e ancor trovai una bella 
Gemma ; pei giungemmo dopo alquanti giorni fu P ora del mattino a 
quella Fontana, che percofle Mosè con la verga di Aaron; che tutto 
il popolo d' Ifdraele ebbe da bere: la detta Fontana è un Monte 
renofo, e quell'acqua è molto dolce, e quivi empimmo li nofiri vafi , 
e demmo da bere aili noftri Gambetti ? perciocché erano flati fei gior- 
nate, che non avevano bevuto, e poi fé ne andammo via il fettimo 
giorno , e paffammo certi poggi , e giungemmo in pna Valle , dove 
trovammo dell' acqua • 

Come mi Defitto ci fu tolto il nofiro Interprete • 

CAmmiriando noi per quel Defetto, vedemmo una plcciola Fortes* 
za chiamata Agampo, ia qual è pofta fopra dell'acqua , e come 
giungemmo alla detta acqua , ulcirono dalla detta Fortezza certi Sara- 
clni , e ne tolfero il nofiro Interprete , lo condulTero in detta Fortez- 
za : e volevano faper da lui , dove egli ci guidava , a' quali rifpofe , 
che ci guidava a S. Catarina ; « li Saracini difTero , che quefta non 
era la ftrada, perchè fino a quel tempo niun Griftiano era pattato per 
quella, e volevano, che tornaffimo indietro, e che non palTaiTiiTiO per 
quella via ; ma il nofiro Interprete mofirò la lettera del Soldano , e 
quelli Saracini cercavano pur di trovar qualche ragione contra di noi * 
dicendo, che ia detta Lettera era falfa, e che ci volevano fermare in 
Babilonia, e così efli tennero il nofiro buon Interprete , e a gran fa- 
tica ci lafciarono andare ; e così camminammo con quelli Arabi , i 
quali noi, e noi effi punto non c ? intendevammo ; buon per noi, che 
il nofiro buon Interprete ci diffe , che non aveflìmo di loro alcun fo- 
fpetto y perchè effi erano realiflìmi, e che fedeli ci condurrebbero aS« 
Gatterina , e così andammo noi con loro , a guifa di Pecore , che ab- 
bino perduto il loro Pallore , con gran malenconia , e penfierofi , noti 
fapendo ne che fare, né che dire , fenza il nofiro buon Interprete , e 
così noi paffammo il Deferto ; e da poi fi raccomandammo alla S, 
Vergine, e Mswrtire , poi a nofiro Signore , acciò ci ajutaffe, però che 
noi eravamo poveri abbandonati , e non avevamo perfona , che ci 

interi. 



no" VIAGGIO 

intendeiTe, e così tutti viaggiavammo con timore , ritrovandoli in ta- 
li Deferti ; così come quelli , che navigano ; e così camminando ve- 
demmo venire un Saracino da lungi un miglio in circa dinanzi di noi 
per certi viottoli, arrivocci innanzi fu la via, e pdfefi a federe , e ci 
afpettò , e ci pofe a federe , dove ci conveniva pafTare ; allora noi a- 
vevamo gran paura , perchè fé alcuno ci avelie dimandata , noi ., né 
altri per noi faputo non avrebbero che rifpondergli , perciocché perdu- 
to noi avevamo il noftro Pallore , e .guida : come fummo noi appref- 
fo, dilTe uno di quei Arabi, quefto è il voftro Interprete , e gli altri 
dittero : quefto farebbe un gran Miracolo ; e come noi lo affiguraf- 
<imo, ringraziammo il noftro Signore, e la divota fua Spofa S. Catte- 
Irina Vergine, e Martire gloriofa, e fi ritrovammo molto allegri , e 
contenti, e dato li abbiamo da mangiare, e da bere , e lui ci dille , 
che que' Saraci ni gli avevano tolta la fpaàa, e Parco, perché voleva. 
«o egli ci vendette , o che ci volevano metter taglia di qualche dana- 
ro , e però gli aveanó tolta la fpada , e 1' arco ; onde noi lo confor- 
tammo , promettendogli reintegrarlo , e carri minammo con letizia t per- 
ché era tornato da noi , che certo fi trovammo diferti , e disfatti , e 
l'altro giorno Ci partirono da noi gli Arabi , che trovammo nel De- 
ferto, e profeguendo il viaggio col noftro Interprete in capo di tren- 
ta giorni cominciammo a trovar gran Monti, ma andammo perle pia- 
nure a canto delle monragne , tanto , che cominciammo a veder il 
fecondo Monte Sinai, che per l'allegrezza inginocchiati con lagrime di 
divozione abbiamo tutti indenne cantato la Salve Regina . 

In quei giorni fotto li detti monti trovammo molti Arabi fei varici 
con le lor donne , e figliuoli , e non avrei mai creduto , che così brutta 
gente avefje avuto tanti figliuoli, e fon tutti nudi, uomini, donne , e 
fanciulli , e i loro membri genitali fono coperti di pelle di Gambello 
dinanzi, e di dietro; e avevano con loro molti Gambelli , e anco mol- 
te altre forti di beftiame . 

Come giungemmo in capo di dieci giorni al Monte di Faraone, on- 
de egli yolfe paffar il Mar Rollo , quando perfeguitaya il popolo d' 
Ifdraele , e quivi Ci annegò egli con tutto l'Eiercito, qui trovammo 
un'altra generazione, che eran vediti di panno di pello di Gambello 
con una parte dinanzi, e l'altra di dietro, e alcuni erano yeftiti di 
pelle Gambellina, e alcune ne portano intorno il capo legate , e così 
vanno uomini, e donne, e portano li loro capelli tutti legati infieme, 
e ventano verfo noi gridando in loro linguaggio, e dicendo così: Ne- 
fiv Valech apfeca fpe ; e «juivi rimanemmo la notte, e la mattina an- 
dammo per il noftro viaggio , avendo camminato un poco oltra , Ci 
accorgemmo aver perduto uno de i noftri compagni Pellegrino ; diman- 
dammo al noftro Interprete , fé fapeva quello che folle di elio , per- 
ciocché non fi poteva laper niente di lui : fé non che uno diceva , che 
era rimafto al Mar Roffo , e l' altro diceva egli é rimafto a quel fiu- 
me , dove mangiammo jerfera , ma come il fatto Ci andafTe , io non 
io ; noi non potemmo mai trovar quefto buon uomo, e così mandam- 
mo indietro il noftro Interprete con due Arabi al Mar RotTo , e gli 
Arabi tornarono indietro fenza il Pellegrino , non trovandolo , e così 
il buon uomo fi perdette, che mai non s'intefe niente di lui. 

CO* 



AL S. SEPOLCRO. ni 

COME NOI GIUNGEMMO AL MONASTERO 
Di S. Cutterina fui Monte Sinai 4 

Dico , che andammo per dieci giorni fu per un alto Monte, e 
un giorno fu F ora del Vefpero noi giungemmo al predetto lau- 
datale Monaftero della Santa Vergine, e Martire Spofa di Crifto Cat- 
terina , e quando V abbiamo da lungi veduto , ci parve efTer rifa- 
fcitati da morte a vita : ma noi eravamo molto debali , laffi , e fian- 
chi , e non avevamo più acqua , perchè gli Arabi ce V avevano 
tolta , che non ce ne era rimafta niente , e giunti che fiamo al S* 
Monaftero , ufcirono fuori molti Monaci Greci , e ne guardaro- 
no fìffi ; accodatici a loro ci abbracciarono con grande amore , fubito 
fecero fcaricare le iomrne delli Gambelli , e poi andarono al Vefcovo 
loro per prender licenza , e ritornarono a noi , e ci dettero una cafa a 
noftra polla feparata dal Monaftero ^ e ivi fi ripofammo comoda- 
mente . 

COME IL VESCOVO MANDO' 
PER NOI, 

M Andando il Vefcovo per noi i fubito ne andammo riverentemen- 
te , ed egli ci dimandò di che generazione , e paefe noi erava- 
mo , e noi gli femmo rifpondere per il noftro Interprete y Primum 
quirite regnurn Dei , &c» Lo facemmo pregare , crT ei ci moftrafle il 
Monaftero , la Chiefa , e altre cofe della nobile Vergine 5 e Martire 
S. Catterina ; egli fubito chiamò un Canonico , e ci fece moftrar ogci 
cofa ordinatamente l y una dopo V altra , e come noi entrammo nella 
nobil Chiefa, incontinente noi andammo al Sepolcro di S. Catterina y 
dove ripofa il fuo preziofo Corpo, e per abbondante letizia, e gaudio 
cominciammo noi a piagnere ficcome fanno quelli , che trovano quello 
che hanao defiderato; però che noi avevamo camminato lungo tempo 
per deferti , e luoghi felvatici per veder quel preziofo Corpo di S. Cat- 
terina , e veduto quello , (ì partimmo dalla detta Chiefa , ed andam- 
mo a mangiare di quelte cofe 3 ch« ci erano polle inoanzi a iaude di 
S. Catterina * 



GIAR- 



ut Viaggio 

GIARDINO* E MONASTERO 
Di Santa Gatterina . 




COme è fatto il Monaftero di S. Gatterina Vergine j e Martire 
Spofa di CriQo ; la Chiefa di S. Gatterina è porta fra gran Mon- 
tagne , dal lato deliro è il Monte Sinai , e dal lato finiitro è quel 
Monte, dove prima faerificò il popolo d' Ifdraele : verfo il mezzo gior- 
no è un Monte rotondo, e ivi è un bei Giardino grande, e dentro fi 
trovano molte regioni di Frutti , e atbori , e anco fé gli trovan molte 
forti di erbe , che è una bella cofa a vederlo ; e per il Giardino paf- 
fa un groffo fiume : a piedi di quefto Giardino fono molte Fontane , 
che hanno buoniffime acque; e in detto Monaftero fono molte Celle 
di Monaci , che quivi fanno per fé penitenza , e per ciafcun Fede! 
Grifliano ; non efcono mai fuora delle lor Celle, fé non per certe Fé- 
fle folenni, che vengono per l'Anno ; e anche ve ne fono affai , che 
dicono una fola parola , cioè, Alla , che tanto è a dire , come Dio vor- 
rà. Io vi ho detto fotto brevità delli Santi luoghi , e li ho diffegna- 
ti, come fon poJH, e dove, in qual paefe , Reame , o Provincia al 
meglio, che io ho potuto, e faputo, e in quefto mi fon volentieri af- 
faticato per render dell'allegrezza, e folazzo fprituale a tutti colóro, 
che fi dilettano di leggere , ovvero udir leggere quello pfefente Libro > 
perciocché veramente mi difpofi , e deliberai di voler ricercare tutti i 
detti luoghi, fapere i loro modi, e condizioni , come voi li trovate 
diflegnati , cioè Chiefe , Laghi , Fiumane , Mari , Ifóle * Fontane , Mora* 
ti* Valloni, Grotte, e Caverne, 



C** 



Al s. sepolcro. 

Come e il Mori n fiero di S. Cat ferina . 



iti 



IL Monaftero di S. Catterina e murato di dentro , è d! fuora cori 
alte mura, ed è pollo in una picciola pianura, e nel primo lucgo,> 
dove fi entra, vi è una porta di ferro verfo Levante, e dentro della 
porta vi fono le Cafe, dóve albergano i Pellegrini quando vi capita- 
no ; e quando tu entri per la porta a man dritta , ànderai un poco per 
lina (cala, e giungerai fu un fmalto, e quivi fono moire camere , nelle 
quali Ci alberga; e a lato al detto fmalto è un forno; alla prima por- 
ta, che e di ferro vi ftanno certi, che fanno la guardia, e gli è mol- 
to ofeuro ; appreffo di quella vi è un'altra porta, e quivi tu entri nel 
Monaftero, è vi fono due vie, P una va al Monaftero a man deflra, 
e l'altra va nella Chiefa della Vergine, e Martire Santa Catterina ; d 
la detta Chiefa è tutta coperta di piombo, e la facciata dinanzi l la- 
vorata di fcalpello con belli lavori rilevata. 

LA CHIESA DI S. CATTERINA. 

COme è fatte la chiefa di S*nta Cat- 
ferina ; dicovi , che quando tu vuoi 
entrar in detta Chiefa , devi afeerider fet- 
te fcaglioni di pietra , e la porta e gran- 
de, e vi è un arco di fopra in volta : l v 
arco è lavorato di legname, e la porta di 
Cipreflo figurata , e fuori della porta è ap- 
parecchiato un panno negro, e la porta fta 
verfo F Aquilone * Dipoi quando fi entra 
nella detta Chiefa, dentro di efla vii uri* 
altra porta, la quale è dipinta , e perfet- 
tamente comporta di opera Mofaica con la noftra Donna col fiso dilet- 
to figliuolo in braccio, e da un iato di detta pòrta vi fta la «loriofa 
Vergine, e Martire S. Catterina, e dall'altro lato vi fta Mese ; e 
dinanzi a quelle figure fopra la porta gli ardono tre Lampade d' Ar- 
gento, che ciafeuna è ben grande, come uno ftajo , cori il quale fi mi- 
fura il grano; e a canto alia detta porta tre palli da ogni lato, vi fo- 
no due nfcioli piccioli, con un panno nero dinanzi i e per qnefti due 
tifeioli fi entra in detta Chiefa. 

Come è fatta la Qbiefa di S. Caiterinaè 

D Entro la detta Chiefa è tre navi, ovver coperti, e ogni nave hi 
cinque Colonne di Marmo : nel muro della detta Chiefa fonovi ot- 
to Cappelle , e nel mezzo della Chiefa l un picciol Coro , e dinanzi 
al Coro e P Aitar grande , e dinanzi alP Aitare è una Tribuna , nella 
quale e dipinto il Salvatore* e dal lato dritto è dipinta la noftra Don- 
na ; a man manca è dipinta S. Catterina , e dal lato dritto è un pic- 
ciol muro difeofto dalia detta Tribuna circa fei patti alto da terra : ift 
e P rez *? fo Se P o| cro adornati flimo di S. Catterina Vergine , Martire * 
e bpoia di Gesù Grillo, come feguendo intènderete* 

P SE* * 




lu VIAGGIO 

SEPOLTURA DI S. CATTERINA. 








LA Sepoltura di S. Catterina è tutta di marmo bianco; e dentro è 
fcalpellata una vida con una Croce, ed è quella Sepoltura lunga 
cinque palli, e larga undici, e dentro la detta Sepoltura e divifa in un- 
dici parti : nella prima parte verfo P Altare è il Corpo di S. Catteri- 
na , ma non tutto il detto Corpo ; è volto in giù con la bocca , però 
che dal Santo Corpo viene la Santa Manna , e fotto la bocca è una 
troppa d' oro con una cannelletta di argento , la qual canelletta patta 
nell'altra parte dal Sepolcro, e qui entra la Santa Manna , e conver- 
tefi in olio, e quella Sepoltura non fi moftra ad ogn* uno ; ma quella 
Manna della gloriofa Vergine S. Catterina è di tre ragioni, che fi Iti l- 
lan per un certo panno , e fallì olio chiaro , e bello come acqua rofa , e 
odorifera: la Sepoltura è coperta di fopra con nobili panni, e dinanzi 
a quella Sepoltura gli ardono continuamente due terza, e di fopra gli 
fono accefe tre Lampade. 

Del numero , e della quantità delle lampade , che fono in Cbiefa 
dì Sì Catterina. 

1\0 voglio, che voi Tappiate, che nella Chiefa di S. Catterina vi fo- 
no molte lampade, e più volte mi provai di numerarle, e mai non 
potei venir al fine del Tuo numero , tante fono , ma li Monaci mi dif- 
fero, che erano vinticinque centinara, fra le quali ve n* è alcuna di 
oro, e di argento, ficcome vi ho detto di fopra ; dentro della chiefa vi 
fon® tre volte con tre ufcj piccioli, tu vai al terzo ufcio,ed entri in 
una Cappella, e dall'altro ufeto a man finillra, fé n 5 efee fuori del- 
la Chiefa . 
Dopo 1* fopradetta Cappella ve n' è un' altra ili Mosè , dove il no- 



ALS. SEPOLCRO. u ? 

ftro Signore apparve a Mosè in forma di fuoco ( fecondo che dice la 
Sacra Scritrui i ) quando Mosè guardava le pecore , che eran del fuo 
fuocero Jetro, che era Sacerdote, e andando per lo detto Defmo coi 
beftiame al pafcolo, an.iò tanto lungi , che arrivò ad un grofTo Arbo- 
re, e vedea ardere il fuoco, e l'Arbore non fi movea della fui verdu- 
ra; e ved.ndo quello Mosc andò per voler vedere , perchè l' Arbore 
ardeva , e non fi confumava , onde lafciò ogni cofa , e andò là : allora 
Iddio chiamò Mosè, e diffegli : ora fcalzati, perocché il terreno , do- 
ve tu fei, è fanto. 

V Arbore , dove Iddio apparve a Mosè in forma di fuoco . 




i 



Mefla: 
quivi è 



L predetto Arbore fi dice , che è fotto 
T Altare della detta Cappella , ma non 
fi può vedere, perocché di fopra vi è un 
groffo marmo , dove vi fta un vafo di ar- 
gento, nel detto vafo vi è un poco d' o- 
lio chiaro , e bello , e queft' olio efce dal 
detto arbore , il quale fi raccoglie con una 
cannellina di argento , fopra il detto olio 
vi fon quattro colonne , e fopra quefte co- 
lonna v'c un'altra pietra, fu la qual fi dice 

di fotto, e d'intorno quella Cappella è addobbata di tapetti ; 

un gran perdono. 

Della fazione del Monaftero di S. C atteri n a , 



E* Il Monaftero molto grande , ed è molto divoto ; chi non è ben 
ufo, non faprebbe andare per effo , e ancora non faprebbe ufcire, 
perchè è molto ofcuro, e ha molte vie dentro, e anco molte cafe ad 
«n modo; e vi fi vedono dentro [Monaci con gran barbe proliffe , e 
lunghe , magri, e molto ofeuri a vederli , e fcoloriti, e pallidi oltre 
modo a guardarli , e ftanno in detto Monaftero venticinque Cappelle 
grandi dinanzi alli Monti ; e anco fi diffe , che vi fono venticinque 
Chiefe , ficcome feguendo voi troverete ; e in quelle vi fono Monaci , 
che fanno penitenza de' loro peccati ; e in quel Monaftero non^vi pon- 
ilo enrrar donne ♦ 

Delie elemofine , che fi fanno nel Monaftero di S. Catterina . 

NEI fopradetto fi fa elemofina alle genti , che vi capitano , e daffi 
a loro da mangiare buon pane , e acqua faporita da bere , e affai 
vivanda la fera, e la mattina; e una volta la fettimana gli danno del 
vino , ma poco ; e quando li Pellegrini (i partono , effi danno a eia* 
feuno dodici pani groffi , che uno di que' pani bafta per una perfonaal 
dì , e mangierà quanto egli vorrà , e così lo danno al picciolo , come 
al grande ; le vi capitaffe un Re, o un Duca , o un Conte , o un Ca- 
valiere, tanto fi dà a un di loro, quanto ad un altro, che ci fia: e 
perchè io poteffi meglio vedere ogni cofa, rimafi quivi fette giorni; e 
pochi Pellegrini rimangon quivi più di tre giorni , perocché quelli , che 

P 2 tol- 



titf VIAGGIO 

fólgono i Gambelli, gli tolgono per andare, e tornare ; e queflo non 
facemmo noi, ma li tolfimp (blamente per andare in là , e non per tor- 
nare in qija, perchè noi porefiìmo meglio vedere ogni cofa ; e nel tem- 
po, che io gli (tetti, non feci mai altro, che dimandare di ogni eof$ 
di dentro, e di fuori . 

Delle Indulgenze , che fono eonceffe alla Cbiefa di Santa 
Catterina • 

Ico , che quante volte con divozione entri nella Chiefa di S. Cat* 
terina , confetto , e contrito andando riverentemente al fu© fantO 
Sepolcro, ricevi \\ perdono di fette anni, ec. ■ 

Pella via , che va fopra il Monte Sinai • 

UNa mattina fi portammo fui Sinai con un Monaco , ed un Ara- 
bo ; fi piglia la via (opra il Moniftero da man delira verfo l'Oc- 
cidente : quefto monte è forte, aito, e faiTofo, e continuamente ti con- 
vien faiiré, ficcome tu andafììfu per una fcala , la prima faltta dur* 
due miglia, e quando tu arrivi a metà del monte, troverai una bella 
Chitfa chiamata S. Maria dell'Apparizione, perche quivi apparì un bel 
Miracolo, come voi intenderete. 

S. Maria delP Apparizione* 

IN un tempo pretto alla Chiefa erano tan- 
ti Topi , e vermini , coficchè i Monaci 
non avevano di che più vivere , e per que- 
fto fi accordarono infieme i detti Monaci di 
partirfi da detta Chiefa , ftabilendo effi di 
andare al Sante Monte , e negli altri Santi 
luoghi , e andare via ; come ufeirono da det- 
ta Chiefa , s incontrarono con due donne , 
delle quali V una fu la Santiflìma Vergine 
Maria , e V altra fu S. Catterina ; allora que- 
fte Donne dimandarono alli detti Monaci , dicendo : O dolci figliuoli 
dove andate voi ? E li fopradetti Monaci rìfpofero alle dette Donne , 
e diflero , perchè fi partivano ; fubito la noftra Donna rifpofe dicen- 
do : Figliuoli caniTìmi, voglio, che per mio amore ritorniate in que- 
llo luogo , perocché io fon la Suocera di colei , che fervite , e volfefi 
verfo S. Catterina, dicendo; quella è la Nuora; fappiate certo , che 
voi non vi partirete mai da quatto luogo ; e fubito queftì Monaci tor- 
narono nel Monaftero, e ritrovarono quivi cento Gambelli, che erano 
carichi di Vittuaria , cioè grano, vino, cera, ed olio ; vedendo quefto 
li Monaci, (i rallegrarono molto, e Scaricarono li Gambelli, e come 
Scaricati li ebbero, fparirono, e in quei Monaftero non fi trovarono 
più Topi , né altri vermini nocivi , e li Monaci dall' ora in qua han- 
no avuto la loro vivanda. Ancora al prefente fi trova nel detto Mo- 
naftero di quell'olio, e chiamafi olio Miracolofo . Come vai più oltra 
fui Monte, verfo Oriente troverai due porte lungi V una dall'altra, e 

fo- 







AL S. SEPOLCRO, nf 

fono flrette , e forti ; ma quando Tei pattato quelle porte , tu troverai 
un Monaflero, che è chiamato S, Elia Profeta, 

CHIESA DI S. ELIA PROFETA, 

LA Chiefa è porta fu un picciolo Monte piano , con alcune cafe , e 
quivi fono tre arbori in un Orto , e vi fono quattro Cappelle 
molto divote; ed ivi è il luogo, dove Elia Profeta digiunò quaranta 
dì , e quaranta notti , eccome dice la Profezia : Et ambulavi in folitu* 
dine cibi illius ufque ad Monte Oreb\ e ivi è gran perdono ♦ 

Il Monte, dove Iddio parlò a Mosè* 

MEntre tu ti parti da Santo Elia , andando fempre fopra il Mor- 
te, piglierai la via verfo il mezzo giorno; e quando farai fopra 
del Monte , ti volterai verfo Occidente a man finiftra , e ivi fopra tu 
troverai un faffo groffo , quale è di color bigio , quello è pure un faf- 
fo di quei del medefimo Monte , il qual faffo di dentro è cavato ia 
guifa , che una perfona gli può dar dentro ; e ivi Iddio parlò a Mo- 
sè, e diffegli : entra in quel faffo, e io vi pafferò di fuora via , e al» 
ora tu mi vedrai • Mosè fece cip, che Iddio gli diffe , e così quivi vi- 
de il Signore . 

LUOGO, DOVE IL NOSTRO SIGNORE DIEDE LA 
LEGGE A MOSE' , 

Dico, che un poco piti in fu fi va nel luogo, ovvero Chiefa, do- 
ve Mosè digiunò quaranta giorni , e quaranta notti , in quel luo- 
go Dio gli dette la Legge fcritta con il dito in due tavole ; la detta 
Chiefa è molto bella, ma picciola , ed è polla fui più alto luoga 
del Monte, ch'egli ha verfo il Levante, divifa con un muro , e fui 
muro è una Tavola dipinta, come Mose divife il Mare con la verga, 
e come il popolo d' Ifdraele pafsò il Mar Rodò , e come il Re Farao- 
ne fi annegò con tutto l'Efercito, io fui appreffo a quello mare; il 
quaPè lungi da Babilonia cinque giornate . Nella Chiefa è dipinta tut- 
ta Plfloria di^Mosè , e da man delira vi è una Cappella , dove Hette 
Mosè in Orazione, e dove Iddio gli dette la Legge, la qua! fu fcrit- 
ta in due Tavole, come è detto di fopra; dinanzi alla Chiela alquan- 
to difeorto v' è una Mofchea delli Saracini con due Celle, nelle quali 
lui volle far penitenza ; e nella detta Cappella e perdono di pena , e di 
colpa . 

Come fi afeende fui Monte Sion , 

QUando tu vuoi andare al Monte di S. Catterina, quella è la via: 
di calar giù cjel Monte verfo Tramontana, e l'Oriente, e cani- 
Rimerai molto all'in giù, ma bifogna, che ti tenghi bene, perchè 11 
Monte è fafltfo^e la fcefa cattiva; nella Valle troverai una felvati- 
ca porta, ma fchivela, e tienti bene, perchè ciò è neceffario ; quando 
tu fei a mezzo dei Monte, tu piglierai la via verfo Ponente , e fem- 
pre 




iiS VIAGGIO 

pre anelerai accendendo . Appreffo il Monte è un Motaaftero } che fi 
chiama li quaranta Martiri . 

Monaftero detti Quaranta Martin . 

| L Monaftero delli Santi Quaranta Mar- 
I tiri e appartenente a S.Carterina , ed i 
\m bel^ Monaftero, e ha dentro di belle co- 
fe . Vi fìanno otto Canonici , e quivi alber- 
38 gammo noi la notte , e la mattina andam- 

H| mo fui Monte, là, dove fi ripofa il Cor- 

zirzz^—^^irz^rzszM P<> di S. Catterina Vergine , e Martire ;do- 
^p^r^^-^ri^rLrzz^r^ ve il detto Tuo Santo Corpo fu porto, ov- 
— Ì| ver portato dagli Angeli al principio . Il 
■• detto Monte ^ è più alto, che quello di 
Mosè , più rarto da Salire , e p& dubbiofo da fcsndere . Dinanzi 
a quefto Monaftero e uà bel Giardino, entro ai quale patta un fiumi- 
celia „ 

Come fi va faLcndo il Monte di 5*. Catterina . 

COme tu ti parti dal fopradetto Monaftero, tu lafcierai da man fi- 
niftra il picciolo piano, che è largo un tratto di mano, e pi glie- 
rat il Monte da man delira (òpra un Vallone verfo 1' Occidente iniino 
Stila terza parte del Monte. 

il Monte , dove gli Angeli pofarono S. Catterina . 

DElIa palma , e delle pietre di S. Cat- 
terina; dico, che quando tu farai a 
mezzo Monte, troverai delle pietre di S. 
Catterina con la palma; e quando ìu fa- 
rai da man fìniftra fu un Monte aguz- 
zo , che troverai, tu anderai alia china cir- 
ca due baleftrate, e poi falirai all'in super 
quefto Monte, quivi appretto tu troverai 
una grotta ; andando più innanzi , troverai 
un più forte Monte , dove bi fogna , che 
ftij ben terre, effondo continuamente diritto, dapoichè cquai'icofa im- 
porti bile che uomo lo polla falire , e la cima del detto Monte è du- 
riffima , poiché è di duro faflb , dove fopra quel fatto è la forma e la 
fazione del Capo, e del Corpo delia Santi ffi ma Vergine , e Martire 
S. Catterina Spo^a del noftro Signor Gesù Crifto : come gli Angeli ivi 
la portarono dalia Città di Alexandria fui Monte Sinai, che i lungi 
da un luogo a P altro ventorto giornate, e qui fu trovato il fuo Saa- 
tiflìmo Corpo , e t rovo (Ti , che ella ftetre quivi fu quwfto Monte fei 
centinaia d'anni, innanzi che da niuno ella fotte trovata» Fu poi ri- 
trovata da' Greci . Quefto Monte forpalTa d' altezza tutti gli altri Mon- 
ti, che fé non 1' a vette co' miai occhi veduto, non lo potrei credere : e 
la cima del poco fa nominato Monte è così itretta, che appena gli fta- 

teb- 




AL S, SEPOLCRO. t ug 

rebbono dodici perfone , e da quella cima fi fcorge da per tutto il Mon- 
te Sinai , attìeme col Mar Rotto , dove ebbe col pattaggio la vita il 
popolo lfdraelitico, e dove il Re Faraone con tatto il ino Efercito 
col fommergerfi meritevolmente ebbe la morte . Scorgefi anco rutta P 
Arabia, e tutto l'Egitto , e fu la cima di quefto Monte cominciam- 
mo a cantare ad alta voce l'Antifona di Maria Vergine gloriofa , cioè: 
la Salve Regina , e dicemmo altre Orazioni con divozione, e poi tor- 
nammo al lopradetto Monaftero molto fianchi , e latti , e con gran 
freddo, ed era molto tardi . Su detto Monte è Indulgenza, e perdono 
di tutti i fuoi peccati di pena, e di colpa, tante volte, quante il ve- 
ro penitente afcende fopra etto Monte. 

Al difcender del Monte trovammo il Monaftero delti quaranta Mar- 
tiri, e rimanemmo qui quella notte, perocché noi eravamo laffi , e 
fianchi , e le gambe ci doleano molto forte per V afcendere . Ebbero li 
Monaci di noi compadrone, e ci diedero da mangiare, e da ripofare 
fu li fatti , e giacemmo (otto a un poco di tetto , e quefto ci parve 
albergo più che fufficiente , perchè noi eravamo (lati più giorni , alio 
fcoperto, e parevaci cofa nuova. Dovete fapere , che fui Monte Sinai 
non fi trovano alberghi , né arbori , ne erbe , le non a S. Elia , come 
di fopra ho detto . Dovete ancora fapere , che gli Angeli non portaro- 
no il Corpo di S. Catrerina fu quel Monte , dove Iddio diede li dieci 
Comandamenti della Legge a Mosè , ma lo portarono fu un Monte 
più alto di quello. Il detto Monte è dirimpetto il Monte Sinai, 
e a lato al detto Monte è il Monaftero; qualor ti! vuoi faiire il Mon- 
te per andar a S. Catterina . 

Quello., che portano i Pellegrini, quando fi partono da Santa Cat- 
terina ; chi ne può avere, qui ne piglia della Santa Manna, la qual 
già piovette al popolo d' lfdraele dal Cielo, ma non per mangiare, nb 
per bere: ancora h piglia di quella verga, con la qual Mese divife il 
Mar Rotto ; quelle cofe fi pigliano per divozione . 

Come noi fi partimmo dal detto Monaftero , un Venerdì fu l' ora 
del Mattutino caricammo li noftri Gambetti , e fi partimmo con alle- 
grezza dal detto Monaftero della Santiftìma Vergine, e Martire S. Cat- 
terina Spofa del noftro Signore con malte lagrime di divozione , e pi* 
gliammo la via verfo Gazzara , che è terra de'Saracini , e per quel 
giorno poco camminammo . 

Per la via, che noi venimmo da S. Catterina a Gazzara , andando 
più oltra per la detta via, il terzo giorno noi trovammo fra que* 
Monti certi Arabi felvatici, che portava ogni loro foftanza , maftferi- 
zie , e ogni loro roba , e fu un Gambette era una vecchia a federe , 
la qual era Madre di tutti gli altri , e vi erano uomini , femine , gio- 
vani, vecchi, e fanciulli; così etti erano per il detto Deferto, andan- 
do ora in qua , ora in là , e non ftar.Rb mai fermi , quella è te loro 
ufata-za. 

DEGLI ARABI SELVATICI. 

IL quieto giorno noi pattammo un piano , dove appretto vi è uà 
picciolo bofehetto, dal quale ufetrono fuori moki Arabi a Cavallo, 
xd erune armati alla loro ujànza con gran naazze in mano ; ci prefero 

b 



ii* A VIAGGIO 

la via, e nel fao linguaggio differe , che gli deflìmo qualche cofa dà 
mangiare; ma gli Arabi, che erano con noi, gli giurorrio (òpra la 
loro fede , e del loro Dio Maometto , dicendogli , che noi eravamo 
povera gente * e che avevimo poca vettovaglia ; così fi partirono , e 
noi reframmo contenti * Quefti Arabi hanno per coftume , (lare undi- 
ci giorni , e undici notti , che non attendono ad altro , che cavalcare 
per li deferti , e bofcht fenza mancare , e fenza bere * e quello ho ve- 
duto più volte nel deferto , perocché una fiata fé ne fuggì un Gara- 
bello , e uno delli nolìri Arabi gli andò dietro, e frette undici gior- 
ni , e undici notti fenza mangiare , né b?re prima eh' ei ritornafTe ; e 
quefto fu chiaro , e mamfefta ; perocché ne vanno per il deferto 
un Mefe intero * che non trova cofa alcuna da mangiare , né da 
bere . 

BAGNI DI LAMECH. 






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ORa diremo di Lamech . Il fedo giorno all'ora di Vefpefò , 
noi giungemmo ad un ferraglie * il quale fi chiama Lamech : 
non già quel Lamech , dove giace il corpo di Maometto : qui vi è una 
guardia, eftanvi motti Saracini alla guardia del Deferto ; e vi fono 
undici bagni d' acqua ; ed a lato gli fta un pozzo con buoniffima ac- 
qua ; ma non bifogna , che alcuno ne beva troppo , perché gli code- 
rebbe cara più che malvada; e dall'altro lato vi fono fei forni ; quivi 
dimandai ciò , che fi faceva di detti forni ; mi fu detto * che a certi 
tempi andavano infieme quaranta mila Saracini, per andare al vero La- 
mech, al Sepolcro del maledetto Idolo Maometto, e per quefta molti- 
tudine di gente unita, conviene, che fi empino li due Bagni di acqua , 
acciocché tanto popolo poffa prettamente bere 5 e gli detti forni fono 
fatti per cuocere del pane ; e le cucine per cuocer la carne , e altre 
cofe. Alla gran Città di Lamech,, dove fta FArca del perfido Mao- 
metto, io gli fon» ben flato appreflb; ma dimandai al mio Interprete, 

ed 



AL S. SEPOLCRO. ut 

ed egli mi difTe, che nella dorrà Città di Lamech era la loro Chiefk, 
ovver Mofchea, e in detta Chiefa era una Cappella, la qua! Cappella 
è murata di (otto, di (opra, e da i Iati di calamitai e nel mezz-.* •) det- 
ta Cappella v e l'Arca del maledetto Maometto; e per virtù dell- fapr*- 
detta calamita , che tira a Te il ferro , perchè l 1 Arca del detro Mao- 
metto è di ferro, la Calamita tira a fé la detta Arca, e trenta 
fofpefa da terra in atre, e in quella Cappella non entra alcuno per pau- 
ra, che la detta calamita fé lo tiri ; perocché fé alcuno avefle addoffa 
tanto ferro, acciale , o fimile metallo , la calamita a fé Io metebbe ? 
ed a smfa di Maometto rimarrebbe egli fofpefo ; fé vi entrafle un ar- 
mato , non fi potrebbe più partire; ma rimarrebbe fofpefo in aere per 
virtù della fopradetta calamita . Dinanzi alla Cappella ardono conti- 
nuamente quattro Torcia groffe , e grandi di cera rolla , e m Sa- 
raceni tengono la detta Cappella, e V adornano molto ricchiiTirna- 
mente . 

Come noi trovammo cèrti Pellegrini * 

DOpo (ètte giórni , ritrovammo quaranta Pellegrini , che andavano 
a Sé Catteriria ; fra loro v' era un Conte > il qual era un erari 
Signore, e avevano belli Gambelli* e come efìì ci videro, fi rallegra- 
rono tutti pur affai, e noi fimilmente con loro ; ci dimandarono del 
cammino, e fé la via era ficura * e così noi gli dicemmo il noftro pa* 
rere , e dopo fi partimmo i' uno dall' altro , e giungemmo ad una lei- 
vatica montagna # 

Come noi trovammo molte Tane , Caverne 1 e Grotte * 

Dico i che il mono giorno fui mezzodì noi pattammo per uria val- 
le, e trovammo molte fpelonche, tane, caverne, e grotte feU 
vatiche^ le quali erano piene di Arabi felvatichi , 1 quali erano veftiti 
con pelle di Garr.bello pelofe * e negre , che parevano Demonj a ve- 
derli 3 e noi mirandoli , incoritinente fi ftringemrno infieme , e fi rac- 
comandammo air Àitiilimo noftro DIO , che ci volefTe ajutare ; ma 
allora il noftro Interprete diede a noi btion conforto , dicendo , che nori 
fi deflìmo alcun peofiero, perchè erano femine, che guardavano il loro 
beftiame, e che non fanno alcun d ,: fpiacere a petfona di forte alcuna y 
ma effe guardano volentieri , e hanno diletto a vederci ; ma pure ìioi 
tim'di dalla paura i penfavamo di parttrfi da loro più predo * che noi 
poteffimo , innanzi che i loro uomini tornaffefo . 

Dlrovyi degli Arabi domeftici : il decimo quinto giorno trovammo 
noi degli Arabi molto domeftici; qui rimanemmo noi la notte, peroc- 
ché gli noftri Àrabi i che guidano gli Gambelli * erano di quella gerì • 
te , ed è gente ficura , e la fera vennero tutù da noi , e ci apprefen- 
torono della carne di Gambello , ma a noi non piacque y nientedimeno 
noi dicemmo al noftro Interprete , che gli ringraziaflero da parte no- 
(Ira per mille volte, ^ 



Co.- 



isi VIAGGIO 

Come noi trovammo Terre lavorate ■ 

Dico, che il fedo dècimo giorno noi trovammo del Terreno lavo* 
rato, e delP acqiSa appreiTo a quello terreno, e quivi rimanerti* 
mo noi quella notte, ed eravamo apprettò a Gazzara Tei miglia incir- 
ca ; ma non potemmo avere né pane , né cofe , che bìfognalTe , e così 
ne fteflimo con il noftro bifcotto* come noi eravamo ttfciti a (tare un 
buon tempo* 

Come nei giungemmo a Gazzara • 

DOpo diecifette giorni la mattina per tempo noi giungemmo a Gaz- 
zara , ed entrammo in una cafa di un Criiliano rinnegato , e qui 
rimanemmo , riposandoci alcuni giorni j che ci bifognava molto bene 9 
perocché eravamo franchi noi , e li Gambetìi » 

Dirovvi della Città di Gàzzara , che é una gran Città; é appretto il 
Mare a mezzo migliò, ed è lungi da Gerufalem quaranta miglia. Que- 
lla Città di Gazzara è molto nobile , e a lei fono fottopolli molti Re ; 
ed è ben vero , che la Città di Gazzara con quelli Re , fono fottopoili 
al Soldano di Babilònia d' Egitto ; ma il Re di Damafco é il più po- 
tente Re , che fià fottopofto al Soldano di Babilonia ; e dopo lui è il 
Re di Gazzara , e fotto a quello Re e il Re di G.erufalem con una 
parte della Soria» 

Del luogo , ove morì il forte Sanfone • 

IN Gazzara Città antica vi è un Palazzo , net qual il forte Sanfone 
fu tradito, e rapitagli la fua forza dalle lufinghe deila fua Donna Da- 
lida la bella; il detto Palazzo Io vidi, che è fino alle fondamenta tut- 
to rovinato , e dopo quello gli crebbe al detto Sanfone i fuoi^ capelli , 
che riebbe la fua forza come prima ; e quando fi vide relliruita la fua 
forza, dille a quello, che lo guidava ,che lo conducete in Gazzara, pe- 
rocché la fua donna con li fuoi parenti gli avevano tagliati li capelli , 
e cavati gli occhi; e giunto che fu in Gazzara , gli fu detto, che la. 
fuà donna faceva feda nel fuo gran Pallazzo , e che erano quivi tutti 
li maggiori della Città alla detta fella * Allora dille Sanione al Garzo- 
ne : Guidami alla colonna, che é nel mezzo fotto il detto Pallazzo , la 
quaPera del Palazzo follegno ; abbracciala il detto Sanfone, e dille : 
Muoja Sanfone con tutti li fuoi nemici ; e fubito rovinò il Palazzo fo- 
pra di fé , e di tutti gì' altri , che non campò alcuno * 

Ùi un uomo forte , che io vidi in Gazzara • 

Vidi in Gazzara Un uomo , il quale rompeva un ferro nuovo da 
cavallo con le mani , il qual é grolTo più che non fon quattro fer- 
ri di quello paefé; e rompeva li furti delle gambe alti Gambelli colla 
fua teila ; e levava da terra una pietra grotta un mezzo braccio , ed era 
lunga braccia due , e mezzo ; la poneva fui capo , e gittavala di die- 
tro ', tolfe lui ancora cinque uomini, uno fé ne metteva a cavallo (ul 

col- 



AL S. SEPOLCRO. i?.? 

collo , e due faceva ftar a federe Tulle fpalle , e due altri ne pigliava 
fotto le braccia, e con quelli cinque uomini giravi intorno come una, 
ruota , e corfe con loro un gran pezzo di via ; e ancora vidi io a bat~ 
terfi con un martello in fui capo , come fé fotte (lato un incudine , e 
non fi faceva male ; vidi io poi fare molte altre meraviglie . 

Della via y che fi chi ama Gazzara in Dami ara • 

PArtiti da Gazzara, pigliammo la via verfp Damiata % perocché non 
volevammo più tornare a Gerufalem per non pagare il paflaggio 
maggiore al Soldano , che fono quattro fiorini , e mezzo per uomo , fic- 
co me noi pagammo la f ma volta; ma noi allungammo la via (stte 
giornare , e pattando per V Egitto , gtungernmo ad una Città chiamata 
Damiata ; in quella trovammo noi altri Gambelli da cavalcare , e 
da portare la noftra vettovaglia ; ma efTendo nella via , che conduce 
a Damiata, il primo giorno avemmo un grandiffimo vento , per mo- 
do che noi non potemmo cavalcare per lo fabbione , ovvero arena ; 
e reftammo quella notte in una grotta, perchè non avevimo altro aj- 
bergo • 

CITTA' DI DAMIATA. 




PArtiti da Gazzara., arrivammo in Damiata in cafa di an Merca. 
dante, che era Italiano, e qualar odi effere noi Italiani, France- 
fi , e Tedefchi , egli graziofamente nelb fua cafa ci ricevette venticin- 
que giorni a fue fpefe ; imperocché Spettavamo noi una Nave che ci 
eonduceffe in Cipro . Frattanto in detta Città io vidi cofe s delle qua- 
li alquanto io voglio ragionare. Damiata è una bella Città, dove cor- 
re il fiume Fifon , che nel Terrei!» Paradifo ha il fu© origine , va 

Q z ador- 



1*4 VIAGGIO 

adorna Ji belli Giardini * quii* p-ffadono molte Torta di frutti , come 
fono Datreri, Fichi del R-; Far-one , e molti altri, de' quali io non 
fo il fuo nome. Quella Cina i'acquiftò S. Lodovico Re di Francia, e 
la tenne tre anni, e S. Lodovico andò a Babilonia a combattere col 
Soldano -* ma come piacque a Dio , psr i noftri peccati , il detto S. Lo- 
dovico fu prefo dal Soldano, e rimafe lungo tempo in prigione, in ul- 
timo S. Lodovico fi rifcoflfe per tanto oro , quanto pelava ; e così fu 
liberato di prigione , e ritornoflene in Francia . 

Delle gran Biffe Scudelare , che Ji ttovan al Mar di Damiata . 

C^Ome fui ufcito di Damiata, andando a v«!ere il Mare, trovai un 
u Mercadante, che avea molte Biffe Scudelare, ed erano tutte mor- 
te , e ve ne era una, che era lunga tre braccia , il coperto di fopra è 
molto forre, e li Saracini comprano li detti coperti per farne feudi, e 
fono sì forti , che ferro non li potrebbe nuocer ; vidi darli fopra con 
una (cure , e non offenderla niente ., 

MELO PARADISO. 

L'Arbore Melo Paradifo è in quello modo ; il fuo pedale diventa 
grolla, e le Tue foglie fono fi mi gì ian ti ad una lingua, e fono sì 
larghe, che quattro perfone (tariano fu una foglia, e lunghe come una 
lancia; fu la cima di quello Arbore nafee una boccia, che fa un flo- 
re, ed è come una pigna , ma più lunga, e in tutto queir Arbore 
non vi nafee più di una pigna, e le mele, o pomi fono fatte come le 
feorze delle cornacchie di fave t e come fon mature, fono gialle ; e 
quando fi voglton cogliere , tagliano il detto arbore, e in venti gior- 
ni nnafee , e fa delle mele come prima , e quelta è la fua natura : fon 
dolci , e faporite , e tagliandole per ogni verfo , gli è dentro il fegno 
delia Croce di noitro Signore . 

DATTERO. 

NE fono affai in Egitto, che per tre 
danari ne comprai tanti, che fareb- 
bero affai per tre perfone . Il Daterò lo 
adoperano i Saracini in affai cofe : delle 
foglie ne fanno caffettine, e de' rami ne 
fanno gabbie , e ferrami , perocché in quel 
paefe non è legname , che fi poffa far ta- 
vole , e del pedale ne fanno delle cafe , e 
p della feorza ne fanno fpaghi , corde , ca- 
* napi , e altre cofe Amili . 




QUE- 



AL S. SEPOLCRO. 
QUESTO E' IL CAMELO, 

11 quale potta le fomme de'' Mori . 



1*1 




Kj 



Sa. 



^ VIAGGIO 

Babmm t Cocodrillo, Lioncorno, e Salamandra. 




Del Cafirone dalla, cada larga , e della Capra con le orecchie lunghe , 

DElfe Fiere , # che da noi fi arnmirerebbono * Nella Città di Da- 
miata io vidi animali fimili ad una Capra , avevano le orecchie 
lunghe infino a terra; vidi ancora un caprone, il quale avea la coda 
tonda come un tagliere, e pefa tanto, che appena la pub portare , 
Il paeie d'Egitto è un paefe molto groffo, e ricco , ma fé tu vuoi 
dell'acqua, ti convien pigliare di quella dei Fiume Fifon , perche ii 
vino è vietato in tutta la Saracinia , e per tutta 1* Arabia, e appref- 
fo delia Città è la bella Chiefa di S. Giorgio , e la Chiela della no- 
Jtra Donna , la quale officiano li Canonici Neftorini ; per invidia li Sa- 
racino hanno fatta una lor Mofchea a lato alle due chiefe . 

Come li Ebrei , e Farifei adorano , e dicono le loro 

Orazioni * 

E Sfendo un giorno in Città , andai un Sabbato alla Sinagoga degli 
Ebrei $, facevano in quel dì una folenne feda, e flando io ali* u- 
icio di fuori per voler vedere la forma dei loro orare, e folennizzare , 
mi vide un parifeo, che mi conofeea , e facendomi cenno, che io 
dentro entraifi, incontinente mi portai dal detto Farifeo, ei allora mi 
prefe per mano , e fecemi federe appreflb il tabernacolo , che eflì ado- 
rano % ma io nulla intendevo: alcuni di loro falivano fu una fedia , 
parlando nelle lue Orazioni con certi vocaboli > che noi abbiamo nelle 
nolìre Scritture in lingua Ebrea; come è Alleluia, Sabaoth, lfrael,in 
Excelfis, e Hofanna; e quando dicono le loro Orazioni, oppongono 
tutti a federe in terra girando il capo in qua, e ia là continuamen- 



AL S. SEPOLCRO. \vl 

te, quando hanno fatto così un pezzo, allora fi leva un altro Farifeo, 
e apre un armajo , da dove cava fuori un Tabernacolo , tenendolo in 
mano in mezzo della Sinagoga , e fi volge intorno una volta , e tutti 
li Ebrei uomini, e donne s'inchinano riverentemente: poiché P ha ino- 
ltrato , quel Farifeo mi fece vedere , ed intendere ciò , che era in quel 
tabernacolo .• e vidi , che gli era dentro una carta Pecorina , fu la qua- 
le erano fcritti li dieci Comandamenti della Legge * i quali diede Iddio 
a Mosè fui Monte Sinai . La Orazione degli Ebrei è il loro Pallore Da* 
vidde Profeta , e altri ; e cosi di Profeta in Profeta ; e non hanno al- 
tre Orazioni , ne altri facrificj * 

Del Sacrificio , che ujam fare li Greci , 

LI Greci fono molto grandemente differenziati dà noi : eflì non di- 
cono Meda fé non fopra di un Altare al giorno* e così fanno ja 
ogni Chiefa ; non hanno campane da fuonare , ma quando loro voglio- 
no dare le ore del dì, o qualche MeiTa, allora va il fuo Sacerdote ( il 
quale viene da effi chiamato Papas ) e monta fu la Chiefa , dove tiene 
in mano una riga da rigare, larga una fpanna, e lunga fei braccia, e 
in ambe le mani ha un mazzolo , e con quelli mazzoli percote fu 
quella riga , che fanno sì gran romore , che rìon é Città sì lunga , ne 
sì larga, che non oda per tutto ; efli dicono la ]\4elTa fempre fu Torà 
di Seda, e non cantano per folfa , ma fegriatìdo cori mano 7 cerne il 
folfa; ora in fu, ora in giù; e il iuo Sacramento è quello : piglia- 
no un pane , e nel mezzo del pane ne cavano una fetta , e quello è il 
fuo Sacrificio; il popolo fi pone ingtnocchioni a giacere in terra , di- 
cendo non eiTer degni di guardare quel fanto Sacramento . Anco vi fac- 
cio fapere , che li Greci ci portano maggior invidia , che i Saracini , 
così che fon da noi divifi, e dalla Cattolica Romana Chiefa ; e ficco- 
rae noi teniamo Roma per capo del Criilianefirro , ed il Papa per Vi- 
cario di Dio in terra ; così eglino tengono per Vicario , e in luogo del Papa 
il Patriarca di Collantinopoli , il qual Vefcovo dà , e concede 
tutti li benefici Ecclefiaftici a' Sacerdoti , e ogni Domenica li detti Sa- 
cerdoti fon pafeiuti, e dal detto Papa cibati; e così danno ad intende- 
re, che la fua fede fia molto buona, e perfetta* 

Della Fede degP Indiani , e Etiopiant » 

TAnto gli Etiopia™, quanto gl'Indiani hanno, una rnedefimaì fede, 
ma quelli d'India fon pochi, e quelli di Etiopia fon molti , e tut- 
ti neri, e quelli di Etiopia amano più noi Crittiani , che niun 3 altra 
generazione di Criftiani , che. fia oltre il mare ; e vorrebbero volentie- 
ri partecipare con noi; ma il Soldano di Babilonia non lafcia entrare 
Crilliano niuno nel fuo paefe, acciocché non facciano con loro alcuna 
compofizjone contra di lui ; e quelli dì Etiopia poflbno andare nel pae- 
fe di Egitto fenza pagar al Soldano alcun paflaggio , e poflbno palese- 
mente portar la Croce per tutta la Saracinia, e vanno al S. Sepolcro 
fepza alcun pagamento di paiTaggio, e quella grazia non ha niuna ge- 
nerazione, né Crilliani, ne Saracini , fé non quelli di Etiopia, e foio 
fa qusllo il Soldano , perchè il Signor dell' Etiopia è uno delli mag- 
giori 



ili VIAGGIO 

glori Signori , che polla effor nei Mondo : ben è vero , che là fua fed^ 
nojpi e buona, perchè fi battezzano con ferri affocati dinanzi alla fron- 
te ; e così ulano a fare : così fu fcritto delie (chiatte de' Crtftiani , cioè 
quello, che manca a cialcuno alla (cdQ^ come fon li Greci , li quali 
non hanno la kdo , e molti non credono nello Spinto Santo > né alla 
Girconcifione di noftro Signore, ne alcuni al Battefimo , e così man- 
ca a ciafcuna generazione qualche cola alla vera (qóq . Ora vediamo, 
e veniamo alla fcue degli Etiopuni , e della loro facriticj ; cofioro can> 
tano proprio, come rideiforo, e mofhano quanti denti eflì hanno , e 
quando il Sacerdote vuol facrificare, quelli, che vanno d' intorno < ten- 
gono un panno d'oro, e coprono il detto Sacerdote, e l'Aitar con ef- 
io , che non fi pub veder niente 1 e finifeono il facrificio . 

Come noi fi partimmo da Egitto, e ritornammo in Cipro, freffimo 
in quello paefe un Mefe , e da poi trovammo una nave, la qua! volea 
andar in Cipro, e noi fi accordammo col Padrone della nave, e andam- 
mo fu per il fiume Fifon, infine al Mire, e la mattina per tempo fa- 
cendo vela col nome dell'Onnipotente iddio con buon vento, giungem- 
mo in breve termine all'I fola di Cipro, e arrivammo alia Città di Fa* 
magoiìa, la qual è porto di Mare. 

CITTA' DI FAMAGOSTAi 

DEI luogo, dove nacque U Vergine, e Martire S. Catterinà : io 
mi partij dalla Città di Fanugfcfta , e andai per terra in quel pae* 
le, dove abitava già il Re Colio, il qual era Padre della V. S. Cat- 
terina; il paefe fi chiama Salamina , e la Città Colìanzia , ma la Cit- 
tà è tutta difìrutta , e pur li vede ancora le mura dei Cartello , nel 
qual abitava il Re Coito .* dove nacque S. Catterinà vi e una piccìola 
Chìeia, la qual tengono i Greci fuori delia Città, dove è una piccìola 
Cappella per vero fegno della decapitazione di S* Catterinà, edell'Ap* 
portolo S< Barnaba : ed è ancora in detta Città il Corpo di S. Epifa- 
nio , il qual fi móftra intero , e faldo : qui è gran perdono * 



ISOLA SIZIA DI GRECIA, 

PArtiti da BefTània, pattammo per l'I fola di detta Città , da dove 
in pochi giorni venimmo a Nicofìa , dove dimora il Re di Cipro, 
là andammo per la licenza, effondo che niuno può dal fuo Reame u- 
feire , che conviengli il fuo bollo j e così andammo ai Porto di Fa- 
magofta , e qui trovammo una grotta cocca , che voleva venir a Vene- 
zia, e così entrammo in detta cocca, 9 drizzammo verfo il Ponen'e ; 
che come piacque a Dio, fi levò un gran vento da garbino, il qual ci 
fu molto contrario, e ci cacciò nel Mare di Setteiia, ed entrammo nel- 
la Turchia in un paefe chiamato Achiilidion , e arrivammo al porto 
di detto Achiilidion; e perchè innanzi che noi arrfvaffimo nel brama- 
to porto , eravamo quafi tutti negati per la fortuna, che avemmo, ed 
eravamo sì laffi , e fianchi , che io non credei mai di ritornare in pa- 
tria, e qui vi rimanemmo, e fi ripofammo alquanti giorai; e dapoi pa. 
ciccato il mare, fi p.utuBmo; ma non andammo troppo cltra, che ci 

io* 



AL S, SEPOLCRO. ti$ 

pragiùnfe un vento cowf rario , e fu sì gran fortuna , che ci convenne 
gittar fuori le botte dell' acqua dolce , e molte altre mercanzie ; ve- 
dendo si gran fortuna li Mercadanti , fi accordarono infieme , e tornor- 
no indietro ad una Ifola nominata Sizia, la quale e in Tarnefapia ; e 
quivi entrammo le ancore, e relìarhmo nel po r to, perchè noi eravamd 
tutti fìorditi dalla fortuna, e li Marinari infieme con noi. 

Come noi fi partimmo di Grecia , e andammo 
in Scbiavonia . 

Dico , che con noi era una Nave ^ che veniva da CafTa , è cóme 
fummo da lungi del porto , fi levò una gran fortuna contro di noi, 
della quale farebbe troppo lungo il ragionare : ma lafcieremo pattar o- 
gni cofa: perchè il nofìro Iddio ci ajutò, così che pattammo il Golfo, 
che viene chiamato il Carvaro, e giungemmo alla Città di Parenzo in 
Jftria* che è di Venezia; e quivi fi fermammo, e ripofammo molro 
bene : qui però è buon vivere , gli è buona gente ; è da lungi 
cento miglia ; e fummo poi polii a Venezia per poco prezzo di mo- 
neta* 

QUESTE SONO LE CHIESE, CHE SI TROVANO 
NELLI PAESI, 

Dove noi cenammo , andando per il Viaggio di Gerufalem le 
quali troverete notate nel Libro . 

Torniamo alle Ghiefe che fono oltre il Mare, le quali trionfalmen- 
te fono tenute, e prima delle più degne, e la maggiore, la qua} 
è quella di Gerufalem , nella quale è il S, Sepolcro dei Signore , il 
Monte Calvario, e molti altri fanti luoghi, che fi trovano fcritti di- 
nanzi nel prefeote Librò * 

Sonovi fette Chiefe di S. Salvatore, cioè due fui Monte Sion, una a 
Quarantena * e una a Damafco ; una a Barmti , è un 5 altra nel Ma- 
gallerò di S. Catterina Vergine, e Martire. 

Vi fono ancora due Chiefe della SantiiTima Croce di Cr!fto , una fotte 
terrà nella Chiefa di Gerufalem, dove fu cavata, e trovata la San- 
tiflìma Croce; e una, dove nacque V Arbore della Croce fuori di Ge- 
rufalem un migliò. 

Accora vi fono quindici Chiefe di noftra Donna * una fu! rimiteritì $ 
ovver fui coitile di Gerufalem, e una nella Valle di Giofafat , e due , 
dove è il fao Santo Sepolcro; e una ia Betìeem, e due in Nazaret, 
e una in Damafco ; una nella Città di Satinale , e una in Dumia- 
ta; due in Babilonia, e una in S. Maria della Palma, dove il Dat- 
tero s'Inchinò alla Verqine^ SantiiTìma Maria * lina a S. Catterina j 
e una alla Salita del Monte, Sinai . 

Ancora vi fono fette Chiefe di % G;o. Bat/ìfta , due appretto Geru- 
falem i e una a lato il Fiume "Giordano ; una nel Deferto , do- 
ve egli dimorava , e due nella Città di Sebafle 9 e una in Aleffan- 
dna . 

.Àneora vi fono tre Chtefe di Se Giovanni Apporto!© , ed Evangelida* 

II una •*, 



m VIAGGIO 

una In Gerufalem, una in Galilea, e una a S. Catterina al Mon- 
te Sinai , 

Ancora vi fono due Chiefe di S. Jacopo, una fui Monte Sion, e una 
nella Vaile di Gicfafat. 

Ancora vi fono due Chiefe di S. Paolo, una in Damafco, e una fuori 
di Damafco, dove egli fu convertito. 

Ancora vi fono tre Chiefe di S. Michele Arcangelo , una in Gerufa- 
lem, una in Babilonia, e una in S. Catrerina . 

In Nazaret vi è una Chiefa delP Arcangelo Gabriello. 

Ancora vi fono due Chiefe di S. Nicclao, una in Gerufalem, e una 
in Buleem . 

Ancora vi fono fei Chiefe di S. Giorgio , una in Damafco , e una in 
Baratti ; una in Rama, e una fuori di Rama, una in Babilonia, e 
una a S. Catterina. 

Ancora vi fono tre Chiefe di S. Antonio , una fuori di Babilonia fei 
miglia , e quella medefima fi chiama la Chiefa di S. Anfelmo , e 
una nel Deferto , dove S. Antonio dimorava nel principio ; e in 
quel luogo morì, e quivi appreilo e la Chiefa, dove morì S. Paolo 
primo Eremita * 

Nel Deferto di Abramo è il Monaftero di S. Catterina , nel quale fi 
ripófa il fuo Ss. Corpo, e fìanno al fuo fervi? io cento , e feffanta Mo- 
nache, e qui fono 25. Cappelle, e molte altre cole. 

Ancora vi fono due Chiefe di S. Macario, una è nel Deferto di Alef- 
fandria , e una a Santa Catterina , al Monte Sinai . 

Ancora vi fono due chiefe del Profeta Mosè ; una a S. Catterina, e 
una fu P alto Monte Sinai . 

Sonovi ancora due Chiefe dei Profeta Elia , una fra Gerufalem, e Be- 
tleem ; una fra il Monte Sinai , e il Monte Oreb . 

Vi fono ancora due Chicle di S. Martino, una fra il Cairo, e Babi- 
lonia, e una nella Città di Damafco. 

San Marco Evangelica ha una Chiefa in Alexandria . 

San Stefano ha una bella Chiefa nei Monaftero di S. Catterina. 

Vi fono ancora due Chiefe di Abraam Patriarca, una in Ebron, e P 
altra in Babilonia . 

Di Lazaro fi ha una Chiefa iti Befania; di Maria Maddalena una in 
Gerufalem . 

Vi fono ancora due Chiefe di S.Maria Egiziaca ; e una in Gerufalem , 
e P altra al Monte Oliveto . 

Vi fono ancora due Chiefe di S. Anna, una in Gerufalem, una in Ga- 
lilea . 

Vi è ancora una bella Chiefa al Monte Oliveto , e ivi e il ? lno?o , 
dove il nofìro Signor Gesù Criito andò in Cielo il dì dell' Afcen- 
fione. 

Vi è anco in Gerufalem il nobil Tempio del Re Salomone, nel qual 
il nofìro Signor Gesù Grido fece molti Miracoli . 

Vi fono ancora molti altri Santi luoghi, e Chiefs , che fono inquefto 
libro dinanzi difegnate . 



Del 



AL S. SEPOLCRO. iji 

Della regola , che devono tenere i Pellegrini in Galea • 

SE accaderà il vomito a Pellegrino navigante ufa il firoppoSebeften, 
ovvero pomi granati con menta , e mangia poco ; fe'i vomito con- 
ti nuaiTe , mancia cole acide, e acerbe; e il primo giorno, che entri in 
Galea , non guardar in acqua, e continua il cibo, che reprima il vo- 
mito ; e fatto quefto , ie pur ti venifTe voglia di vomitare , vomita per 
un poco, che per quefto mon farà male. 

Medicina contro li Pidocchi* 

QUando per fudor a' Pellegrini nafceiTero pidocchi, ungati il corpo 
con l'argento vivo, morto con aglio, e Arifiogia lunga; e poi 
la mattina entrino nel bagno, e il corpo fuo con forte fregagione, con 
ficciol mondo, e netto Io governino, e il capo lavino con cartafilaggi- 
ne, e boracco ; li pulci fi cacciano con un' erba detta perficaria, porta 
nel ietto , divengono immobili , 

Quejle fono le $\ Relìquie, le quali a noi far ano moftrate dopo la 

noflra ritornata in Venezia , le quali non potemmo veder al 

principio , perchè la Galea non ci volle appettare • 

PRima nell'ammirabile Ducal Chiefa dei gloriofo Evangelifta S. 
Marco fi ripofa il Corpo di effo Sacro Evangelifta fotto 1' Aitar 
grande , cioè in mezzo dell' Altare , fopra quello , che è nella fotro 
Confezione , come verHfimaaiante ogn' uno (lima, il qual Corpo fa 
traslatato da Alexandria in Venezia . 

Nella Cappella, che è in faccia della crociera di detta Chiefa verfo 
Tramontana, ripofa il corpo del gìpriofo S, I fidoro , traslatato in Ve- 
nezia dall' 1 fola di Scio, e ogni anno fi fa la ProcelTìone generale in 
tal giorno , 

Nella Chiefa Patriarcale di S. Pietro di Cartello fopra l'Aitar grande 
ripofa il Corpo di S.Lorenzo Giuftiniani Patriarca di Venezia, e fot- 
to confeilione in un Arca di marmo ri potano li corpi defili Martiri 
Sergio , e Bacco, 

Nella Chiefa di S» Daniel Profeta ripofa il corpo di S» Giovanni 
Martire, che fu Duca di ASeffandria il qua! da AfeffipncJtìa fa portato 
in Venezia, e fi moftra in un Altare verfo mezzo giorno della detta 
Chiefa * 

Nella Chiefa di S. Gio. Batti (b , chiamato S. Gio, in Brago ra ripofa 
il corpo di S* Gio. Elemofìnario Patriarca d' A Iella ndri a , il qual fu tras- 
latato d'AIeffandria in Venezia, e fi moftra fu un* Altare fuori dei Co- 
ro della Chiefa verfo mezzo giorno , 

Nella Chiefa dì S. Antonino ripofa il corpo di S. Sabba Aitare por- 
tato dalla Città di Acre, la qqaf era in Soria, e addio è disfetta ; e 
fi moftra fopra un Altare fuori del Coro verfo Leva: ; v , 

Nella Chiefa della SS* Trinità ripofa il Corp :> dei Venerabile Mo- 
naco S. Anaftafao, il quale è in ima Cappella fuori del muro, verfo 
Tramontana . 

Nella Chiefa -di S, Zaccaria ripofa il Corpo di S. Zaccaria Padre di 
S. Gic. Battifta. 

R t Itera 



tft VIAGGIO 

ltem nella medefima Chiefa ripofa il Corpo di S.Teodoro Confeflb* 
re, il qual fu penato dalPIfcla di Samo in Venezia. 

Iter in detta Chiefa ripofa il Corpo di S.Pancrazio Martire in una 
fé pòi tur a di marmo da un lato delF Aitar grande. 

Irein in derta Chiefa ripofa il corpo di S. Sabina Martire, in Arca 
{li marmo dall'altro laro dell'Aitar grande. 

Irem fotto la Confeffione di detta Chiefa ripofa il Corpo di S. Tha- 
rafo Eremita, porrato da Romania. 

Irem in un lat > della Chiefa in Parlatorio delle Monache ripofa il 
Corpo di S. Lazaro Martire . 

Nella chiefa di S. Lorenzo rtpofano li corpi di S. Ligerio, di S, 
Barbara Martire , di S. Paolo Vefcovo , e Martire , portato da Coftan- 
tinopoli . 

Nella Chiefa di S. Sebafttano appretto S. Lorenzo ripofa il Corpo di 
un Venerabile Pievano di S. Giovanni Decolato il quale fi chiama il 
Beato Giovanni, perchè non è Canonizzato. 

N ila Chiefa di S. Marina ripofa il Corpo della Venerabile Mona* 
ca , e pazitntiflSma Vergine S. Marina; ila fuori del Coro, e fu por- 
tato da Grecia . 

Nei a Chiefa di S. Salvatore ripofa il Corpo di S. Teodoro Martire 
traslatato da Cofrantinopoli . 

N Ita Chiefa di S. Paterniano ripofano li corpi de* Santi Gordiano, 
ed t\ maco, trovati di nuovo per rivelazione neil'Altar grande di det« 
ta hi fa . 

Nt- ila Chiefa di S. Giuliano Martire ripofa il Corpo di S. Floriano 
Martire , nel primo Aitar dentro del Coro , traslatato da Grecia . 

ltem >n detta Chiefa fuori del Coro ripofa il Corpo di S. Paolo pri- 
rro Eremita, fenza il capo. 

N ih Chiefa di S. Cancian fuori del Coro ripofa il Corpo di S.Maf- 
fumo Vefcovo, e Martire. 

Nella Chiefa di S. Maria de' erofecchieri ripofa il Corpo della Vergi- 
rie, e Martire S. Barbara, fuori del Coro in una Cappella. 

Nella Chiefa di S. Geremia ripofa il Corpo dei Venerabile S. Magno, 
che fu edificatore delle prime Chiefe di Venezia , e fu Vefcovo di Al- 
tin , e ConfefTore . 

Nelia Chiefa di S. Lucia ripofa il Corpo di S. Lucia Vergine , e 
Ma* tasi neil'entrar della Chiefa in una Cappella dedicatagli, quale fu 
trasferito da Siraeufa a Cofrantinopoli , e poi a Venezia. 

vcila Chiefa di S. Gervafìo, e Protafio, volgarmente chiamata S. 
Tr .vafo, ripofa il Corpo di S. Grifoììomo Martire, nelP Aitar grande 
di ella Chiefa, transitato da Zara a Venezia. 

Ne<ia Chiefa di S. Niccolò di Mendegoli ripofa il Corpo di S. Nice- 
te Martire, nell'Altare fuora del Coro. 

Nulla Chiefa di S. Rafael ripofa il Corpo di S. Nicetta , nel proprio 
Altare; il qual fu traslatato da Nicomedia a Venezia. 

N Ila (hiefa di S. Bafilio ripota il Corpo di coftantino Confeflbre, 
il quale fu traslatato d'Ancona a Venezia, ed è in una cada fuor del 
Coro . 

Nella Chiefa di S. Apollinare fuori del Coro ripofa in un Altare il 
Corpo di S. Jona Profeta, , 

Nel- 



AL S. SEPOLCRO. ij ? 

Nella Chiefa di S. Simeofl Profeta r po'i o le oda didelfo Santo , 
traslatare da Cottaminopoh , e torio in uà Are* di marmo dietro ali* 
Aitar grande. 

Item in detta Chiefi ripola in Un Altare in «jir Arca d ; marmo il 
Corpo di S. Ermolao Prete, e Martire, trasmuto da N g <d:.i a Ve- 
nezia . 

Nella Chiefa di S. Niccolò di Lido ripofa il Corpo di S, Niccolo 
Magno Arcivescovo dì (vlira . 

Item in de tu Chiefa li rip©& il prez\*uii?m-?- Corpo di S. Niccolò 
fuo Zio Vefcovo, il qual ordini S. Niccolò Prete, fecelo ttfri Abbate 
del Monattero chiamato Monte Sion . 

Item in detta Chiefa ripofa il Còrpo di S. Teodoro A ravef covo, tut- 
ti quelli Ss, Corpi fono fono Confezióne fotto t Aitar grande, e fuo«- 
yi , traslatati da M ; ra nell'alma, ed inclita Città di Venezia, come 
appare nelle Iftorie della traslazione. 

Nella Chiefa di S. Elena delP Ordine del Monte Oìiyeto ripofa il 
corpo della Regina S. ESena, Madre di Cottane- no Imperatore in un 
Altare, 

Nella Chiefa di S. Giorgio Maggiore ripofa il Corpo di S. Stefano 
Protomartire, il quale è (iato trovato nuovamente là nell'Altare della 
uà Cappella» 

Item nella detta Chiefa ripofa il Corpo di S, Paolo Martire , e Du- 
ca di Cottantinopoli . 

Item nella detta Chiefa ripofano le offa de* Corpi de' Santi Cofma,e 
Damiano Martiri, che fono in un Altare, 

Item in un Aitare il Corpo di S. Cofma Confetture , e quelli Corpi 
tutti furono già trafilatati da Cottantinopoli a Venezia, 

Nel Monattero di S\ Servolo ripofa il Corpo di S. Leoce Vefcovo 
ài Modon, transitato a Venezia, fuori del coro. 

Nella Chiefa di S. Clemente ripofa il Corpo di 5, Anniano Patriar- 
ca d' Aleffandria , e Difcepolo di S, Marco , traslatato d 5 Aleffandria in 
Venezia , 

Nella Chiefa di S, Secondo Martire ripofa il Corpo del medefimo 
Santo traslatato d 3 Atte a Venezia . 

Nella Qhiefa di S. Marta di Muran ripofa il Corpo di San Donato 
Vefcovo, e Confettare fuori del Coro, 

Nella detta Chiela fu P Aitar grande ripofa il Corpo di S« Girardi 
Martire, e Vefcovo di Moravia, di nazione Veneta, e di nafeira Sa- 
gredo , il qual fa Martire in Ungheria , da dove fu traslatato a Ve- 
nezia . 

Nella Chiefa di S, e Albano da Buran ripofa il Corpo di etto S. Ve- 
fcovo , e Martire , in mezzo di du* Corpi Sauri S. Orlo Martire , e 
S, Domenico Eremita, traslatari d' Armenia p 

Nella Chiefa di S. Maria di Torcello riputa il Corpp di San Elido- 
ro Vefcovo d' Aitili , e Cenfeffore. 

Item nella hiefa Cariedjaie ripofa il Corpo di S. Fofca Vergine, e 
Martire trastatata d' Acquile]*, 

Item nella Chiefa di S, Antonio di Torceiio ripofa il Corpo di S. 
Crittina Vergile, e Martire, t rafia tate da Rimici. 

Nella e hiefa di Grado ripofano li Corpi di S, Erraagora Patriarca 

R 3 /* 5 4;c-* 



i ?4 Viaggio 

^Acquileja, e Fortunato fuo Arcidiacono, fotto ConfefTionc , trasla- 
tati d' Acquileja . 

Nella Chiefa di S Croce della Zuecca ripofa il Corpo del S. Dot- 
tore Atanafio, Patriarca di Alexandria . 

Nella Chiefa Catedrale di Chiozza dal Iato deftro del Coro ripofano 
li Corpi di Ss. Felice, e Fortunato traslatati d* Acquileja. 

Nella Chiefa di S. Rocco , appretto li Frati Minori ripofa il corpo 
di effo Santo. 




QUE. 



*** 



Q_U ESTE SONO 

LE PARROCCHIE, 



OVVERO 



Contrade di Venezia * 



SAn Pietro di Cartello* 
Patriarcato • 
San Biafìo. 
San Martino é 
San Giovanni in Bragora* 
Sant' Antonino * 
San Severo . 
San Provolo * 
Santa Trinità . 
San Giovanni Novo . 
Santi Filippo, e Giacomo * 
San Marco» 
San Baffo • 
San Giuliano» 
Santa Maria Formofa « 
San Leone . 
Santa Marina. 
Santa Maria Nova* 
San Giovanni Grifoftonio* 
San Cancian * 
San Bartolommeo* 
San Salvatore. 
Santi A p portoli * 
Santa Soma • 
San Felice ♦ 
San Marciliano* 
Santa Fofca ♦ 
Santa Maria Maddalena* 
San Marcuola. 
San Lunardo. 
San Geremia. 
San Luca, 
San Patemiano,* 
San Fantino . 
Santa Maria Zgbenigo. 



San Mauricio w 
San Vidal . 
San Samuel • 
Sant', Anzolo . 
San Benedetto « 
San MoisK 
San Geminiano. 

Olita il Canal Grsxde 

San Vito* 

Sant' Agnefe . 

San Gervafio. 

San Bafilio, 

San Barnaba. 

San Rafael • 

San Niccolò, 

San Pantaleone * 

San Tommafo . 

San Paolo . 

Sant' Appollinare* 

San Silveftro. 

San Cafóano. 

Sant' Euftacchiò « 

Sant' Agoftino . 

Sanf Ubaldo . 

San Giacomo dell'Orio* 

Sanra Maria Mater Domini 

San Giovanni Decollato* 

San Stin« 

San Simeon Apposolo. 

San Simeon Profeta . 

San Matteo. 

San Giovanni di Rialto • 

San Giacomo di Rialto * 



San; 



né 

Cant' Eufemia alla Zuecca , 
San Vida! di Poveja, 
San Donato da Muran. 
San Stefano da Muran. 
San Martin da Muran . 

Li Conventi dì Frati . 

Santi Giovanni , e Paolo , 

San Domenico . 

San Secondo . 

San Pietro Martire. 

Santa Maria de' Frati Minori » 

San Francefco dal Deferto . 

San Bonaventura Riformati . 

San Franctfco della Vigna . 

II f£/ìdentor Frati Cappuccini alla 

£uecca . 
San <5iobta Frati Zoccolanti . 
San Bartolammeo da Cafìelio Frati 

di San Francefco di Paola,. 
San Stefano . 
San Crilìoforo della Pace, 
San Michele.. 
Santa Maria del Carmine. 
Sant' Angelo x óì Concordia. 
Santa Maria dei Servi . 
San Giacomo alla Zuecca, 
Santa Maria della Carità. 
San Clemente . 
San Spirito , 

Santa Maria delle Grazie. 
Santa Maria dei Crolecchieri^ 
Santa Maria dell'Orto,. 
jSan Giorgio d* Alega . 
San Sebaftiano . 
Li Gefuati . 



La Trinità. 
La Mifericordia . 

San Giovanni Evangeli*!*, 

Li Monafleri di Monachi* 

San Giovanni Laterano P 
San Zaccaria. 
San BiaOo Catoido • 
San Lorenzo, 
Saar* Anna . 

Santa Maria della Celelìia , 
Santa Maria delle Vergini, 
Santa Marta. 
j Santa Croce della Zuecca, 
'San Servolo» 
Santa Catterina. 
Li Corpus Domini. 
; Santa Chiara da Venezia f 
La Madonna de* Miracoli, 
San Francefco della Croca e 
Santo Sepolcro. 
Santa Maria Maggior. 
Santa Lucia. 
San Daniel • 
San Gìufeppe . 
Santa Giuilina • 
Santi Colma , e Damiano 9 
San Girolamo. 
Santo Alvife . 
Lo Spirito Santo, 
Ogni Santi . 
Le Convertite . 
Le Eremite a $, GervafiQ. 
Le Cappuccine a S. Girolamo. 
Le Cappuccine a S.Antonio diCa- 
flello. 



Abazie , e Priorati? 

San Giorgio Maggior. 

San Niccolò da Lido . 

San Salvatore . 

Sar/ Antonio di Cartello, 

$ar; Gregorio. 

San Giovanni alla Zuecca, 

Li Borgognoni . 

Sant'Andrea dalla Certofa, 

San* 1 Elena . 

San Giovanni de! Tempio. 



! 



Li Ofpitali . 



W Ofpital di Gesù Crillo a Jant ? 

Antonio. 
San dietro , e Paolo . 
L* Pietà. 
La Cafa di Dio. 
San Bartobmmeo di Camello , 
San Martin . 
L* Incurabili . .' 
Santi Giovanni , e Fac:Jo , 
$Z.n Lazaro dclji Mendicanti . 

I Crcv 



Lazzaretto Vecchio. 
Lazzaretto Nuovo. 



n? 



I Crofecchieri . 

l?Ofp2£«ó in Campo Rufoloap- 

predo la Piazza. 
Santa Maria di Broglio m capo di ^ ^^ 

Piaz ? a - La Carità, 

San Vito. La Mifericordia, 

Y 0Ì \°xtuV San Rocco '. ^ 

Sant Ubaldo. | San Gi ovan m EvangelifU* 

iTc^liSoccorf- SanT^doro. 

Le Poccole. * 




ME- 



MEMORIA 

DELLE COSE SANTE, 

Che fono nelle Ckìefc principali della Città di Roma \ 

AVendo detto in tutti gì* infrafcritti Viaggi la diftanza de* luoghi t 
le Chiefe , e ie Città , e altre cofe notabili, mi pareva far torto 
a me medefimo , e da tutto il Mondo meritamente effer tarlato , fé in 
parte non defcriveffi , e narrali! più che potrò dell* Alma Città dt 
Roma ; però con tutta la polTìbile brevità vi dico efTer ella data 
fondata, da Romuio, e Remolo , e fi dice Rama Caput Mundi , per- 
chè fioreggiò già tutto il mondo; era affai maggiore, che adelto ; 
palTavi per mezzo il fiume volgarmente detto Tevere, per il quale da 
diverfi Inoghi fi conducono per barca moire cofe neceiTarie al vitto u- 
mano , e altre mercanzie, malììme in un luogo chiamato Ripa , dove 
vengono Navilj di Mercanti da diverfi luoghi , e regioni per Mare ; 
che fé Roma foiTe priva di detto fiume , in tre giorni arTammeriaii , e 
zelerebbe abbandonata ; eiTendo abitata da così gran Corta del Papa , 
Cardinali , Baroni , Ambafciatori di tutti li Principi del Mondo , che) 
per caufa del Tevere vi poffono tutti comodamente ilare, come fi ve- 
de, e fi vedrà fino che durerà il Mondo . Quanto poi che quella cit- 
tà di Roma fìa bene dotata di tutte le comodità, piaceri, e delizie del 
Mondo , non voglio de feri vere , perchè farebbe troppo lungo , e falli- 
diofo a* Lettori , ma di ciò voglio rimettermi a quelli , che P han ve- 
duta, la vedono, e la godono al prefente. 

^ Fra molte cofe notabili, che fono in detta Città dì Chi efe v< Conven- 
ti, Monallerj , Indulgenze, Stazioni, Reliquie, e Corpi Santi: vi fo- 
no fette Chiefe principali \ la prima è S* Giovanni Laterano , qual già 
per il parlato era Szde de* Pontefici , ed e nei Monte Celfo ; fu edifi- 
cata da Collanti no , dotata di grandifiìme entrate , e tutta la Corte 
con il Popolo Romano vi ha gran divozione ; vi è Stazione la prima 
Domenica di Quadragefima , con infinite Indulgenze» Quella Chiefafu 
abbracciata dagli Eretici , eiTendovi infinite Reliquie , fra le quali vi 
era il Capo di S. Pancrazio Martire, che per tre giorni contìnui ufcì 
femore fangue ; vi è una fpalla di S. Lorenzo; dei lane, e Capelli 
delia gloriola Vergine Maria , e li vedimenti , e la camifeia , che lei 
fece a Gesù Criflo ; le Tefte delli gloriofi Appolloli Pietro, e Paolo. 
A vasti P Aitar grande in detta Xhiefa vi fono quattro colonne di ra- 
me concavo > e piene di terra Santa portata da Gerufalem con molte 
^|sre Reliquie di gran divozione , che per brevità fi omettono; e ol- 
tre alle inrmitiiTìme Indulgenze, quali vi fono di continuo, vi è gene- 
ralmente la perdonanza ogni Sabbato per tutto Panno a quelle perfone 
che vi vanno. 
la. feconda Chiefa € San Pietro in Vaticano ," che oggi e la prima , 



AL S. SEPOLCRO* 139 

facendo residenza li Pontefici, e non più a S. Giovanni Latrano -, ec- 
come di fopra abbiamo eletto « Sonovi le Stazioni il giorno delf Epifa« 
ria, la prima, e quinta Domenica di Quaresima , e altri giorni ; ne* 
Venerdì di Marzo vi fono Indulgenze infinite . Sonovi ancora in detta 
Chiefa lette Altari in luogo delie fette Chiefe con infinite Indulgenze, 
che fervono per quelli, che non potettero andare alle {etti Chiede, in 
detta Chiefa vi fono molti Corpi Santi , vi è la Teda di S. Andrea , e 
nell'Altare di etto Santo, cioè fotto vi è la metà del Corpo, eia me- 
tà di quello di S. Paolo , all' entrare della porta a man dritta vicino 
alla Porta Santa vi è il Miracolofiffìmo Sudario, ovvero Volto Santo, 
e il ferro della Lancia, che pafsò il Santi (Timo Coftato al , -Redentore , 
quale Io mandò il Gran Turco a Innocenzio Papa Ottavo . Vi fono 
molte cofe Sante venute da Gerufalem, che per brevità fi omettono : 
non dico della fua bellittìma , e inettimabiie fabrica , dico folamente , 
quando farà fornita, fi potrà dire, che fia il più grande, e il più bel 
Tempio del Mondo . 

La terza Chiefa è S. Paolo fuori di Roma circa un miglio , nella 
via Ottienfe, fu edificata, dotata, e ornata dal Magno Cottantino, in 
quel luogo, dove fu trovata la tetta di S. Paolo Apposolo : la detta 
Chiefa è in fé bella, e grande, con miracolofe colonne , vi fono gran- 
di Stazioni, e Indulgenze da ogni tempo, vi fono li fette Altari, co- 
nie a S. Pietro, vi fono molti Corpi Santi e degl'Innocenti, un braccio 
di S. Anna Madre di Maria Vergine; la catena, con la quale fu in- 
catenato S. Paolo* La tetta della Samaritana, con la metà de^ Corpi di 
S. Pietro, e Paolo, con infinite altre Reliquie; e a mano dritta dell* 
Aitar grande vi è la Imagine di quel Crocifitto, il quala parlò a San- 
ta Brigida , dove fono affai Induigenae , e perdonanze . 

La quarta Chiefa è S. Maria Maggiore , lì dice quella effe fé fiata la 
prima chiefa edificata in Roma a Maria Vergine, vi fono Stazioni, e 
grandiiTìme Indulgenze conce ffe da' Sommi Pontefici; indetta Chiefa vi 
fono molti Corpi Santi, e il Prefepio, dove giacque Critto in Betleem, 
con molte altre belliffime, divete, e Sante Reliquie , con affai orna- 
menti d'oro, e d'argento fatte da' Sommi Pontefici. 

ha. quinta Chiefa è S. Lorenzo fuori delle mura circa un miglio nella 
via Tiberia , nella qual Chiefa vi fono Stazioni , e grandiffime Indul- 
genze : vi è il fuo Sanriffìmo Corpo, e quello di S. Stefano , e un 
fatto di quelli , che fu lapidato : la pietra , dove fu polio S. Lorenzo , 
dopo la fua morte tinta di fangue , e graffo : un pezzo della gratico- 
la , dove fu arroftito , con molte altre fanriffime , e divote Reli- 
quie . 

La Setta Chiefa è S. Sebaftiano fuori di Roma, nella via detta Àp- 
pia ; vi fono grandiiTìme Indulgenze, e Stazioni la Quadraseli ma ; vi 
fono anco le Catacombe , dove è un pozzo , che per un certo fpazio 
di tempo vi fletterò nafeofi li Corpi de Ss. Pietro , e Paolo , e qualun- 
que farà celebrare una Metta al fuo Altare in detta Chiefa, libera un* 
anima da^ Purgatorio , e fotto la detta Chiefa vi è il cimitero di Ca* 
Itilo ) e vi fono grandi Indulgenze , dove fono cento , e fettanta quat- 
tro mila Martiri , e in detta Chiefa vi è il fuo Ss. Còrpo con altri 
Corpi Santi, ed infinite Reliquie, e grandiffime Indulgenze. 

La fettirna Chiefa è S. Croce in Gerufalem ? titolo di Cardinale , vi 

fono 



i4o VIAGGIO AL S, SEPOLCRO. 

fono Stazioni la Quadragefiffla , e grandiffime Indulgenze * maffime 
nell'Invenzione, ed Efaltazione della S. Croce, nel dì della Confe- 
orazione di detta Chiefa j nella Cappella fotto V Aitar grande non vi 
poflòno entrar donne, vtiono grandiftìme Indulgenze : indetta chie- 
fa vi fono li Corpi Santi di Anaflafio, é Cefareo , e un' ampolla del 
preziofiffimo Sangue del Salvator noftro Gesù Crifto 5 la (pugna , con 
la quale §ii fu dato da bere aceto, e fele fui legno della Croce, due 
Spine della fua Corona, un Chiodo , con il quale fu confitto in Cro- 
ce , con il titolo , che Pilato pofe fopra la Croce ; uno dei trenta de- 
nari, che fu penduto dalli Giudei, cqh molte altre Reliquie, e infinite 
Indulgo»*» 



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UNIVERSITY OF ILLINOIS-URBANA